Ritchie Blackmore’s Rainbow & More
18/06/16 - Monsters of Rock, Bietigheim-Bissingen (Germania)


Articolo a cura di Gaetano Loffredo

SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION.

 

---ITA---

 

«Ho pensato spesso che mi sarebbe piaciuto tornare a suonare le vecchie canzoni un'altra volta ancora».

 

Difficile dire se sia piaciuto più a lui o ai fan. Ad ogni modo, Ritchie Blackmore ha mantenuto quanto dichiarato nella sua ultima intervista ed è tornato ad impugnare la sua Fender Stratocaster con un arcobaleno alle spalle.


Per chi se lo fosse dimenticato, l'ultimo concerto dei Ritchie Blackmore's Rainbow risale a quasi vent'anni fa quando la band fu headiner al danese Esbjerg Rock Festival a cui, tra gli altri, parteciparono Jethro Tull, Joan Jett & The Blackhearts, Sweet e Dirty Deeds. Mentre in Giappone si esaltavano per la musica contenuta nel carillon dei Blackmore's Night, croce e delizia dei suoi fan, Ritchie dovette invece fare i conti con la rabbia e la frustrazione della folla a cui, il coprifuoco imposto dagli organizzatori, sottrasse il sacrosanto bis con "Smoke on the Water". Il cerchio si è finalmente chiuso a Stoccarda quando i primi accordi del "suo mostro" hanno aperto l'unico encore in scaletta.

Seconda delle due date del tedesco Monsters of Rock, nonché penultima data del tour, la data di Bietigheim-Bissingen era stata anticipata dai commenti negativi del concerto di Loreley. Nonostante i dubbi, barbaramente insinuati dalle critiche mosse alla performance della sera precedente, il desiderio di rivedere il Man in Black nella configurazione d'origine restava saldo.

Arrivati a destinazione, confortati dalla solita eccezionale organizzazione e puntualità tedesca (parcheggi gratuiti e custoditi e a pochi metri dall'arena, percorso perfettamente segnalato, controlli accurati all'ingresso e gli stand culinari multi-etnici. Non c'è un solo inconveniente da segnalare. Anche i suoni sono perfetti.


01concertimonsterofrockrainbowbietigheim2016_1_600 

Ad accoglierci il marchio Monsters of Rock che campeggia fiero sia sul palco che in ogni zona dell'area concerti. C'è da ammettere che stavolta di mostri del rock, tolto Blackmore, ce ne sono ben pochi ma l'effetto "nostalgia" passa anche da quel logo. Siamo arrivati in tempo per goderci gli ultimi brani dell'esibizione dei Thin Lizzy, secondo act in scaletta di quattro, saltando a piè pari quella di Hans Werner Olm che giocava in casa. Il colpo d'occhio è impressionante: già alle 18:30 il parterre è stipato e stimiamo qualcosa come venti mila persone presenti: il sold out non è stato annunciato in prevendita ma è stato raggiunto il giorno dell'evento. Quella dei Thin Lizzy è stata una prova sicuramente coinvolgente e grintosa, purtroppo mal supportata da un pubblico poco reattivo, più concentrato sui boccali di birra che sulla musica. Per fortuna almeno le prime file si sono fatte sentire rendendo omaggio a chi era sul palco con un'ovazione finale che ha strappato qualche lacrima alla all-star band capitanata da Ricky Warwick. 

A seguire è stato il turno dei Manfred Mann's Earth Band, band che in Germania ha un seguito ben superiore a quello dei Thin Lizzy, fatto che si evince subito non appena l'attempato Mick Rogers varca il confine del backstage per l'ingresso sul palcoscenico: scroscio d'applausi per lui e per il tastierista sudafricano Manfred Mann, tripudio avvalorato da un concerto perfetto.

Alle 20.57 il momento che tutti aspettavano: l'ingresso di Ritchie Blackmore e dei nuovi Rainbow.

