Wolf Alice - European Tour 2018
13/01/18 - Santeria Social Club, Milano


Articolo a cura di Mattia Schiavone

Tra le giovanissime band britanniche che stanno rapidamente scalando le gerarchie facendo rivivere atmosfere puramente nineties intrise di nostalgia e venature grunge non possono che essere annoverati i Wolf Alice. Il quartetto è stato fondato 2010 e, dopo i primi due EP, nel 2015 ha fatto parlare di sé nel Regno Unito con l'esordio "My Love Is Cool". Sono bastati due anni e la pubblicazione del secondo lavoro "Visions Of A Life" per riuscire ad uscire dai confini nazionali e a raggiungere una discreta notorietà in tutta Europa. La band si è poi imbarcata in un tour promozionale che sta riscuotendo grande successo grazie all'attitudine e all'energia che i quattro riescono a mettere sul palco e che ieri ha fatto tappa presso Santeria Social Club a Milano, garantendo un prevedibile sold out.

 

La serata è stata inaugurata dall'esibizione delle I'm Not A Blonde. Il duo milanese, composto dalle polistrumentiste Chiara Castello e Camilla Matley, propone un genere inclassificabile, in cui la base synth anni '80 a tratti electro fa da supporto ad elementi anni '90, orientati anche verso il punk. Il risultato è un sound trascinante, che ha riscaldato a dovere il pubblico. La risposta dei presenti è stata ottima e le due sono state applaudite e incitate senza sosta per tutta la durata della loro esibizione. Il duo ha proposto brani dall'esordio "Introducing I'm Not A Blonde", offrendo anche alcune anticipazioni del nuovo "The Blonde Album" in uscita a fine mese. Da lodare i ritmi coinvolgenti dei pezzi che sviluppano un riuscito mix di analogico e digitale, nel quale campionamenti in loop si completano a vicenda con i riff e i passaggi chitarristici, risultando in un sound trasversale che potrebbe convincere diverse categorie di ascoltatori. Le I'm Not A Blonde hanno lasciato il palco dopo 40 minuti di esibizione raggiungendo pienamente il proprio obiettivo: ognuno dei presenti ricorderà con piacere la loro performance. 

 

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La pausa prima degli headliner è molto breve e i Wolf Alice salgono sul palco dopo solo 20 minuti, dando il via a 90 minuti di fuoco e fiamme. L'inizio con "Heavenward" è forse un po' in sordina, ma già con la successiva e acida "Yuk Foo" il locale si trasforma in un catino ribollente e il pubblico caldissimo si scatena con entusiasmo sulle note del quartetto che appare subito in forma e capace di tenere il palco in modo ammirevole nonostante la giovane età. I Wolf Alice continuano a sparare cartucce di alto livello con sicurezza e le voci del pubblico diventano quasi assordanti durante il fantastico finale di "You're A Germ" e "Your Love's Whore". Ellie Roswell è in grado di tenere le redini dello show limitandosi solo a qualche parola di ringraziamento. Quello che conta è la grinta che riesce a mettere nei pezzi più acidi e grezzi, affiancata dalla melodia e dai suadenti sussurri delle parti più soft. La cantante, quasi sempre con la sua fedele chitarra, riesce a calamitare l'attenzione su di sé anche con un solo sguardo, ma non ruba completamente la scena ai compagni, che la supportano a dovere. Da segnalare è il folle entusiasmo del bassista Theo Ellis, una trottola impazzita che incita continuamente il pubblico.

 

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Durante la serata vengono sviscerati quasi interamente entrambi gli album pubblicati dalla band e, come sottolineato dalla risposta dei fan, tutti i pezzi dal vivo sono molto più grezzi e potenti, permettendo la riuscita totale dello show. Oltre che negli episodi più selvaggi come "Moaning Lisa Smile" e "Fluffy", la temperatura rimane alta anche con "Silk" e "Bros", sicuramente più melodiche, ma comunque accolte trionfalmente. Da segnalare tra i migliori pezzi della serata sono "Formidable Cool" e la perla "Visions Of A Life", una montagna russa di suoni, durante la quale Joel Amey dietro le pelli funge egregiamente da instancabile motore. L'unica pausa nella prima parte dello show è costituita dal singolo "Don't Delete The Kisses", mentre a inaugurare l'encore è una toccante "Blush", con una perfomance da applausi della Roswell. Lo show si conclude poi con l'adrenalinica e trascinante "Giant Peach", attraverso la quale la band saluta un pubblico stanco, ma in delirio.

 

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Si parla spesso di "next big thing" all'interno del panorama rock e con show del genere, dopo un album così apprezzato, i Wolf Alice si candidano a raccogliere l'eredità di chi negli anni '90 ha reso grande l'alternative rock. I brani, soprattutto dal vivo, riescono a far facilmente breccia e a rievocare quella magica atmosfera fatta di rabbia adolescenziale e nostalgia. Una strada che in molti hanno provato, senza però riuscire a raggiungere risultati simili in così poco tempo. Dopo una prova come quella a cui abbiamo assistito, il futuro dei Wolf Alice è più roseo che mai.

 

Potete guardare QUI la fotogallery dell'evento.

 

 

Setlist Wolf Alice

 

Heavenward
Yuk Foo
You're a Germ
Your Love's Whore
St. Purple & Green
Don't Delete The Kisses
Planet Hunter
Bros
Silk
Lisbon
Beautifully Unconventional
Formidable Cool
Sadboy
Space & Time
Moaning Lisa Smile
Visions Of A Life
Fluffy
Blush
Giant Peach




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