God Is An Astronaut - 15 Year Anniversary
09/07/17 - Circolo Magnolia, Segrate (MI)


Articolo a cura di Mattia Schiavone

Sono ormai passati ben 15 anni dalla loro fondazione e in questo lasso di tempo i God Is An Astronaut sono diventati uno dei punti di riferimento del post rock. Per festeggiare questi tre lustri di carriera, la band si è imbarcata in un lungo tour, la cui leg dedicata all'Italia è iniziata ieri al Circolo Magnolia di Milano.

 

Mentre le nuvole si diradano e le zanzare iniziano a banchettare sui presenti, ad aprire la serata sono i viterbesi The Chasing Monster. La band, fondata da pochi anni, ha presentato il suo unico album all'attivo, "Tales", in cui i veri e propri brani strumentali sono intervallati da dialoghi registrati. Il pubblico ha fin da subito apprezzato con entusiasmo la proposta del quintetto, che presenta un post rock colmo di distorsioni e riverberi, ispirato a band come If These Trees Could Talk o We Lost The Sea. I The Chasing Monster riescono a catalizzare l'attenzione dei presenti grazie a introduzioni dolci e malinconiche che sfociano in vere e proprie esplosioni sonore nella quali non viene comunque persa la melodia, proponendo quindi soluzioni che dal vivo rendono molto grazie anche alla tre chitarre, in grado di riempire i brani alla perfezione. La band si è congedata dopo circa 45 minuti, lasciando al pubblico al pubblico una buonissima impressione e la sensazione di poter dire la propria in futuro. 

 

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Il cambio è molto veloce e, dopo meno di mezz'ora, si spengono nuovamente le luci e il palco viene sommerso dal fumo di scena, mentre i God Is An Astronaut fanno il loro ingresso e si stagliano in controluce, creando un piacevole effetto. Le note dell'arpeggio di "Pig Powder" riempiono l'aria satura di tensione e danno inizio a poco meno di due ore di un viaggio nel tempo e nello spazio. I suoni sono fin da subito equilibrati e i volumi alti al punto giusto, in modo da regalare al pubblico, insieme alla spettacolare scenografia, una vera e propria esperienza audiovisiva. Mentre uno schermo nero costellato da centinaia di stelle, a simboleggiare lo spazio freddo ma confortevole, fa da continuo sfondo alla band, i giochi di luce cambiano ad ogni brano, donando quindi atmosfere diverse ad ogni singolo pezzo eseguito. Si passa continuamente da un blu dolce e tenue come le malinconiche note di piano, fino ad un verde/giallo acido come le distorsioni dei brani più movimentati. La setlist accoglie estratti da quasi tutti gli album pubblicati, per rendere omaggio all'intera carriera della band, ma viene data precedenza all'ultimo "Helios/Erebus" e al capolavoro "All Is Violent, All Is Bright". I brani più nuovi sembrano già aver fatto breccia nel cuore del fan, totalmente rapiti da "Centralia" o "Helios Erebus", anche se ovviamente l'apprezzamento maggiore si ha per i cavalli di battaglia, come "Fragile", "Age Of The Fifth Sun" e "All Is Violent, All Is Bright".

  

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Il pubblico è totalmente rapito dall'esibizione dei quattro e si divide tra chi ondeggia a ritmo di musica e chi fissa il palco con aria sognante. Occorre sottolineare quanto i pezzi proposti siano stati ascoltati in un silenzio quasi religioso, che si è trasformato in bolgia solo durante le brevi pause tra un brano e il successivo. La band, infatti, alle parole preferisce senza dubbio la musica e anche se l'interazione esteriore con il pubblico è minima, è quasi possibile vedere e toccare con mano i fili che legano i cuori pulsanti dei presenti e gli strumenti dai quali escono le note malinconiche, rassicuranti, paradisiache. Durante uno dei pochissimi discorsi, Torsten Kinsella ha ringraziato Jamie Dean, che poco tempo fa ha dovuto abbandonare la band, dedicandogli poi una toccante esecuzione di "Forever Lost". Prima dell'encore, c'è anche spazio per un assolo di batteria di Lloyd Hanney, immerso in un'esplosione di suoni e colori, mentre lo show è concluso da "Route 666" e dall'immancabile ed emozionante "Suicide By Star", con la quale i God Is An Astronaut salutano la folla adorante.

 

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La band ha dimostrato nuovamente di poter tenere in piedi uno show di alto livello, in cui qualità ed emozione formano un binomio indissolubile. Quello che maggiormente sorprende è la capacità di far proprio il pubblico e alzarsi in volo insieme alle anime dei propri fan, toccandone l'intero spettro di emozioni e sentimenti. A questo punto il suggerimento è quello di gustarsi i God is An Astronaut durante una delle restanti date italiane (oggi a Roma e domani a Molfetta) e augurargli almeno altri 15 anni di successi e soddisfazioni.

 

Qui la fotogallery completa della serata. 




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