Hydrogen Festival 2014 - James Blunt - Moon Landing Tour
15/07/14 - Anfiteatro Camerini, Company Arena, Piazzola sul Brenta (PD)


Articolo a cura di Francesco De Sandre

C’era una volta il soldato con la chitarra. Un soldato triste, ambizioso ma consapevole, che preferiva abbracciare quell’arma piuttosto che altre. James partì per il Kosovo con la sua chitarra e la suonava nelle sere di tranquillità. Tornato nel Wiltshire, continuò a suonare prima di addormentarsi. Così, con “Back To Bedlam” diventò James Blunt. La storia è vera, ma spesso, per proseguire, anche le grandi storie necessitano di nuovi personaggi, nuovi ruoli. Il protagonista, dal 2004, è sempre lui, ma l’ultimo album “Moon Landing” ha rivelato la nuova dimensione di una Popstar in pieno mutamento. Ora, a quarant’anni esatti, James Blunt interpreta il ruolo dell’astronauta con la chitarra. Un’immagine tanto dolce quanto contrapponibile a ben più oscuri pensieri per un ruolo tutt’altro che spensierato, vaneggiante o luminescente: è l’immagine del cantautore inglese che indossa una leggera tuta spaziale mentre canta di allunaggi senza tempo, con gli occhi di chi guarda dall’esterno, da sopra. 

 

james_blunt_hydrogen_2014_600La Company Arena di Piazzola Sul Brenta si trasforma in una grande teatro a cielo aperto con migliaia di poltroncine posizionate di fronte al palco, una platea davanti alle tribune rialzate. A sinistra la suggestiva Villa Contarini, leggermente illuminata, riflette la propria maestosità. Ad assistere al concerto sono per la maggior parte le famiglie: James Blunt piace alle mamme e ai bambini, che hanno già avuto modo di conoscerlo attraverso le musiche di alcuni spot televisivi. Le avventure di James si presterebbero ad una sorta di show-racconto, ma dopo qualche essenziale saluto in italiano il neo-astronauta scarta immediatamente le sue “hand grenade”. E così a capitolare sulla folla, a tratti in delicato visibilio, a tratti in calorosa estasi, sono le ultraradiofoniche “High”, “You’re Beautiful”, “Carry You Home”, “Goodbye My Lover” e i dieci singoli più gettonati delle quattro produzioni. 

 

rsz_moonlanding526d788460ecbJames, chitarra, entusiasmo e la voce unica di sempre, è accompagnato dalla sua band di strumentisti che esegue elementari melodie Pop-Folk basate su pochi accordi e semplici metriche. L’autore gioca con il suo pubblico e, in continua coordinazione con l’impianto video e luci dietro di sé, ricorda attraverso due canzoni simboliche l’assetto del nuovo “Moon Landing Tour”: sono prima “Postcards” e subito dopo “Miss America” – con dedica inevitabile a Whitney Houston. Non è ancora chiaro se “Moon Landing” rappresenti un vero allunaggio oppure un viaggio nell’atmosfera terrestre per distaccarsi dai ritmi del quotidiano e poter osservare il brulichio umanoide, ma sui grandi palchi all’aperto l’alieno Blunt continuerà ad atterrare per tutta l’estate: all’aprirsi della navicella si scopre tutta la sua umanità, nella sensibile aggregazione dei suoi singoli più blasonati. 

 

Scaletta:

 

So Far Gone
Billy
Wisemen
High
Carry You Home
Satellites
These Are the Words
Postcards
Miss America
I'll Take Everything
Goodbye My Lover
Coz I Luv You
(Slade cover)
Heart to Heart
Same Mistake
You're Beautiful
So Long, Jimmy

Stay the Night
Bonfire Heart
1973




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