System Of A Down, Prophets Of Rage - Firenze Rocks
25/06/17 - Ippodromo del Visarno, Firenze


Articolo a cura di Salvatore Dragone
Dopo le leggende del rock a stelle e strisce Aerosmith e un live già passato alla storia come quello chitarra voce di Eddie Vedder, la prima edizione del Firenze Rocks si chiude trionfalmente con la tappa dedicata alle sonorità più dure. 
Nel cartellone di giornata Appaloosa, Mallory Knox, Don Broco e sopratutto loro: System Of A Down e Prophets Of Rage. Senza troppi giri di parole e sulla base dei pareri unanimi raccolti a fine serata, possiamo tranquillamente dire di aver assistito ad un concerto devastante per qualità delle performance e per il modo in cui il pubblico ha saputo trasformarle in un'esplosione di energia positiva. Se c'è un modo per descrivere tutto ciò basterebbe guardare la foto pubblicata dai Prophets Of Rage a fine esibizione, con quell'impressionante nuvola di terra e polvere sopra le teste delle decine di migliaia di persone presenti alla Visarno Arena.
 

C'era molta curiosità sulla prima italiana della nuova creatura di Tom Morello, che sotto il proprio monicker raccoglie gli altri ex Rage Against The Machine Brad Wilk e Tim Commerford, più i due membri dei Public Enemy Chuck D e Dj Lord e B-Real dei Cypress Hill. La band americana riprende il filo da dove si era interrotto con lo scioglimento dei RATM, ossia proponendo un tipo di musica fortemente politicizzata nella sua essenza. Da un punto di vista musicale, non ci sono quindi cambiamenti rispetto alla prima "incarnazione", se non dal punto di vista prettamente numerico avendo un doppio cantante in formazione. Già dall'attacco con l'omonima canzone, i Prophets of Rage si confermano le macchine da guerra viste finora solo su Youtube. Il trio Wilk-Commerford-Morello è una garanzia assoluta di potenza e precisione, così come è facile rimanere incantati dall'uso della chitarra e della gestione degli effetti di quest'ultimo. B-Real e Chuck D d'altra parte si dividono molto bene il ruolo di frontman senza pestarsi i piedi, riuscendo ben presto a scatenare la folla tra pogo e salti. Nell'ora e mezza di set il gruppo ha proposto i nuovi brani insieme alle hit più famose di RATM, Audioslave, Cypress Hill e Public Enemy. Momenti di commozione quando Morello introduce "Like A Stone" in memoria dell'amico scomparso Chris Cornell. Qui entra in scena tra gli applausi Serj Tankian, a lui il compito di cantarla. La voce dei System of a Down, nella colonna sonora del film "The Promise" proprio insieme a Cornell e con lui impegnato a sostegno dei rifugiati, alza un braccio al cielo e chiude gli occhi mentre ne intona i versi. Anche se l'intonazione ha lasciato a desiderare poco importa, in questi casi il valore simbolico prescinde la forma.

 

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Arriva infine il momento tanto atteso da tutti. Quando sono le 21 fanno il loro ingresso sul palco i re indiscussi di giornata, è l'ora dei System of A Down. La band armeno-americana mancava da ben quattro anni in Italia, l'ultima apparizione risaliva infatti al 27 agosto 2013 in occasione della data a Rho. Un lasso di tempo che spiega la fame da SOAD dimostrata dal pubblico accorso in massa per vederli in azione, loro che probabilmente sono stati tra gli ultimi crack mondiali nel panorama rock. I System di Firenze sono molto diversi da quelli fuori controllo che spesso lasciavano a desiderare in sede live. Oggi il quartetto è forse meno selvaggio rispetto al passato, lasciando al solo Shavo il compito di agitarsi per tutto il tempo, ma si è trasformato in un gruppo di veri professionisti che mira alla perfezione dell'esecuzione. Nessun fuori programma quindi di Malakian, che comunque si è dimostrato autentico trascinatore e rockstar di razza ogni volta che si avvicinava al microfono. Nello show durato circa un'ora e mezza, la band ha tirato fuori tutti i suoi cavalli di battaglia, a partire dai classici del capolavoro "Toxicity" passando da tutti gli altri capitoli della sua discografia. Forse si poteva chiedere qualcosa in più in termini di durata essendo loro gli headliner di giornata, ma la scaletta ha fatto in modo di non scontentare praticamente nessuno. Non una sola canzone infatti non è stata cantata a piena voce dai fan più giovani o di vecchia data. Tra gli aspetti più positivi, almeno nella zona sotto palco, la qualità dei suoni, un vero e proprio muro quello eretto dalla sola chitarra, basso e batteria.
Con la violenza di "Sugar" i SOAD si congedano dal proprio pubblico consapevoli di aver consumato ogni goccia di energia residua nei corpi ormai provati dal caldo e dal pogo. Con un grande sorriso sulle labbra si abbandona lo spazio del concerto e ci si dirige soddisfatti verso casa. Fino alla prossima volta, per riabbracciarli magari con un disco nuovo.
 
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PROPHETS OF RAGE setlist

- Prophets of rage
- Testify 
- Take the power back 
- Guerrilla Radio 
- Unfuck the world;
- Bombtrack 
- Fight the power
- Can't Truss
- Insane in the brain
- Bring the noise
- Jump around (House of Pain cover)
- Sleep now in the fire
- Like A Stone - con Serj Tankian
- Know your enemy
- Bullet in the head
- How i could just kill a man
- Bulls on parade
- Killing in the name

 

SYSTEM OF A DOWN setlist
- Soldier side
- Suite pee
- Prison Song
- Violent pornography
- Aerials
- Mind
- Mr. Jack
- DDevil
- Needles
- Radio/Video
- Hypnotize
- Dreaming (intro)
- Pictures
- Highway song
- Darts
- Bounce
- Suggestions
- Psycho
- Chop Suey!
- Lost in Hollywood
- Question!
- Lonely Day
- Kill Rock 'n' roll
- B.Y.O.B.
- Roulette 
- Toxicity
- Sugar



 
 

 




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