At The Gates – European Tour 2019
13/12/19 - Live Club, Trezzo sull'Adda (MI)


Articolo a cura di Icilio Bellanima

Gli At The Gates erano già passati da Milano a inizio anno (di spalla ai Behemoth), e la mattina di venerdì 13 dicembre è arrivata anche un po' di neve, fattori che uniti all'apertura porte fissata alle 19 rischiava di far desistere i fan dal partecipare a una delle ultime cartucce sparate da un'annata di concerti pienissima di eventi. E in un primo momento, durante tutto il set dei Deserted Fear e per buona parte dei Nifelheim, il freddo dell'esterno, dannatamente svedese per l'occasione, pareva aver penetrato le pareti del Live Club di Trezzo sull'Adda, vista la poca gente che c'era.

 

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La buona performance dei tedeschi, band ruspante e prolifica (4 album + 1 EP in 7 anni non sono pochi) da qualche anno sotto l'egida di Century Media, prova a scaldare gli inossidabili presenti, riuscendoci alla grande grazie a un death metal che pesca tanto dalla scuola portata avanti dagli headliner (il buon Tompa, per altro, ha anche fatto un'ospitata nel loro Dead Shores Rising) quanto, sempre restando in Svezia, da band più rudi come i Grave, dimostrando di essersi meritati un posto nel bill sia per il loro talento, sfoggiato anche in sede live, che per l'appartenenza squisitamente stilistica. La mezz'ora circa a loro disposizione scorre via senza intoppi, e i nostri non si risparmiano minimamente, nonostante la folla tutto fuorché oceanica al loro cospetto, ma quando c'è il death metal di mezzo poco importa dell'affluenza, l'importante è tritare ossa a suon di riff, no?

 

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Con i Nifelheim il pubblico inizia a rinfoltirsi: la storica band svedese è tornata in attività solo di recente (2 EP, uno nel 2014 e uno quest'anno, hanno rotto un silenzio lungo 12 anni), e i fan italiani non potevano di certo lasciarsi sfuggire l'occasione di farsi vomitare addosso tonnellate di odio, disprezzo e titoli di canzoni degni di una chiesa (di Satana), sciorinati uno dopo l'altro pescando dall'ultimo opus (The Burning Warpath to Hell), fino, andando a ritroso, dall'omonimo debut, un excursus all'insegna della blasfemia più efferata come da loro tradizione. La ferraglia indossata dai 5 attempati metallari non gli impedisce di scatenare sul palco tutta la loro cattiveria, oltre a un mix di black, thrash e death metal che forse dal vivo è meno efficace rispetto al disco, ma che i nostri propongono con lo stesso livore di un tempo. Le interazioni col pubblico sono minime, col buon Hellbutcher che in un primo momento si limita ad annunciare il titolo del brano imminente, salvo poi, una volta tastato con mano il calore del pubblico italiano, lasciarsi prendere anche lui dalla foga e iniziare a coinvolgere sempre di più le prime file, supportato dal fratello e bassista Tyrant. Ci han preso talmente gusto da rivederli poi nel pubblico a fare foto e a bere birra, tanto nel pit quanto nel parcheggio del Live Club, segno che sicuramente torneranno a sputare bile malefica nel Bel Paese, poco ma sicuro.

 

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Quando è il turno degli At The Gates il pubblico del Live appare indubbiamente più folto, ma purtroppo il locale risulta meno affollato del previsto. Eppure a Tompa e soci poco importa, e sfoggiano una performance semplicemente pazzesca. La seminale band melo-death, fondamentale per l'evoluzione del genere e per la nascita, crescita e sviluppo di migliaia di altri gruppi, non ha bisogno di creare suspense o di farsi desiderare, e così alterna quasi meccanicamente nuovo materiale a vecchi capolavori, pescando a piene mani perlopiù dall'irraggiungibile Slaughter of the Soul (la titletrack viene scelta come secondo brano, la devastante Blinded by Fear come penultimo, e nel mentre titillano il palato dei presenti con Nausea, Under a Serpent Sun, Cold e Suicide Nation), ma senza disdegnare chicche dal passato ancor più remoto, come Kingdom (“Fucking”) Gone dal primissimo album, The Swarm da Terminal Spirit Disease e Raped by the Light of Christ da With Fear I Kiss The Burning Darkness. Senza nulla togliere agli due ultimi pur validi lavori, quelli della “rinascita” del leggendario quintetto svedese, e a cui sono affidate rispettivamente conclusione e introduzione, è durante i vecchi cavalli di battaglia che il pogo assassino si scatena, e le urla di giubilo del pubblico supportano e sovrastano la voce sempre tagliente e aggressiva di Lindberg. Ai nostri, che non sbagliano un colpo (salvo qualche assolo, ma nulla di così grave), poco importa, e lanciano sul pubblico quasi 20 bombe a mano di pura cattiveria sonora e malvagie melodie. Un fantastico antipasto, viene da dire, in attesa della portata principale, un tour fresco di annuncio previsto per il 2020, ed esclusivamente dedicato proprio all'intramontabile capolavoro del 1995, in cui, vista l'ottima forma fisica e mentale dei nostri, gli At The Gates non faranno prigionieri... come venerdì 13, del resto.

 

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Setlist

Der Widerstand
To Drink From the Night Itself
Slaughter of the Soul
At War With Reality
A Stare Bound in Stone
Cold
The Colours of the Beast
El Altar del Dios Desconocido
Death and the Labyrinth
Daggers of Black Haze
Under a Serpent Sun
The Swarm
Raped by the Light of Christ
Heroes and Tombs
Nausea
The Mirror Black
Suicide Nation
The Book of Sand (The Abomination)
Kingdom Gone
Blinded by Fear
The Night Eternal




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