Geoff Tate's Operation: Mindcrime - 30th Anniversary Show
20/01/18 - Rebellion, Manchester


Articolo a cura di Costanza Colombo

"It's ten minutes past curfew, why are you still up?
Hello? Hello?
Perhaps you need another shot"

 

Di shots ne sono girati eccome al Rebellion ieri sera ma non sono certo quelli somministrati dall'infermiera  al povero Nikki prigioniero di una corsia psichiatrica, in apertura a "Operation: Mindcrime". Non poteva che iniziare con "I Remember Now", la opener del capolavoro pubblicato dai Queensrÿche nel 1988, la gelida serata mancuniana dedicata al concept album che consacrò Geoff Tate e compagni alla gloria eterna. Peccato che la voce della storica band statunitense sia l'unica vestigia del trionfo consumatosi e affievolitosi nei decenni che seguirono, tra litigi, scismi e carriere soliste non altrettanto mind-blowing. A resuscitare Sister Mary, Doctor X e appunto Nikki, capro espiatorio per antonomasia, è il solo Geoff Tate che, prima di tornare in Italia in aprile a promuovere l'ultimo capitolo del suo progetto solista, in apertura agli Angra, ha deciso di fare la gioia dei fan old school teutonici e britannici con un tour di imperdibili special shows per celebrare l'ormai prossimo 30° anniversario dell'uscita di "Operation: Mindcrime".

 

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Un old school da intendersi naturalmente anche in accezione anagrafica visto che gli unici ad abbassare la media, oltre alla sottoscritta e alle tre band in apertura (Avarus, Soldato e Till Death Do Us Part), sono stati tre dei 5 musicisti presenti sul palco con il buon Geoff. Ne è passata di Trooper sotto i ponti di Castlefield, quartiere nel quale si trova, oltre alla rovina del castrum romano del prode Mamucium, il minuto Rebellion, (palco che ha offerto cornice anche alla data cittadina di Rhapsody Reunion e presto tenterà di contenere anche Skyclad e Cannibal Corpse), quando finalmente il main act della serata si palesa. I nostri si sono infatti attendere un'abbondante mezzora giustificata, col senno di poi, vedendo tornare in prima linea Kieran Robertson e Jack Ross, rispettivamente lead guitar e basso dei Till Death Do Us Part che, bando alle ciance e al loro Dark Alt Rock, si sono cimentati in una delle più leggendarie performance della loro giovanissima carriera.

 

Così per trasmettere la frustrazione dell'attesa, apriamo qui una doverosa parentesi su quanto assistito dalle 19:15 alle 22:00. Tanto di cappello agli Avarus, ensemble metalcore di Blackpool, al loro primo EP "Hope Is All We Have Got", capitanato da Lucas Fletcher nel quale spicca la chioma ramata della batterista Becky Slater che, forti della loro grinta di esordienti, portano a casa una mezzora più che dignitosa. Lascia meno il segno, duole dirlo, l'hard rock dei successivi, e più rodati, Soldato, band di Leyland, nei quali milita, al basso, il lituano Gediminas Jurgaitis. Dulcis in fundo, dicevamo, la band di una tal Emily Tate di Seattle. Ebbene sì, la frontman dal caschetto rosa shocking e in outfit gotico è proprio la figlia di Geoff. Fondati nel 2017, i Glaswegian TDDUP hanno accompagnato Geoff anche nella sua campagna oltreoceano e, per amor di gossip, pare che il fantasmagorico (e tatuatissimo) Kieran, a fronte della performance offerta durante il set del probabile suocero, ha stoffa da vendere.

 

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Tornando all'88, anno in cui metà della band che ha tentato di far rivivere la magia che fu dei Queensrÿche non era ancora nata, è infine ora di preoccuparsi delle sorti di un Nikki risvegliatosi di colpo nel 2018. Quanto risulta evidente, fin dalle prime battute, è che l'entusiasmo sopra e sotto al palco è, in una parola, debordante. Eccitati dalla roboante "Anarchy X", gli animi si infiammano con una più che attuale "Revolution Calling" durante la quale, a pugno chiuso, Geoff arringa la sua platea facendo dimenticare gilet e cravatta con cui si è presentato per indossare, seppur metaforicamente, i panni del perfido Doctor X.

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C'è da scommettere che quel "I used to trust the media / To tell me the truth, tell us the truth", cantato da ogni presente in sala, sia stato sentito fino a Downing Street. Esattamente come Nikki (ma senza che stavolta ci scappasse il morto) gli adepti del machiavellico dottore hanno eseguito alla lettera la lirica di "Operation: Mindcrime". Il ritmo, almeno per il pubblico, si rilassa quindi con "Speak" per poi tornare a esplodere con la strepitosa "Spreading The Disease". Possibilmente ancor più sentita, la sacralità della successiva "Mission", antifona alla celeberrima "Suite Sister Mary" dove Goeff duetta con Emily, tornata sul palco stavolta con una parrucca bionda per un intenso duetto, culminato in quel "I see myself in you" che a trent'anni di distanza assume tutto un altro significato. Tanto strepitose quanto acclamate anche le successive "The Needle Lies" e "Breaking The Silence" prima della pausa più raccolta realizzata dal riff di "Waiting for 22" e dalla disperazione intrinseca di "My Empty Room" aperta, ancora una volta, dal suo tradizionali ticchettio.

 

"When all my dreams are crimes
I can't stand facing them
Now who will come
To wash away my sins
Clean my room, fix my meals
Be my friend?"

 

Nonostante i tre decenni trascorsi e le inevitabili, e prevedibili, conseguenze sulla sua prestazione canora, a tratti urlata, il carismatico Geoff di amici ne ha ancora eccome. Sono proprio loro che intonano, a una sola voce, il ritornello di "Eyes of a Stranger" a naturale chiusura del set.

 

A ulteriore premio fedeltà, Geoff regala ai presenti altri 4 brani, sempre dei Queensrÿche, e tutti estratti da "Empire", tra cui un'insperata "Silent Lucidity" introdotta dall'unica vera interazione col pubblico della serata, conclusasi con un: "This is a song to which people get married and buried (...) and children were not just born to but made to." Peccato che, anche la resa di questo brano, sia stata compromessa da dei suoni mediocri, gli stessi che hanno inficiato la buona riuscita della serata dal punto di vista tecnico.

 

Più che un concerto si è trattato di un sentitissimo encore lungo 19 tracce sul trend degli special shows sempre più popolari negli ultimi anni ma ahimé, senza togliere all'impegno e alla grinta della band, niente di paragonabile, in termini qualitativi, agli spettacoli offerti da Stratovarius e Blind Guardian per "Visions" o "Imaginations From The Other Side".

 

"What happened to the dream sublime?"

 

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Setlist

I Remember Now
Anarchy-X
Revolution Calling
Operation: Mindcrime
Speak
Spreading the Disease
The Mission
Suite Sister Mary
The Needle Lies
Electric Requiem
Breaking the Silence
I Don't Believe in Love
Waiting for 22
My Empty Room
Eyes of a Stranger

 

Encore:
Best I Can
Silent Lucidity
Empire
Jet City Woman

 

 

 




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