The Darkness + Rhyme
01/11/13 - Live Music Club, Trezzo sull'Adda (MI)


Articolo a cura di Costanza Colombo
E' il palco del Live Music Club di Trezzo sull'Adda il primo dove si leva il sipario del mini-tour italiano del singolare binomio The Darkness & Rhyme. Talentuoso quartetto tricolore il secondo, celeberrima band inglese la prima, entrambe hanno contribuito a rendere indimenticabile questo rock show per i moltissimi spettatori presenti.

All'esplosione acustica dei Rhyme assiste un locale già gremito che ben asseconda la coinvolgente e immediata proposta della band nostrana. Gradevole esibizione a suon di riff rabbiosi ed assoli da headbanging, la setlist d'estratti dai due Album finora prodotti, ovvero “Fi(R)st” e “The Seed And The Sewage”, si chiude con l'ultimo (e grintoso) singolo  “Party Right”.

Lo scettro passa poi dalle mani di Gabriele Gozzi a quelle del protagonista indiscusso della serata: Justin Hawkins. Non che nessuno avesse dubbi in merito, ma i suoi The Darkness sono stati esuberanza, sfrontatezza e leggera spensieratezza. La band inglese ha infatti offerto una performance più che all'altezza delle aspettative sia a livello di intrattenimento che musicale senza che il primo aspetto compromettesse il secondo. Sul classico sfondo campeggiante il proprio logo, i The Darkness aprono le danze con le due cover “The Boys Are Back In Town” e “Arrival”, rispettivamente di Thin Lizzy e ABBA, con cui la band è ormai solita celebrare il proprio ritorno sulle scene dopo la spiacevole parentesi (dal 2006 al 2011) dovuta all'abbandono del frontman per seri problemi con la cocaina. Quello che invece tiene banco con acrobazie, siparietti, gorgheggi e falsetti d'autore è un Justin in gran forma. L'atmosfera si scalda ben presto e il cantante si spoglia della pelliccia proprio a sottolineare la strumentale “Bareback”, B-side del singolo “Growing on me”, apprezzatissimo brano che seguirà a ruota la graffiante “Black Shuck”.

thedarkness_2013_livereport_02Cinque pezzi e l'attenzione del pubblico è già tutta calamitata dal tatuatissimo (e baffuto) frontman che si dimena per il palco con indosso una tutina tanto attillata quanto scollata in linea con il proverbiale glam-style che l'ha sempre contraddistinto. Merita una menzione anche la tonaca dorata, dal taglio fantascientifico, del bassista Frankie Poullain. Dettagli che hanno contribuito a  fomentare il clima d'imprevedibile irriverenza nel quale horns-up e una chitarra gonfiabile ondeggiavano a tempo di musica sopra le teste dei presenti. Come c'era da aspettarsi, i picchi di delirio del pubblico si sono verificati per i singoli di maggior successo della band quali: “One way ticket”, la più recente “Nothin' Gonna Stop Us” e ovviamente “Love Is Only A Feeling”, cuore dello show. A seguire altra cover già proposta dal vivo, ovvero la “Street Spirit (Fade Out)” decisamente più movimentata dell'originale made in Radiohead. A chiusura non poteva mancare l'arcinota (e stellare) “I Believe In A Thing Called Love” seguita da uno smilzo encore costituito dalla sola “Love on the Rocks with No Ice” ennesimo brano ripescato dal calderone di “Permission To Land”.

Unico neo, l'errore di Justin in apertura di “Givin' up” che il frontman è riuscito comunque a mutare in un esilarante siparietto nel quale si è auto-inflitto una penitenza fingendo di appiccarsi fuoco ai capezzoli. Altro esempio della follia onstage di Hawkins è stato lo sketch durante il quale si è messo a giocare coi plettri, prima attaccandoseli addosso col sudore, e poi tirandoli ai fans in visibilio. A bilanciare uscite del genere, anche altri momenti in cui il cantante è stato invece capace di smorzare il registro di eccessi semplicemente suonando a occhi chiusi o fermandosi a soddisfare la curiosità del pubblico in merito alle proprie capacità di chitarrista. Nonostante l'eccellente prova live dei The Darkness non lasci dubbi riguardo la loro voglia di rientrare una volta per tutte in pista, e di farlo in ottava, la scaletta non può che far riflettere sulle reali condizioni della band. Basti pensare che la setlist differisce giusto di una manciata di brani rispetto a quella già proposta negli altri show post-reunion ma soprattutto che la stragrande maggioranza dei pezzi originali presenti in scaletta appartengano a “Permission To Land” o siano B-Sides dei singoli relativi allo stesso. Che forse i The Darkness non si sentano ancora sicuri di affidare la buona riuscita di un live alla loro produzione più recente? Venendo a Justin, seppur in taluni frangenti abbia peccato di uno spiccato complesso alla Freddie Mercury, del quale è parso scimmiottare certe movenze, è comunque promosso per lo straordinario carisma scenico. La speranza è che l'entusiasta risposta del pubblico all'esibizione offerta a Trezzo, sicuramente confermata dalle date di Roma e Bologna, possa funger da sprone ai The Darkness per sperimentare anche una nuova formula live.

thedarkness_2013_livereport_03

Setlist

The Boys Are Back In Town (Thin Lizzy cover)
Arrival (ABBA cover)
Bareback
Black Shuck
Growing on Me
She Just a Girl, Eddie
One Way Ticket
Physical Sex
Nothin’s Gonna Stop Us
Get Your Hands Off My Woman
Love Is Only a Feeling
Friday Night
Forbidden Love
Street Spirit (Fade Out) (Radiohead cover)
Givin’ Up
Stuck in a Rut
I Believe in a Thing Called Love


Encore

Love on the Rocks with No Ice


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