Guns N' Roses - "Not In This Lifetime Tour"
10/06/17 - Autodromo Enzo e Dino Ferrari, Imola


Articolo a cura di Isadora Troiano
Sono passati ventiquattro lunghissimi anni dall’ultima volta. E in questo lungo arco di tempo nessuno, nemmeno loro stessi, pensavano che sarebbe potuto accadere di nuovo. E invece, dopo quasi un quarto di secolo, i Guns N' Roses sono tornati in Italia con uno show a dir poco epico conquistando tutto e tutti.

I 90 mila di Imola sono rockers di tutte le età: ci sono i reduci dei monumentali concerti di Torino (1992) e Modena (1993), ci sono i fan del post scioglimento che avevano ormai perso le speranze di rivedere Axl Rose, Slash e Duff McKagan sullo stesso palco, ci sono ragazzini al primo concerto accompagnati dai genitori. L’aria che si respira è quella di una grande festa, carica di attese e aspettative. 
  
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Nonostante i ripetuti controlli di sicurezza facciano un po’ riflettere sull’epoca di incertezza in cui viviamo, il fiume di gente che si riversa nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è pronto e ben focalizzato su una cosa sola: un grandissimo spettacolo rock.

Ed è quello che Axl Rose e soci hanno riservato al pubblico italiano. Quasi tre ore di concerto, 27 canzoni e una performance incredibile: Rose, Slash e Duff sembrano davvero aver recuperato la coesione e l’affiatamento sul palco di un tempo, supportati dal resto della band, il tastierista Dizzy Reed, che milita nella band dal 1990, il chitarrista Richard Fortus, il batterista Frank Ferrer e la tastierista Melissa Reese.   
 
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Dopo l’esibizione di Phil Campbell And The Bastard Sons e dei The Darkness, i megaschermi iniziano a proiettare il logo della band corredato di bandiera dell’Italia e la scritta Imola e si sente materialmente crescere l’adrenalina. Poco prima delle 21, con la sigla dei Looney Tunes e il brano The Equalizer a fare da introduzione, i Guns N Roses salgono sul palco sulle note di "It’s So Easy": è un momento che ha qualcosa di magico, unico, irripetibile. La folla inizia a cantare, e così farà per tutta l’intera durata dello show, e i sorrisi sui volti di Axl, Duff e Slash sono il ringraziamento che vale più di mille parole. 

Nella scaletta si susseguono, uno dopo l’altro, i brani più amati della band. L’emozione che percorre l’intero autodromo quando Rose urla a pieni polmoni “You know where the fuck you are?”, introducendo Welcome To The Jungle, è difficilmente descrivibile a parole: l’urlo immane di 90 mila persone si leva nel cielo di Imola ed è una vera e propria esplosione.
 
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Senza un solo momento di incertezza o di tregua, i Guns N' Roses accompagnano il loro pubblico in un giro sulle montagne russe a tutta velocità, tra brani adrenalinici come "Rocket Queen", "You Could Be Mine" o "My Michelle" e momenti commoventi con "Estranged", "Civil War" e la splendida "November Rain".
Oltre ai classici prezzi che non mancano mai nelle scalette del Not In This Lifetime Tour, l'autodromo ha potuto godere di brani meno suonati come "Yesterdays" e la stupenda "Don't Cry". 
 
Dopo l’omaggio al compianto Chris Cornell con "Black Hole Sun", band e pubblico, nonostante le quasi 3 ore di concerto, si concedono un meraviglioso giro finale e le prime note di "Paradise City" fanno esplodere l’ultima carica di pura adrenalina per chiudere un concerto di quelli che restano per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di esserci. 

Che piaccia o no, i Guns N Roses sono tornati e ieri sera a Imola sono venuti, hanno visto e hanno conquistato come vere leggende del rock. 
 



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