Escape The Fate - European Tour 2018
28/01/18 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Cristina Cannata

Teste nere -alcune con sfumature blu, verdi o viola- tendenzialmente piastrate, spaghetti finissimi e liscissimi (che, per restare tali, combattono con veemenza contro l'umidità milanese) spuntano fuori da cappellini altrettanto neri, felpe oversize, pantaloni a sigaretta possibilmente con strappi, qualche cintura borchiata e vans a volontà: è la sera degli Escape The Fate.

 

La band statunitense, inaugurato da appena qualche giorno il breve tour europeo che li vedrà saltare di palco in palco fino al prossimo 10 Febbraio a Nottingham, sbarca nel Bel Paese giusto per richiamare l'attenzione dei fan e dare un piccolo assaggio del nuovissimo album in uscita il prossimo 16 Febbraio "I Am Human". Primo lavoro, dopo ben tre anni di assenza da "Hate Me", che, con una tracklist di ben 14 canzoni, si fa voce di una band che ha ancora tanto da dire.

 

Il compito di iniziare a scaldare le pareti e il pavimento è affidato a due giovanissime promesse della scena metalcore/post-hardcore/screamo: i californiani Set To Stun e i Palisades, dal New Jersey con furore. Le due band, in particolare gli ultimi nominati, fanno saltare e addirittura anche cantare qualche presente, segno del costante e quasi immortale interesse e curiosità verso il genere dimostrato per lo più dai giovani, percentuale di maggioranza che compone il pubblico presente. E quasi stupisce come, dopo circa 15 anni dall'esplosione dei My Chemical Romance che in un certo qual modo si sono aggiudicati il titolo di pionieri del genere ed evangelisti dello stesso, il post-hardcore continui a stuzzicare l'attenzione e a travolgere nella sua nicchia nuovi adepti.

 

Già perchè -chi più, chi meno- alzi le mani chi nella sua vita non ha mai avuto un periodo "darkettone" in cui spararsi negli auricolari certi gruppi era quasi un antidoto contro lo stress della vita quotidiana, soprattutto quando hai 15 o 16 anni. E forse è anche per questo che accanto ad un pubblico più giovane, se ne riconosceva uno più maturo, magari con i capelli tirati in su con un po' di gel, reperto storico dei primi anni 2000. D'altronde, la musica è bella perchè è così: ha il potere di accomunare chi in teoria potrebbe non aver nulla in comune.

 

Alle 21.17, con appena due minuti di ritardo tanto perchè "siamo in Italia, vogliamo rispettare il cliché di voi che siete sempre ritardatari!" (come rivelatoci dal buon Ortiz durante la nostra intervista per l'occasione), gli Escape The Fate fanno la loro comparsa sul palco, tra le urla che attestano tutta la tensione dell'attesa a cui era stata sottoposto il pubblico, arrivato lì da diverse zone d'Italia e non solo.

 

Si parte con "This War Is Ours", title-track del secondo album, primo registrato con l'attuale cantante Craig Mabbitt, dopo aver preso il posto di Ronnie Radke, membro fondatore del gruppo che ai tempi ha deliziato la scena con un'intensa toccata e fuga dalla band. Proprio quest'anno si celebreranno i dieci anni dalla pubblicazione del disco, ottima ragione per riempire la scaletta con brani tratti proprio da quel platter, per la gioia dei fan, come "You Are So Beautiful", "Ten Miles Wide", "The Flood" o "Ashley".

escapethefate 

Sin da subito si improvvisano circle pit, mosh pit e trenini di remate: così i fan attestano la loro fedeltà alla band, non disdegnando di sorreggere la voce di Mabbitt e del chitarrista TJ Bell cantando ogni parola di ciascuna canzone in scaletta persino i nuovissimi estratti dal nuovo lavoro, come "Do You Love Me", "I Am Human" e "Broken Heart". I pezzi scorrono anche troppo velocemente e vede ondate di emozioni e di energia rimbalzare da una parte all'altra del locale: le muscolose braccia di Robert Ortiz picchiamo più forte che possono sulla batteria, TJ Bell continua a far roteare la sua chitarra su se stesso e Kevin "Thrasher" Gruft a saltare su e giù da una parte all'altra del palco. Il legame tra la band e il suo pubblico è più che tangibile. Si cerca persino il contatto fisico, che porta Mabbitt a scendere dal palco e cantare insieme ai fan, per i fan.

 

Dopo aver omaggiato i My Chemical Romance (considerati i loro scouter) con "Dead!", i musicisti escono per pochi minuti dalla scena per poi apparire con un'ultima canzone d'obbligo "One For The Money", tanto per strappare al proprio pubblico l'ultimo caldo applauso.




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