Obscura Diluvium Europa Tour 2019
16/02/19 - Legend Club, Milano


Articolo a cura di Matteo Poli

Quella tenutasi al Legend Club di Milano è stata l'unica tappa italiana del "Diluvium Europe Tour", carovana technical death capitanata dai bavaresi Obscura, freschi di pubblicazione dell'ultimo masterpiece già incensato in queste pagine. La proposta è tutt'altro che monotona, in quanto ogni band traccia un percorso diverso, personale ed alternativo, nella sinistra galassia death metal.
Alle 19:30, gli opener canadesi First Fragment investono l'incauto ascoltatore con il parossismo sonoro di cui sono capaci e regalano, subito dopo il terzo brano - inedito - , un delizioso dialogo tra la chitarra e il basso. Si sa: quando si tratta di technical death, il numero di corde aumenta in diretta proporzione alla perizia esecutiva, per cui durante la serata fanno bella mostra di sé bassi a cinque o sei corde e chitarre a sette od otto, con virtuosismi a non finire, per la gioia dei tanti death geeks accorsi. L'aspettativa della serata si constata da diversi elementi: che, sebbene l'ora sia presta, il locale è già quasi pieno; che i biglietti sono sold out da mesi; che, mentre le ultime note dei First Fragment sfumano, continua ad arrivare gente entusiasta.


Siamo curiosi di ascoltare la prossima band, gli statunitensi Allegaeon, delle cui esibizioni si vocifera un gran bene e di cui gli ultimi album hanno raccolto consensi crescenti; sono i primi a coinvolgere davvero l'audience con la loro briosa presenza scenica (il monumentale bassista Brandon Michael sembra pronto a divorarci ogni volta che spalanca le fauci; le chitarre si dimenano in assoli/cascata; il batterista Brandon Park e le sue braccia sono una strana specie di elicottero) anche se, essendo la loro proposta più moderata e melodica (ci si conceda), con episodi ai limiti del metalcore, la sala esita a lanciarsi e le temperature ancora non salgono anche se continua ad aumentare l'affluenza. Un pugno di brani e lo scettro del Male passa ai californiani Fallujah.


Premesso che il frontman - la new entry Antonio Palermo, qui al battesimo del fuoco - ha un attitudine innegabilmente coinvolgente e che al terzo brano il pubblico si abbandona al primo vero pogo della serata, la loro esibizione è quella che convince meno, un po' per l' (ab)uso di sampling che non fa impazzire in questo genere e che mal si amalgama con l'analogico distorto (almeno nel contesto specifico della serata), o forse per un problema di fonica, con un basso di difficile decifrazione e la batteria che copre tutto il resto; peccato, perché in studio i Fallujah si dimostrano capaci di cose egregie ma alla resa del live il tutto risulta, sebbene muscolare, non molto omogeneo. Cionondimeno il pubblico va incandescendosi vieppiù.


Allo spegnersi delle luci, le prime note di "Emergent Evolution" liberano in un ruggito di gioia la tensione accumulatasi. Non smette di impressionare, in una serata contraddistinta dalla potenza e dal virtuosismo tecnico, l'eccellenza degli headliner: a giudizio di scrive non solo une delle migliori deathact in circolazione ma gli eredi più diretti e meritevoli dello stile inaugurato dai mai dimenticati Death di Chuck Shuldner, stile che gli Obscura hanno saputo rivitalizzare e sviluppare all'ennesimo della potenza dei maestri; non sono pochi infatti, tra il pubblico, a esibire sulla maglietta il loro nome o il loro logo con morte falcifora sulla giacca o sulla camicia.
Gli abissi infernali si spalancano con la possente "Diluvium", subito seguita dalla spericolata "Akroasis", doppietta di rara possanza, accolta con furiosa approvazione dai presenti. Dopo alcune piccole correzioni al mixer la fonica è ottimale, potente e chiara, forse appena eccessiva sulle pelli ma che diamine: è pur sempre un concerto death. Il tempo vola e le chicche si snocciolano come grani di un rosario demoniaco; l'inizio delicato di "Septuagint", intonato dal pubblico con un coro, è appena il preludio del massacro che esplode allo scoccare delle distorsioni. Breve intermezzo del bassista virtuoso col solo "A Last Farewell" - bonus track dell'ultimo album - e si prosegue con quella che Steffen Kummerer definisce una "death ballad" (!!), ovvero: "Mortification Of The Vulgar Sun", ancora dall'ultimo lavoro. Accolta da strepiti di approvazione, giunge poi direttamente dallo spartiacque "Cosmogenesis" la bella e crudele "Incarnated" . Poi Kummerer - eminenza creativa degli Obscura - presenta la band, si prende un momento per rievocare la prima volta che i temibili bavaresi sono calati in Italia una diecina d'anni prima, di supporto ai perversi Cannibal Corpse; poi, commentando sul presente tour,: «Già è successo di tutto: vomito, risse, merda, casini... ma perché mi stupisco, è un death metal tour, quindi è normale, no?? Porca miseria... ». La sala ride ed applaude. Gli Obscura hanno vinto.


La serata volge al crepuscolo ma, non si sa perché, nel locale continua ad arrivare gente a concerto inoltrato, ormai ci si sposta a fatica nella sala e la temperatura è decisamente a livello di ebollizione. "An Epilogue To Infinity" suggella un'esibizione completa sotto ogni aspetto. Steffen saluta il pubblico e, ad acclamazione, la band regala l'ultima goccia di fuoco, "The Anticosmic Overload" che è come il definitivo biglietto per l'Inferno. Una nottata di musica pesante di livello indisputabile. Come l'attitudine delle quattro band che, sinistro e tagliente quadrilatero di morte, hanno lasciato ancora una volta il loro insanguinato segno.

 

OBSCURA SETLIST:
1. Emergent Evolution
2. Ten Sepiroth
3. Diluvium
4. Akroasis
5. A Last Farewell
6. Septuagint
7. Ode To The Sun
8. Mortification Of The Vulgar Sun
9. Incarnated
10. Perpetual Infinity
11. An Epilogue To Infinity
encore:
12. The Anticosmic Overload
FALLUJAH SETLIST:
1. Carved From Stone
2. Ultraviolet
3. Adrenaline
4. Sapphire
5. Last Light
6. Scar Queen
7. Amber Gaze
8. The Void Alone

ALLEGAEON SETLIST:
1. All Hail Science
2. Gray Matter Mechanics - Apassionata Ex Machinea
3. 1.618
4. Stellar Tidal Disruption
5. Behold (God I Am)

FIRST FRAGMENT SETLIST:
1. Le Serpent De Tsion
2. Voracitè (Apotheose, pt.1)
3. brano inedito
4. Gula
5. Paradoxal Subjugation

 




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