Halloween Italian Headbangers Fest
31/10/10 - Mephisto Rock Cafe', Lu Monferrato


Articolo a cura di Gaetano Loffredo

Articolo a cura di Gaetano Loffredo, Stefano Risso e Davide Panzeri
Servizio fotografico a cura di Donatella Lomma


E’ la notte di Halloween, i bambini si mascherano e scorazzano per le strade suonando i campanelli delle case alla ricerca di facili dolcetti; anche a Lu Monferrato, paesino sperduto nella campagna alessandrina fatto di piccoli vicoli in saliscendi, dove abbiamo festeggiato questa festa pagana in maniera piuttosto alternativa.
Una fredda e piovosa serata riscaldata dal calore che solo la musica, in questo caso l'heavy metal, può creare. Potremmo sintetizzare in questo modo l'ultima edizione dell'Halloween Italian Headbangers Fest, celebrata al Mephisto. Il locale, recuperato e ristrutturato da un’antica cantina, è contenuto e molto curato.


Buona musica dunque, voglia di divertisti e soprattutto di trascorrere una piacevole serata in compagnia dei “metal brothers” accorsi. Anzi sarebbe meglio dire dei tanti “fratelli del metallo”, visto che sin dalle primissime note dei Clairvoyants, i primi a esibirsi, il locale era praticamente gremito (anche grazie all’irrisorio prezzo d’ingresso, dieci euro) in ogni ordine di posto, sia seduti che in piedi, andando a creare un ambiente carico di energia, intimo e partecipe. Bella atmosfera ma, cosa ancor più importante, la presenza di quattro band ormai solide realtà del panorama nazionale e in costante crescita oltre i confini del Bel Paese, a testimonianza di una scena italiana in buona salute e in grado di farsi valere anche in ambito internazionale.


Ad aprire “le danze”, come detto, i comaschi Clairvoyants, che hanno deciso di incentrare la scaletta sul brillante esordio “Word To The Wise” piuttosto che andare a pescare i soliti brani degli Iron Maiden: la qualità del repertorio non è paragonabile ai classici della vergine di ferro, ma grinta e classe sono quelle di sempre. Coinvolgono e convincono, è da premiare il tentativo di scrollarsi di dosso l’etichetta di “Tribute Band di successo”.
Da una conferma passiamo ad una sorpresa, gli Arthemis di Andrea Martongelli che hanno impressionato un po’ tutti in quanto ad efficacia della proposta dal vivo. Ammetto che l’ultimo “Heroes” non mi trova pienamente soddisfatto, forse per un taglio troppo netto al passato, ma sul palco i ragazzi dimostrano di avere addirittura una marcia in più rispetto a qualche anno fa, e il pubblico se ne accorge immediatamente sostenendoli dalla prima all’ultima nota del loro concerto. Buona la prova di Fabio al microfono, perfetta quella di Andrea con la sua elettrica.
Happy happy Halloween! E’ il turno dei Trick Or Treat, a parere di chi scrive il gruppo metal italiano che nell’ultimo biennio ha fatto il salto di qualità più evidente, dapprima rilasciando un disco, “Tin Soldiers”, di grande spessore, poi esportandolo sui palchi di mezza Italia con la solita, consueta e invidiabile capacità di non prendersi mai troppo sul serio. Il gruppo emiliano ha divertito e a tratti entusiasmato, ha la fortuna di avere un cantante, Alessandro Conti, non soltanto bravo col microfono, ma in grado di tenere il palco e catalizzare l’attenzione del pubblico come pochi altri in Italia (Michele Luppi?) sanno fare. I ragazzi sono prontissimi per il meritato tour con Helloween e Stratovarius: che sia la volta buona per accedere al successo internazionale?
L’ultima performance è quella dei padroni di casa, i Secret Sphere, anch’essi in stato di grazia con un Aldo LoNobile (chitarra) in forma smagliante, bravi a spaziare su tutto il corposo repertorio, con un occhio di riguardo sul nuovissimo “Archetype”, il disco più ricercato anche allo stand di SpazioRock. Anche qui, come nel caso degli Arthemis, bisogna ammettere che l’ultimo nato guadagna diversi punti in sede live, a conferma che i nostri gruppi metal di punta hanno una innata predisposizione per lo show dal vivo. Quello che oggi conta più di ogni altra cosa.


L’Italia dei concerti è un paese che attualmente verte in una profonda crisi musicale, la situazione è quanto mai preoccupante. Tralasciando la sola città di Milano, cardine di tutti gli show, se diamo un’occhiata intorno ci accorgiamo che la scena è abbastanza impantanata. Solo ultimamente qualcosa si sta muovendo, soprattutto in Emilia e nel Veneto. Le vendite, corrotte dal Peer To Peer, sono basse e l’unica fonte di guadagno restano i concerti che non sempre vengono seguiti come si deve, ed è per questo, che eventi come quello che vi abbiamo appena raccontato, devono essere supportati con passione ed impegno affinché tutti ne possano trarre beneficio, pubblico in primis e band a seguire. Discorso complesso e articolato che certamente approfondiremo, nel frattempo ringraziamo tutti i presenti, gruppi, pubblico, e vi rimandiamo al servizio fotografico ufficiale della serata. Un Halloween da ricordare, una serata alla quale bisogna dare quanto prima un seguito.




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