 

04concertimonsterofrockrainbowbietigheim2016_600 

 

L'attacco di "Highway Star" non è stato dei migliori anzi, il gruppo era palesemente fuori tempo, ma sono bastate poche note per riprendere il controllo della situazione. L'allestimento scenico non è imponente ma accettabile: due schermi giganti posti ai lati alti del palco e un arcobaleno moderno, minimale, composto per lo più da led colorati supportati da uno splendido impianto luci. Bisogna ammettere che i primi applausi e i primi commenti sono all'unanimità riservati al "Perfect stranger", Ronnie Romero, un giovincello cileno scoperto da Blackmore che ha lasciato tutto il pubblico di stucco per come ha saputo muoversi sul palco e per un'interpretazione vocale che non ha fatto rimpiangere un solo istante gli illustri esclusi Joe Lynn Turner, Doogie White e Graham Bonnet (allo stato attuale, per quanto sentito se li mangia tutti e tre a colazione), ma nemmeno le leggenda Ronnie James Dio e Ian Gillan. Provare per credere. La scaletta è entusiasmante. Sapevamo che il concerto sarebbe durato due ore, non un minuto di più, e Blackmore ha optato per il meglio del meglio suonando sei pezzi dei Deep Purple e otto dei Rainbow, guai a chiamarle cover: il pacchetto è di sua proprietà, la cover band è un'altra. Bene, anzi benissimo Jens Johansson (Stratovarius) alle tastiere, che ha governato con estrema facilità, dando più d'una volta l'impressione che fossero persino troppo semplici le partiture a lui imposte per il suo inestimabile talento. Discorso inverso per il batterista David Keith (Blackmore's Night) che invece è parso perennemente impiccato e in grande difficoltà a mantenere i ritmi di un concerto tirato come questo, rischiando di compromettere seriamente la prova di un bassista esperto e molto "funky" come Bob Curiano. Con Ian Paice o col compianto Cozy Powell sarebbe stato diverso, e Ritchie non sarebbe stato costretto a dettare i tempi dall'inizio alla fine: poteva ingaggiare un batterista più esperto. Discorso Blackmore: ha 71 anni, soffre di artrosi alle mani come pubblicamente dichiarato e a fine febbraio è stato operato per eccesso di acido urico ad una articolazione di un dito della mano sinistra che l'ha obbligato a fermarsi un mese intero. Tornava davanti ad un pubblico così numeroso e assetato di rock dopo quasi vent'anni dall'ultima apparizione coi Rainbow: non è un macchina, era visibilmente emozionato. Nonostante qualche piccola stecca, la sua esibizione è stata superba. Qualcuno si aspettava fuoco e fiamme e magari la Stratocaster roteare sulla sua testa per poi volare su e giù per il palco come ai tempi d'oro: sbagliato. Ritchie Blackmore oggi compare sul palco, si ferma sul lato destro (guardando dal pubblico), alza lo sguardo per farsi capire dai suoi musicisti e suona prima per se stesso, poi per tutti gli altri. E fa scelte. Ha deciso che il suono della sua Fender non doveva essere accompagnata da un'amplificazione ruvida dei Marshall, voleva il suono più morbido degli Engl di cui già faceva uso negli ultimi tour dei Rainbow negli anni novanta. I suoi assoli non erano sporchi, erano scarichi di overdrive, poco distorti, ma restavano pur sempre i suoi assoli... in gran parte improvvisati come da prassi. Ha deciso che le coriste, sua moglie Candice e Christina Lynn Skleros (Blackmore's Night) avrebbero avuto una parte infinitesimale e mai rilevante durante il concerto (forse sono servite giusto su "Child in Time"). Ha deciso che i Rainbow del 2016 dovevano apparire più eleganti e meno animaleschi: vogliamo fargliene una colpa? Bisogna ammettere che per la prima metà del concerto è sembrato leggermente irrigidito ma da "Catch the Rainbow" in poi si è sciolto ed è tornato ad essere il Ritchie Blackmore che conosciamo, con lo sguardo fiero di chi ha riscoperto l'amore per la sua vecchia fiamma.

