Hatebreed - The European Confessional Part I Tour 2017
21/04/17 - Zona Roveri, Bologna


Articolo a cura di Isadora Troiano

Arrivano alla spicciolata i fan degli Hatebreed per assistere all’unica data italiana del The European Confessional Part I Tour ma comunque in tempo per assistere a tutto lo show, iniziando dallo sludge/death pesantissimo degli Hierophant per poi proseguire con i devastanti Dying Fetus. Entrambe le band riscaldano l’audience, che aumenta sempre più in numero, e lo prepara all’arrivo della portata principale.

 

Gli Hatebreed arrivano puntualissimi e attaccano immediatamente con il loro show adrenalinico, per la gioia del pubblico in grande attesa. Già al secondo brano, la possente “Looking Down The Barrel of Today”, parte il circle pit e il pogo si fa intensissimo, con grande soddisfazione del cantante Jamey Jasta. Il frontman, che sfoggia un’apprezzatissima felpa della casata Stark di Game of Thrones, incita senza sosta il pogo e il mosh, ringraziando spesso il pubblico di Bologna per l’entusiasmo dimostrato.

 

L’alchimia tra band e pubblico è salda dall’inizio alla fine dello show: gli Hatebreed sono in ottima forma e, spaziando nella loro intera discografia, riescono a far fare headbanging anche ai più “calmi” fan che guardano lo show da lontano.

 

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Le canzoni si susseguono, da “Something’s off” a “Everyone bleeds now”, e la band non sembra avere momenti di cedimento o di “rilassamento”: i suoni sono potenti e compatti, dimostrando il grande feeling tra i musicisti, solo in alcuni momenti l’acustica non sembra al massimo e a risentirne è soprattutto la voce. Ma i problemi tecnici vengono superati, il live prosegue e queste piccole imperfezioni non sembrano scalfire la carica degli Hatebreed.

 

Con pezzi come “This Is Now” dal disco “The Rise Of Brutality” o l’ultima “Destroy Everything” l’audience della Zona Roveri esplode letteralmente: il ritorno in Italia degli Hatebreed era evidentemente atteso e le aspettative non sono state disilluse. La formazione tira fuori uno show di qualità, dall’inizio alla fine, senza mai un attimo di tregua, né per loro stessi né per il pubblico, che sembra però seguirli con altrettanta energia.

 

Si possono ritenere quindi soddisfatti i fan degli Hatebreed all’uscita dalla Zona Roveri: gli americani mantengono il livello dei loro show sempre al massimo e non deludono il loro seguito.




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