W.A.S.P. - The Return Two Babylon Tour
01/11/10 - Live Club, Trezzo Sull'Adda


Articolo a cura di Daniele Carlucci
Accolti come sempre in un ambiente piacevole e ideale per la musica dal vivo qual è il Live Club di Trezzo Sull'Adda, questa sera l'appuntamento è con un pezzo di storia dell'heavy metal. I W.A.S.P. Di Blackie Lawless tornano in Italia per promuovere l'ultimo album “Babylon”. Ad aprire la serata ci pensano i “nostri” Rain, gruppo bolognese già in tour con Lawless e soci negli Stati Uniti lo scorso mese di marzo e i brasiliani Shadowside capitanati dalla carismatica frontwoman Dani Nolden. La cantante si fa apprezzare grazie alla voce potente ed esplosiva e per una buona presenza scenica. Musicalmente la formazione sudamericana è interessante, ma difficile da inquadrare dal momento che i brani suonati variano tra diversi generi, passando dall'hard rock al power metal, dall'heavy metal al prog: il punto in comune è comunque sempre la melodia, onnipresente in tutta la setlist. Nota di merito per l'ottimo chitarrista Raphael Mattos, dotato di un'eccellente tecnica e di buon gusto nella composizione di riff e assoli. Terminata la gradevole esibizione degli Shadowside, ci si prepara ad accogliere a braccia aperte i W.A.S.P. e nel frattempo si ascoltano con gioia le canzoni scelte dal djset: scorrono Manowar, Gotthard, Guns n' Roses, Scorpions, AC/DC, fino ad arrivare a “The Wicker Man” degli Iron Maiden, che viene sfumata perchè non c'è più tempo e tutto è pronto per lo show.

Il suono di una sirena si mescola alle note delle hit di maggiore successo della band californiana e intanto i musicisti fanno la loro comparsa in scena, lasciando per ultimo il più atteso e acclamato Lawless. Si parte con “On Your Knees”, che scalda sin dal primo minuto la buona cornice di pubblico del Live Club. La coppia successiva formata da “The Real Me” (cover degli Who) e “L.O.V.E. Machine” diverte e coinvolge decisamente e intanto sui tre maxi-schermi posizionati alle spalle dei membri del gruppo scorrono le immagini dei video delle canzoni suonate (e sarà così per tutto il concerto). Il mastermind dei W.A.S.P. appare un po' appesantito solo fisicamente, mentre la voce è sempre la solita, graffiante e penetrante: inoltre sembra sicuramente apprezzare la calda accoglienza riservatagli dai suoi fan italiani, che lo osannano da quando mette piede sul palco, fino alla fine dello spettacolo. Dopo il salto indietro sino ai primi album del gruppo americano, arriva il momento di presentare l'ultima opera “Babylon” e così si susseguono “Crazy” e “Live To Die Another Day”: delle due si fa preferire nettamente la prima, melodica, trascinante e ideale per essere eseguita dal vivo. Accoglienza buona sì per questi brani, ma nulla a che vedere con il boato riservato a “Wild Child”, urlata a più non posso da tutto il locale. Le immagini forti del videoclip accompagnano “Babylon's Burning”, poi è la volta della splendida “The Idol”, semplicemente da brividi, che regala il momento più intenso ed emozionante della serata e si chiude con un lunghissimo assolo del chitarrista Doug Blair: a proposito, una nota (sì, una nota come a scuola) per gli strumenti da lui utilizzati non riesco a evitarla, data l'alternanza tra una chitarra con tanto di sega circolare rotante e un'altra, abbastanza inguardabile, con corpo nero, paletta rossa e serie di led attorno al ponte. Tornando al concerto, prima di prendersi una pausa i W.A.S.P. calano un altro pezzo da novanta suonando “I Wanna Be Somebody”, in cui viene chiesta la collaborazione del pubblico in un duetto ben riuscito. Può sembrare incredibile, ma dopo appena nove canzoni siamo arrivati nella parte conclusiva dello show e infatti in seguito ad una lunghissima pausa Lawless e soci riappaiono per il gran finale, riservato a “Heaven's Hung In Black” e allo scatenato rock 'n' roll di “Blind In Texas”.

Tutto finito, un'ora e un quarto scarsa di concerto (sì, perchè l'interruzione prima degli ultimi due brani è stata interminabile) e poi i saluti di rito: mancano tremendamente canzoni come “Hellion”, “I Don't Need No Doctor”, “Chainsaw Charlie (Murders In The New Morgue)”, “Sleeping (In The Fire)”, per non parlare di “Animal (Fuck Like A Beast)”. In chiusura, lo spettacolo che i W.A.S.P. hanno offerto agli spettatori del Live Club è stato bello, divertente e godibilissimo, ma francamente poco più di un'ora di show è davvero una miseria...

Setlist:

01. On Your Knees
02. The Real Me
03. L.O.V.E. Machine
04. Crazy
05. Live To Die Another Day
06. Wild Child
07. Babylon's Burning
08. The Idol
09. I Wanna Be Somebody

Encore:

10. Heaven's Hung In Black
11. Blind In Texas


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