 

05concertimonsterofrockrainbowbietigheim2016_600 

Parlare dei singoli brani non ha alcun senso, si tratta di quattordici capolavori immortali della storia del rock e altrettanti sono rimasti fuori. Tra qualche giorno i Rainbow suoneranno l'ultimo dei tre concerti programmati, a Birmingham, e potrebbe essere l'ultimo, per sempre. La sensazione è che con una decina di date alle spalle, questi Rainbow possano fare la differenza in ogni parte del mondo e al più grande chitarrista di tutti i tempi va dato atto di aver scoperto, una volta ancora, un cantante meraviglioso. Oggi ne sono certo: grazie a Ritchie Blackmore e a Ronnie Romero il rock ha un futuro. Attendiamo fiduciosi cd, dvd e blu-ray ricordo perché, dimenticavo: c'erano le telecamere a riprendere la storia del Rock.

 

«Credo proprio che registreranno gli show, quindi spero che non sbaglieremo troppe note dato che sono vent'anni che non suono questi brani». Ritchie Blackmore

 

Setlist:
Highway Star (Deep Purple)
Spotlight Kid
Mistreated (Deep Purple)
Sixteenth Century Greensleeves
Since You Been Gone
Man on the Silver Mountain
Difficult to Cure (With Drum and Keyboards solos)
Catch the Rainbow
Perfect Strangers (Deep Purple)
Stargazer
Long Live Rock 'n' Roll
Child in Time (Deep Purple) (With "Woman from Tokyo" by Deep Purple snippet)
Black Night (Deep Purple)
Encore:
Smoke on the Water (Deep Purple)

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

---ENG by Costanza Colombo---

 

 

"I thought I'd just get back to playing the old songs one more time."

Hard to tell if he or his fans enjoyed the experience the most. Anyway, Ritchie Blackmore kept his word and, as he had told us in our last interview, he went back on stage proudly holding his Fender Stratocaster with a gigantic rainbow behind his shoulders.

For those who have forgotten, the last Ritchie's Blackmore's Rainbow show dates back to almost 20 years ago. The band was then headliner at the Danish Esbjerg Rock Festival where the bill featured Jerhro Tull, Joan Jett & The Blackhearts, Sweet and Dirty Deeds.
While Japan was excited by the first turns of Blackmore's Night carillon, Ritchie had to face the anger of a frustrated crowd whom was denied of the inviolable "Smoke On The Water" by an outrageous curfew inflicted by the festival management.

Luckily this shortcoming was fixed in Stuttgart as soon as the first chords of "his monster" opened the one and only encore of the setlist.

Second night of the German Monsters Of Rock, and second to last show of this tour, the Bietingheim-Bissingen concert was anticipated by the negative comments made on the Loreley show. Despite the doubts cruelly insinuated by the criticism on the previous show, the drive to attend The Man In Black performance, in his original frame, was not diminished.

Once arrived at the venue, the traditional, and impeccable, German organization is more than welcoming. Free attended parking lots, just a few steps away from the arena, perfectly indicated itinerary, thorough safety checks at the entrance and multi-ethnic food stalls. There is no inconvenience to flag. The sound is perfect as well.

We are greeted by the Monsters Of Rock logo which dominates proud both the stage and the whole location. Although this time the only "monster of Rock" is Blackmore, such a symbol can still moves a hint of nostalgia.

Let's start from the last tracks by Thin Lizzy, second act out of the four listed in the bill. We unfortunately missed the Hans Werner Olm performance but he was playing on his own field. The view is impressive: the show went sold-out. Thin Lizzy definitely offered a captivating and dynamic act. It was a real shame how most of the public lacked of reactiveness as it was more interested in beer than in what was happening on stage. Luckily, the first rows roar was enough to move Ricky Warwick all-star band.
 
Then Manfred Mann's Earth Band stepped on stage cheered by the German audience, definitely more interest in them than in the previous act, as proved by the enthusiasm raised by Mick Rogers and the South-African keyboard player Manfred Mann. A triumph doubled by a perfect performance.

It's 8:57pm when the time everybody was waiting for finally comes: Ritchie Blackmore and the new Rainbow line-up conquer the stage.

To be honest, the start of "Highway Star" wasn't one of his best. The band was clearly out of time but a few notes sufficed for them to gain control of the situation. The scenic set-up is not stunning but it is still acceptable: two mega-screens at each side of the stage and a minimal modern-style rainbow made by colored LEDs part of an amazing light set-up.

