Godspeed You! Black Emperor - Luciferian Towers Tour 2018
05/07/18 - Circolo Magnolia, Segrate (MI)


Articolo a cura di Federico Barusolo

Un appuntamento imperdibile quello dello scorso 5 luglio per gli appassionati di post-rock in Italia: sul palcoscenico del Magnolia di Segrate (MI) sta infatti per salire una tra le band pioniere di questo genere, pronta ad offrire una serata di immersione totale nel suo vasto universo noise. Stiamo parlando dei Godspeed You! Black Emperor, collettivo canadese dalla vocazione orchestrale, giunto alla sua seconda tappa consecutiva nel nostro Paese del lungo "Luciferian Towers Tour".

 

È in una tipica serata di un caldissimo inizio luglio milanese che una nicchia si inizia a stento a formare davanti le transenne, salvo poi velocemente aumentare di volume quando in scena entra l'opener della serata. Sono circa le 21 quando l'artista americano che risponde a nome di KGD entra in scena e si china sulla sua console, intrattenendo la folla crescente ed incuriosita con un unico, lungo brano drone/ambient di circa 30 minuti e preparando il terreno per una serata che si preannuncia memorabile.

 

Sono da poco passate le 21.50 e si conta qualche centinaio di presenti al circolo Magnolia (zanzare escluse), quando, dopo un breve check di tutti (e non sono pochi) gli strumenti, i GY!BE entrano timidamente in scena. La performance inizia, come di consuetudine, sul mood in crescendo di "Hope Drone", introdotto dal contrabbasso di Thierry Amar e dal violino di Sophie Trudeau, ai quali pian piano si aggiunge il resto della band, che prende l'abituale posto sparso tra sedie e batterie. La scritta "HOPE" si agita come fosse trasmessa su un segnale disturbato sul grande schermo dietro il palco e tutto ci introduce lentamente all'ipnosi e alla ammutolita devozione che la compagine canadese è maestra nel ricreare ad ogni show.

 

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L'esecuzione dei brani è composta e minuziosa. Il basso di Mauro Pezzente guida la performance e si completa con le due batterie di Aidan Girt e Timothy Herzog. Il genio di Efrim Menuck, attraverso le stridenti ed orientaleggianti note di "Mladic" (Allelujah! Don'T Bend! Ascend) ci introduce successivamente a "Bosses Hang", primo apprezzatissimo accenno all'ultimo lavoro in studio dei Godspeed, da qui in avanti riprodotto in tutta la sua interezza.

 

Le immagini retrostanti, costantemente caratterizzate da toni cupi e grigiastri, forniscono un ottimo supporto alla musica, mentre il pubblico viene investito da mille diverse emozioni. Quelle del trittico di "Anthem For No State", e poi quelle di "Fam/Famine", che introduce l'intemperante sassofono, protagonista nel caos ordinato delle suggestioni uditive fino ai refrain conclusivi di "Undoing a Luciferian Towers". Le brevi pause sono dominate da timidi applausi di chi per un piccolo istante torna alla realtà, applausi che si fanno invece decisamente più entusiasti sulle prime note di "The Sad Mafioso", uno dei movimenti più riconoscibili di "F♯ A♯ ∞". L'omaggio ad uno tra gli intramontabili e più datati capolavori della band porta la folla ad un ulteriore livello di estasi, che aumenta con uno dei tipici crescendo di intensità dei GY!BE e trova pace solo quando gli otto si dileguano con un timido saluto, lasciando il palco all'ultimo, prolungato stridìo drone della serata.

 

Non sarà tra i generi più accessibili quello portato in scena da questa band, ma di sicuro è in grado di coinvolgere lo spettatore attraverso una moltitudine di sensazioni. La calma apparente dei musicisti in scena è l'emblema di come la totalità della loro espressione sia in grado di sprigionarsi attraverso le emozioni della loro arte, travolgendo chiunque sia disposto a tuffarvisi e farla propria. E proprio la concentrazione e l'armonia regnante tra la totalità delle eterogenee componenti rock ed orchestrali rendono unica l'esperienza live di chi ha avuto modo di viverla.

 

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Setlist:

 

Hope Drone
Mladic
Bosses Hang
Anthem For No State
Fam/Famine
Undoing A Luciferian Towers
The Sad Mafioso

 




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