The Melvins + Redd Kross - European Tour 2017
26/10/17 - Live Club (Trezzo sull'Adda), Milano


Articolo a cura di Sophia Melfi

E' con un'esplosione di luci stroboscopiche color rosso fuoco che lo spettacolo ha inizio. I Redd Kross iniziano così la loro esibizione in apertura ai The Melvins al Live Club di Trezzo sull'Adda (Milano) riportando il pubblico indietro nel tempo, circa all'inizio degli anni '90. Due band diametralmente opposte per sound e influenze musicali che tuttavia provengono da un passato comune, un ambiente da cui tutto è nato e si è diffuso nel tempo: si tratta di Seattle e la Sub Pop, etichetta discografica formatasi intorno agli anni '80 nello stato di Washington con lo scopo di scritturare e rendere maggiormente note band allora sconosciute, tra cui Green River, Melvins, Mudhoney, Nirvana, Soundgarden e tante altre. Un trascorso, inoltre, che porta le due band a ritrovarsi con un musicista in comune, Dale Crover, batterista dei primissimi Nirvana che ha partecipato alla composizione e registrazione di celebri album tra cui "Bleach", "Incesticide" e "With The Lights Out". Dalla scena alternative rock nata a Seattle negli anni '80 e poi comunemente denominata grunge si è propagata la parola dei Redd Kross e dei The Melvins. La prima, una band proveniente da un background propriamente pop-grunge e l'altra da uno più hardcore punk, con una visibile influenza heavy metal. I Redd Kross si esibiscono cavalcando l'onda della notorietà di brani tra cui "Jimmy's Fantasy" che scatena il pubblico nostalgico e infervorisce i più giovani. Sulle note di pezzi cult propri di quel genere e di quegli anni tra cui "Linda Blair" e "Deuce" i Red Kross scaldano tutti i presenti con una travolgente energia proveniente da una musica pressochè sconosciuta alle masse, ma amata e apprezzata da chi in quel genere vi si riconosce a pieno. Dieci minuti di pausa separano la luce dalle tenebre. L'atmosfera si fa sempre più cupa e opprimente. I The Melvins salgono sul palco in punta di piedi, silenziosamente lasciando che la loro musica parli da sé. Come una marcia di guerra "Sacrifice" si presenta al pubblico in tutta la sua angoscia data da una ritmica martellante e dai suoni distorti delle chitarre che contribuiscono a creare un effetto claustrofobico e pesante che culmina con il potente riff di King Buzzo.

 

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Sin dalla prima nota si riconoscono i suoni che contraddistinguono la linea compositiva della band. Essa gioca sulla storicità di brani tra cui "Queen", dall'album "Stoner Witch" del 1994, il cui ritmo è seguito e riprodotto all'unisono da un'orda di teste che avanzano e indietreggiano come stregate dalla fredda cadenza assillante della traccia. In 36 anni di carriera i The Melvins sono rimasti abbastanza fedeli al loro sound e alle loro influenze riscontrabili soprattutto in Black Sabbath, Black Flag, Kyuss e Frank Zappa. I The Melvins amano giocare con emozioni contrastanti creando atmosfere cupe, senza via d'uscita. Nessun attimo di respiro, nessuna apertura melodica. Il suono avanza lentamente a ritmi incalzanti come in una marcia funebre. Brani dei primi album si alternano ad altri degli ultimi lavori in studio come "Hold It In" e "A Walk With Love And Death" di cui la band ha eseguito "Onion Make The Milk Taste Bad", "Euthanasia" e "Edgar The Elephant".

 

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Basso e batteria si susseguono a potenti riff heavy metal, un meccanismo vincente in gran parte dei pezzi dei The Melvins tra cui "Scooba", brano tratto dall'ultimo album. Un sound che non fa solo muovere meccanicamente la testa avanti e indietro, ma fa proprio venire voglia di saltare e di agitarsi con gli altri. Tutto a un tratto ci si ritrova sperduti in un tipo di atmosfera soffocante ed energica al tempo stesso, come in una gabbia a cui gradualmente ci si ambienta e da cui non si vuole più scappare. L'eccentrico e carismatico Buzz Osborne conduce il pubblico verso una meta ignota, quanto desiderata da tutti. Con due classici della discografia della band statunitense quali "Roman Bird Dog" e "Hung Bunny" dall'album "Lysol", si conclude il lungo cammino nell'arido deserto dei The Melvins. Un sound volutamente selezionato che riconosce il suo pubblico dall'odore, come un leone sceglie accuratamente la sua preda prima di sbranarsela.

 

Setlist


Sacrifice
Oven
Anaconda
The Kicking Machine
It's Shoved
I Want To Hold Your Hand
Hideous Woman
Euthanasia
Edgar The Elephant
The Bit
Scooba
Onions Make The Milk Taste Bad
Amazon
Hung Bunny
Roman Dog Bird
 




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