The first round of applause and positive comments are all dedicated to "the perfect stranger" Ronnie Romero. The young Chilean singer, discovered by Blackmore, left the audience speechless thanks to a great vocal and stage performance. Romero was more than capable at filling the illustrious absents shoes. To tell the truth, at the time being, the feeling is that he would be able to eat to Joe Lynn Turner, Doogie White and Graham Bonnet for dinner. Anyway Romero has nothing less to offer than Ronnie James Dio and Ian Gillian as well. Hearing is believing.

The setlist is thrilling. We knew the show was going to last for two hours, not a minute more, and Blackmore selected  his very best:  six and eight songs from Deep Purple and Rainbow discography respectively. Nobody dares calling them covers: he owns the credit for this music, the tribute band is the other one.

Jens Johansson (Stratovarious) did very well at the keyboards too. More than once it seemed the scores he was given were even too simple for his amazing skills. Conversely, the performance of David Keith (Blackmore's Night) at the drums did not match the expectations. He seemed too constrained and unable to sustain the rhythm of a such fast concert, this risking to affect the performance of a bass guitarist as funky and expert as Bob Curiano. This would have never happened with Ian Paice or the departed Cozy Powell. And Ritchie would have never been forced to dictate the time for the whole show. Probably a more experienced drummer was required.

As far as Blackmore is concerned, we must point out that he is 71 years old, he has been suffering from arthrosis at his hands and he is recovering from a surgery to a finger of his right hand aimed to remove an excess of uric acid which prevented him from playing for a month. All this considered, he returned on stage in front of a crowd which has been longing for his old-school rock for almost 20 years. He is not a robot, he was evidently touched. Despite a few wrong notes, his performance was magnificent. Perhaps somebody was expecting pyrotechnics or Ritchie rotating the Stratocaster above his head as in the good old days but this wasn't the case. Nowadays, the one Blackmore stepped on stage lingering on the right to stare at the audience at first and then to catch the gaze of his band mates. He plays for himself and then for everybody else. And he makes choices. For his Fender he prefers the soft sound of Engl instead of a rough Marshall amplification. His solos were neat, free from overdrive, just with a hint of distortion. But still his solos, mostly improvised as usual. He prefers the members of the chorus, his wife Candice and Christina Lynn Skleros (Blackmore's Night) to be marginal to the main show, they were absolutely relevant for "Child  in Time". In 2016, he wants Rainbow to be more elegant and less crude. Is this something for him to be blamed? We must admit he was slightly stiff for the first half of the show but from "Catch The Rainbow" on he loosen up and returned to be the Ritchie Blackmore we all know.

There is no reason to discuss each track individually: all the 14 songs selected are simply masterpieces of rock and the same amount was left out. In a few days Rainbow will play their last concert in Birmingham. And it may be the last one for good. The feeling is that with another ten shows played by this Rainbow line-up, the band could make history worldwide. And to the greatest guitarist of all time goes the credit for having found another marvelous singer. Today I'm confident that Rock'n'Roll still has a future thanks to Blackmore and Romero. We are looking forward to CD, DVD and Blue-Ray of this event because, I have almost forget to tell, video cameras were there to film the history of Rock.

«I think they are recording the show so I am hoping we don't play too many wrong notes as I haven't played these songs in 20 years». Ritchie Blackmore

 

Setlist:
Highway Star (Deep Purple)
Spotlight Kid
Mistreated (Deep Purple)
Sixteenth Century Greensleeves
Since You Been Gone
Man on the Silver Mountain
Difficult to Cure (With Drum and Keyboards solos)
Catch the Rainbow
Perfect Strangers (Deep Purple)
Stargazer
Long Live Rock 'n' Roll
Child in Time (Deep Purple) (With "Woman from Tokyo" by Deep Purple snippet)
Black Night (Deep Purple)
Encore:
Smoke on the Water (Deep Purple)




Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Thousand Souls Of Revolution"

Speciale
PREMIERE: guarda il video di "La Notte Di Valpurga"

Recensione
Muse - Simulation Theory

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Il Blu Di Ieri"

LiveReport
Bullet For My Valentine Gravity Tour 2018 - Bologna 31/10/18

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "The Living Past"