Eluveitie - Origins Tour 2014
01/11/14 - Rock’n’Roll Arena, Romagnano Sesia (NO)


Articolo a cura di Stefano Torretta
Un vento freddo che ha spazzato senza pietà la spianata antistante la Rock’n’Roll Arena di Romagnano Sesia non ha di certo impedito ad un ampio numero di fan incolonnati in paziente attesa davanti alle porte del locale di godersi gli ultimi scampoli della festa celtica di Samhain grazie all’esibizione di una band che della celticità ha fatto la propria bandiera.

L’apertura della serata, ed il compito di scaldare un pubblico già scatenato che non aveva alcun bisogno di essere scaldato, tocca agli islandesi Skálmöld. Forti di una buona compagine di fan italiani presenti sotto il palco, con il loro viking/folk metal di stampo mitologico hanno immediatamente attirato l’attenzione anche di chi non li conosceva ancora. Tempo limitato per loro (solo una mezz’oretta), ma che non è stato minimamente sprecato. Nonostante i grossi problemi derivanti dal fatto di cantare in islandese, si sono resi artefici di una prestazione molto solida grazie a brani dalla struttura elaborata e dal minutaggio decisamente elevato. La scelta di avere tre chitarre in formazione (anche se quella del cantante Björgvin Sigurðsson spesso latita) risulta vincente ai fini compositivi. Una simpatica sorpresa ed un modo decisamente azzeccato di dare inizio alla festa.

Gli Arkona non hanno certo bisogno di presentazione. Il loro folk metal estremamente danzereccio non ha lasciato indifferente nessuno tra il pubblico. Setlist estremamente variegata, con ampio spazio ai brani più recenti provenienti dall’ultimo album “Yav”, capace di passare dai brani più “tranquilli” (“Yav”, “Slav'sja, Rus'!”, “Zakliatie”) a quelli decisamente più ballabili, come “Stenka Na Stenku” (durante il quale non poteva mancare il classico wall of death) e “Yarilo”, perfetti come conclusione dell’esibizione della formazione russa e capaci di scatenare senza freni il pubblico. Ottima prestazione di tutta la band, con in testa naturalmente Masha Arhipova, purtroppo in alcuni momenti non graziata da un’ottima resa sonora dell’impianto audio del locale, principalmente durante le parti di cantato con voce pulita. Piccoli inconvenienti tecnici all’ordine del giorno (purtroppo!) dai quali non sarà immune neppure Christian Glanzmann.

Puntuali come un orologio svizzero (ma va lodata tutta la macchina organizzativa della Rock’n’Roll Arena per aver sempre mantenuto le tempistiche previste senza sgarrare di un minuto), tocca infine ai titolari della serata, i più che attesi Eluveitie. Palco ampliato quanto più possibile per dare il massimo spazio di movimento a tutti ed otto i musicisti, impianto luci personalizzato, la formazione elvetica si segnala immediatamente per un approccio più scenografico, con tuoni e fulmini ed un lavoro di luci capace di creare l’atmosfera antica che immancabilmente scaturisce dalle canzoni della band. Ampio spazio dedicato, naturalmente, agli estratti dall’ultimo album “Origins”. Dal vivo, soprattutto grazie ad un riarrangiamento molto più heavy per merito di una maggiore incisività degli strumenti elettrici, chitarre in primis, i brani acquistano un ulteriore fascino. La stessa “The Call of the Mountains” (qui presentata nella versione in italiano “Il Richiamo Dei Monti”, ad opera di una sempre coinvolgente e estremamente dotata Anna Murphy), grazie a questo restyling non sembra più un semplice tentativo di inserirsi nella scia dei Nightwish e figli più o meno illegittimi, ma mostra appieno il tipico tocco che caratterizza lo stile degli Eluveitie. Non solo i brani di “Origins” hanno beneficiato di questa trasformazione, tanto che anche “Omnos” mostra gli stessi segni di questo spostamento dal folk verso lidi più heavy metal, senza perdere però nessuno degli elementi che l’hanno resa uno dei brani più apprezzati dai fan. Menzione d’onore ad Anna Murphy, impegnata sia alla ghironda che ai cori ed unica voce femminile solista dopo l’abbandono di Meri Tadic. Oltre alla già citata “Il Richiamo Dei Monti”, il pubblico presente ha potuto gustarsi la prestazione vocale della giovane musicista anche in “Vianna”, “Omnos” e “A Rose For Epona”, mostrando ancora una volta come la possibilità di avere a disposizione una così ottima voce femminile, senza però scadere nel trito scenario di voce maschile in growl/voce femminile pulita, sia un ottimo extra da sfruttare solo in momenti particolari. Anche per lo show degli Eluvietie si segnalano i fastidiosi problemi legati ad una non perfetta riproposizione audio della voce di Christian Glanzmann, soprattutto nei passaggi con flauto o voce pulita, dove era completamente impossibile ascoltare la sua prestazione. Piccoli problemi che nell’ottima generale non hanno affatto intaccato il livello qualitativo della performance degli elvetici, tanto più che gran parte del pubblico, costantemente impegnata tra pogo, wall of death ed altre variazioni, difficilmente può essersi resa conto di questi piccoli nei.

Una serata graziata da tre band in ottima forma, ognuna con la propria proposta personale di un folk metal estremamente energico, premiata sia dal numero degli spettatori che dalla loro partecipazione lungo tutto lo spettacolo. Un ottimo segnale per un genere, il folk metal, che ha ancora molto da dire e che riscuote sempre successo in terra italiana.


Setlist Eluveitie

King
Nil
From Darkness
Carry The Torch
Thousandfold
AnDro
Sucellos
Il Richiamo Dei Monti (Versione in italiano di “The Call of the Mountains”)
Omnos
Gray Sublime Archon
The Nameless
Inception
Kingdom Come Undone
The Silver Sister
Vianna
A Rose For Epona
Quoth The Raven
Havoc

Encore:
Helvetios
Inis Mona


Speciale
Trivium (Corey Beaulieu)

Speciale
Hardcore Superstar: "The Party Ain't Over 'Till We Say So"

Recensione
Robert Plant - Carry Fire

Speciale
PREMIERE: guarda "Shine", nuovo video dei SIMO

Intervista
Albert Lee: Albert Lee

Intervista
Enslaved: Ivar Bjørnson