Steel Panther - All You Can Eat Tour 2014
05/03/14 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Stefano Torretta

Grazie all'arrivo degli Steel Panther nell'unica data italiana del loro tour, per una notte Milano si è trasformata in una succursale della Los Angeles degli anni '80: Alcatraz già pieno fin dall'apertura dei cancelli (con gran soddisfazione dei Bad Bones, band cuneese incaricata di scaldare il pubblico in attesa del gruppo principale, che si è ritrovata ad esibirsi davanti ad un ampio numero di fan già scatenati che hanno estremamente gradito il vigoroso hard rock della formazione italiana), con la pista principale dominata quasi totalmente da glamster, con un fiorire di pettinature cotonate, giacchette di jeans e pantaloni di spandex. Guardandosi attorno, la folle sensazione di potersi ritrovare gomito a gomito con un Axl Rose, un Sebastian Bach o un Bret Michaels è veramente forte, tanto più per la presenza di diversi "sosia" (a vincere il premio di più copiato è stato Nikki Sixx, con ben tre imitatori all'attivo).


Puntualissimi, i quattro californiani si presentano sul palco accompagnati dalle note di "The Number Of The Beast" degli Iron Maiden. Il segreto per godersi appieno i loro concerti è stare al gioco, entrando nella stessa modalità mentale dei personaggi che interpretano ogni sera sul palco, ed il pubblico di Milano ha recepito prontamente, immedesimandosi in quell'ottica edonistica e sessista, ma pur sempre giocosa, sbandierata dagli Steel Panther, con le ragazze presenti pronte a diventare un semplice oggetto sessuale da usare e buttare via (anche se più morigerate rispetto ad altri paesi europei, visto che la quantità di tette al vento è stata molto più modesta) e con i ragazzi invece nella parte dei maschi alfa eternamente affamati di sesso (e questo è stato sicuramente più facile da ottenere!).


Steel Panther non vuol dire solo quantità industriali di hair rock ben scritto ed ancora meglio suonato, ma anche tantissimi siparietti comici sia durante i brani, principalmente a firma di Lexxi Foxx con le sue soste davanti allo specchio dedicate a rifarsi il trucco o a rimettersi a posto la pettinatura, sia durante le pause tra una canzone e l'altra con Michael Starr e Satchel veri mattatori della serata: battute al vetriolo all'indirizzo dei vari membri della band, aneddoti al limite del credibile, frasi memorabili (tra le quali "Pizza, pussy and pasta", ripresa a gran voce anche dal pubblico, resterà forse la più riuscita) ed improbabili uscite in italiano di Satchel, che è stato capace di scriversi sulla mano qualcosa come cinque o sei frasi da ripetere, naturalmente tutte a sfondo sessuale, che hanno generato il tormentone "Pisellino" indirizzato ai danni del cantante che ha continuano ad essere intonato dal pubblico per gran parte della serata. Non stiamo certo parlando di momenti di cultura elevata, ma da una serata di puro svago giocato al di fuori dei normali canoni imposti dalla società moderna non si può chiedere di meglio.

 

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E poi, naturalmente, non si può dimenticare la musica. Tanta, ben suonata, accolta dal pubblico con grande trasporto e cantata a squarciagola all'unisono dai fan senza un attimo di tregua. Anche i nuovi estratti dall'album di prossima pubblicazione ("Party Like Tomorrow Is the End of the World", "Gloryhole" e "The Burden of Being Wonderful") hanno sortito l'effetto voluto, ma d'altra parte visti gli argomenti trattati era poco probabile aspettarsi il contrario! La chiusura dell'esibizione è stata affidata a "Livin' On A Prayer" di Jon Bon Jovi, ops, a "Party All Day (Fuck All Night)" (anche se le differenze tra i due brani sono effettivamente ben poche, con gran fastidio del cantante del New Jersey!), il miglior modo per chiudere una serata giocata tutta all'insegna del sesso e del divertimento.


Belle canzoni, belle ragazze e tante risate. È questo il segreto del successo degli Steel Panther e della soddisfazione del pubblico a fine serata.

 

Setlist

 

1. Eyes Of A Panther

2. Tomorrow Night

3. Asian Hooker

4. Just Like Tiger Woods

5. Party Like Tomorrow Is the End of the World

6. Let Me Cum In

7. Guitar Solo

8. Turn Out the Lights

9. Hair Solo

10. Gloryhole

11. The Burden of Being Wonderful

12. Gold Digging Whore

13. It Won't Suck Itself

14. Death to All but Metal

15. Community Property

16. 17 Girls in a Row

17. Party All Day (Fuck All Night)




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