Eclipse - Tour 2019
27/10/19 - Legend Club, Milano


Articolo a cura di SpazioRock

Articolo a cura di Alessandro Masetto

 

In una splendida e soleggiata domenica di fine ottobre, dalle temperature più primaverili che autunnali, arrivano al Legend Club di Milano, per un'unica ed esclusiva data italiana, i quotatissimi hard rockers svedesi Eclipse, in costante ascesa nella scena internazionale, e ormai annoverabili tra le realtà contemporanee più prestigiose nel loro genere.

 

In questa unica tappa italiana del tour europeo, viene messo al centro dell'attenzione il loro recentissimo album "Paradigm", senza tuttavia trascurare i "grandi classici" della loro discografia, assi portanti dela loro carriera, e che tutt'oggi riscuotono maggior approvazione dai fan in sede live. Per questo tour, i nostri scandinavi si sono avvalsi del supporto dei danesi Junkyard Drive. Con due album all'attivo, i ragazzi si sono fatti ben valere in questa serata, dimostrando nei fatti, grazie a una prestazione molto convincente, di essersi meritati pienamente la scelta fatta dagli Eclipse. In un'atmosfera già effervescente e in visibile fermento, alle 20:00 puntuali i Junkyard Drive irrompono sul palco, dando sin da subuto l'idea di essere una band sicura dei propri mezzi, molto coesa e affiatata, prendendo in mano la situazione con grinta, determinazione e padronanza tecnica, scaldando ulteriormente un clima già di per sé molto rovente. I Junkyard Drive sono fautori di un rock'n'roll energico ed elettrico alla vecchia maniera, a forti tinte blues, che pesca a piene mani dagli anni 70, in particolare dai Led Zeppelin, ascoltati forse fin troppo dai danesi, e ai quali sono indubbiamente forti debitori. Ma al di là di questo aspetto, nella loro proposta c'è tanta sostanza e personalità, dove gli illustri maestri inglesi sopracitati si mescolano volentieri con gli attuali Rival Sons e Greta Van Fleet, band che ne hanno ereditato l'attitudine, creando un mix tra presente e passato davvero efficace e letale. Se certi "plagi" di Robert Plant, durante l'esecuzione di "Natural High", non hanno sortito un effetto particolarmente positivo, in brani più spontanei e meno forzati come "Sweet" e "Sucker", i giovani Junkyard Drive si sono fatti apprezzare e ben volere, regalando al pubblico un'esibizione globalmente piacevole. 

 

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Ogni calata degli Eclipse in Italia si rivela un grande successo e una mossa vincente, essendo gli svedesi amatissimi da queste parti, e travolti da un crescendo continuo di fama e consensi, merito anche delle partecipazioni alle passate edizioni del mitico Frontiers Rock Festival.  Erik Martensoon è un grande frontman e un talentuoso leader carismatico, un vero "animale da palco", capace di coinvolgere con la stessa disinvoltura di un consumato rocker d'annata, nonostante la sua giovane età. Non solo Martensoon, tutti gli altri componenti degli Eclipse sono in forma smagliante, in particolare il chitarrista solista Magnus e il batterista Philip Crusner, che sfodera una prestazione clamorosa dietro le pelli, culminata in un drum-solo stratosferico.

 

"Viva La Victoria", primo singolo estratto di "Paradigm", rompe il ghiaccio violentemente, dimostrandosi quasi più efficace in sede live che su disco. Seguono una più anonima "Mary Leigh" e "Blood Wants Blood", che riaccende gli animi anche dei fan più composti e tranquilli. Ma l'adrenalina a questo punto dello show inizia a salire vertiginosamente, e allora ecco che ci vengono serviti due cavalli di battaglia come "The Storm" e soprattutto "Vertigo", che mandano in delirio il popolo degli Eclipse: il pubblico scandisce in coro e a squarciagola il ritornello, accompagnando e trascinando Martensoon in una sorta di simbiosi. Quello che si respira a un concerto degli Eclipse è proprio questo: un clima di grande festa, aggregazione e amicizia, dove non esistono barriere. "The Masquerade " e "Shelter Me", estratti dal nuovo album, sono altri due colpi messi a segno, intervallati dalle bellissime "Jaded" e "United". Non mancano momenti più romantici e intimistici, racchiusi in una "Take Me Home" da brividi. "The Downfall Of Eden" e When The Winter Ends", così come "Battlegrounds" e "Blood Enemies", vengono particolarmente gradite dal pubblico. Per il gran finale vengono proposte in successione rapida "Stand On Your Feet" e "Runaways", ma non è ancora finita... il pubblico acclama i propri beniamini a gran voce, e nei bis arriva l'accoppiata "I Don't Wanna Say I'm Sorry/Never Look Back", che scatena un tripudio tale da far vibrare le pareti del Legend. Si chiude così una serata piena di energia, in compagnia di una band grandiosa, su e giù dal palco.

 

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