The Gaslight Anthem - Festival Radio Onda D'Urto 2010
18/08/10 - Festival Radio Onda D'Urto 2010, Brescia


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Mi è capitato di vedere dal vivo i The Gaslight Anthem la prima volta durante il festival Rock In Idro dell'estate scorsa, dove mi erano apparsi piatti, privi di grinta e decisamente peggiori che su disco (all'epoca era il tour di "The ‘59 Sound"). Passato più di un anno, accantonato il precedente lavoro, li ritroviamo alla storica Festa Di Radio Onda D'Urto (a Brescia) nel tour promozionale del nuovo album "American Slang", per tentare di confermare le buone parole spese anche dai vari giornalisti italiani.

In attesa della portata principale, intrattengono le due band bresciane Blake e Van Cleef Continental, s'iniziano ad assiepare sotto le casse indistintamente ragazzi con t shirt dei Black Flag come cinquantenni con polo e moglie al seguito. Le luci si accendono, rapido cambio di strumenti e gli eroi di questo mercoledì sera mettono i piedi sulle travi scricchiolanti del palcoscenico già calcato, tra i tanti, da gente del calibro di Jello Biafra e Buzzcocks. Sono tutto tranne che delle rock star, quasi timidi, Brian Fallon è contento di essere di fronte a tanta gente, saluta sorridendo in italiano e ringrazia per il calore degli applausi, il resto è puro e onesto rock U.S.A. da classe operaia al 100%. Proprio dall'ultima fatica si apre con l'omonima "American Slang", i Gaslight Anthem suonano semplice ma bene, la voce, vero punto di forza, convince i fan (ma anche gli scettici presenti) e tutto prosegue con un sing along che troverà l'epilogo solo alla fine del concerto. Parafrasando un attempato spettatore che, girandosi verso la moglie insofferente, ha entusiasticamente affermato "dentro hanno qualcosa", assolutamente vero, dentro hanno davvero qualcosa da esternare, sentimenti, emozioni e storie. Non suonano come stupide icone da classifica pop, la scaletta prende chiaramente a piene mani dal bellissimo "The '59 Sound", "Old White Lincon" chiama Springsteen a pieni polmoni, tutti battono le mani e si sente il ritornello all'unisono, "Film Noir" sa di aria fresca una mattina in inverno. Obiettivamente non si può negare che i nostri abbiano più di una freccia al loro arco, sono tante le canzone che si ricordano, in molti scandiscono, parola per parola, l'energico punk rock di "Great Expectations", la simpatia degli americane abbraccia le teste sudate sotto il palco. Il blues di "Even Cowgirls Get The Blues" è perfetto, l'album d'esordio è sacrificato quasi interamente a discapito dell'ultima produzione, che è riproposta quasi per intero confermando un materiale più da live set che da ascolto in cuffia. Meglio, allora, secchiate di rock sanguigno con "Stay Lucky", la clashiana "The Queen Of Lower Chelsea", la più riuscita dal vivo, o la ritmata "Old Haunts" che accompagna alla porta d'uscita. Un po' di pezzi come bis e tutti a nanna, i Gaslight Anthem sorridono commossi, noi anche.

Li vorrebbero gli eredi del Boss, forse le stringhe, piacciono e confermano di essere una buona rock band ma ne riparleremo quando avranno scritto un nuovo "Nebraska".


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