Dream Theater - An Evening With Dream Theater
31/07/14 - Piazza della Loggia - GruVillage - Stadio Adriano Flacco, Brescia - Grugliasco (TO) - Pescara


Articolo a cura di Andrea Mariano

Che siano duemilacinquecento anime infreddolite da una pioggia bresciana, che siano fan accaniti accorsi al GruVillage di Torino, che sia una folla che prende d'assalto lo spazio antistante allo stadio di una città del litorale adriatico, un sottile ma indistruttibile filo conduttore unisce le giornate del 21, 22 e 23 luglio 2014. Un filo conduttore la cui scarica elettrica batte ritmi dispari. Un filo conduttore che ha conosciuto avversità e gloria. Un filo conduttore che quando parve sul punto di disfarsi inesorabilmente, si è districato dalla matassa in cui stava contorcendosi ed è tornato più teso e resistente.

 

I Dream Theater hanno dimostrato ancora una volta, per l'ennesima volta, che una defezione importante non è sempre portatrice di sventura ed oblio: Mike Portnoy è fuori dalla band dal 2010, e dal 2011 i newyorkesi hanno riacquistato una serenità d'animo ed una nuova voglia di suonare grazie anche all'entrata di Mike Mangini, eccellente batterista che nel corso del tempo si è dimostrato non solo ben lungi dall'essere un mero esecutore, ma un membro con una indubbia personalità che, oltre ad influenzare le nuove composizioni, aggiunge un tocco del tutto personale e riconoscibile anche nei capisaldi della discografia dei Nostri. Questa tre giorni italiana non è stata da meno: in qualsiasi condizione climatica,dalla pioggia nefasta di piazza della Loggia a Brescia che ha scoraggiato molti di coloro che erano e di coloro che sarebbero dovuti essere sotto il palco alle più miti temperature della città di Pescara, il quintetto americano non ha lesinato di certo in sorprese e nel trasmettere emozioni, sfatando di volta in volta la solita, vuota, scontata, ridondante, stereotipata affermazione "I Dream Theater sono bravi, bravissimi, ma sono freddi".

 

Freddo è il rasoio a sei, pardon, sette lame con cui Petrucci sfodera assoli furibondi a suon di doppie plettrate e sweep, caldo come il sangue che sgorga dai tagli è il brivido che scorre lungo la schiena quando ci si accorge che già venti sono gli anni passati dalla nascita di "Awake", uno dei capolavori del progressive metal da cui Myung, Rudess, Petrucci, LaBrie e Mangini pescano gemme oscure e splendide come Space-Dye Vest, e che già 15 anni stan passando da quell'inarrivabile "Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory" da cui vengono ripescate "1928 Overture" e "Finally Free". E' stata anche la giusta occasione per rispolverare l'ultimo album, bello e convincente.

 

 

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Il 21, 22 e 23 luglio 2014 i Dream Theater si sono presentati al pubblico del Bel Paese in una forma smagliante. Certo, qualche stecca e qualche imperfezione il buon James non l'ha potuta evitare, ma sono sbavature perdonabili in virtù di show di ben tre ore di musica tutt'altro che monotona, scontata e men che meno semplice da padroneggiare, neppure per chi ha alle spalle e in gola decenni di carriera. È un piacere vedere come Rudess si contorce felice e divertito sulle sue tastiere, mentre sfiora lo schermo dell'iPad sfruttando tutte le potenzialità delle nuove tecnologie; è un piacere vedere Myung assorto in un mondo tutto suo, ma che non dimentica di sfoderare una precisione maniacale nell'esecuzione delle sue partiture di basso; è un piacere vedere che dietro la batteria non c'è un sostituto di una personalità pur importante, ma un musicista che ha saputo e sa imporre, garbatamente, coscienziosamente, il suo stile ed il suo carico d'esperienza esterna; è un piacere vedere Petrucci (un po' imbolsito, ammettiamo) ma sempre innamorato della sua sei, ops, sette corde; è un piacere notare LaBrie a suo agio sul palco, non perfetto ma umano, che dà il meglio di sé in qualsiasi condizione salutare e meteorologica.

 

 

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 È un piacere, infine, notare come il pubblico sia accorso numeroso e, soprattutto, entusiasta ed incredibilmente partecipativo. Un pubblico, quello dei Dream Theater, sempre molto esigente (non pochi hanno storto il naso difronte all'assenza di estratti da "Image & Words"), ma sempre molto grato ad una band che, sia nelle avversità, sia nel momento di maggior gloria, ha sempre dato il massimo.

 

Se c'è ancora qualcuno che ripete come un mantra la frase "I Dream Theater sono bravi, tecnicissimi, ma sono freddi", ci permettiamo di obiettare riguardo l'ultima affermazione: "An Evening With..." è stata la formula, o meglio, è stato l'invito perfetto non solo per i fan per una serata in piena festa, ma è stato anche l'invito perfetto per accogliere chi era ancora scettico nei loro confronti e per dare una dimostrazione di come quella frase, oramai, è solo uno stereotipo superato.

 

Ci vorrebbe una scaletta personalizzata per ogni singolo fan per accontentare tutti i fan, ma per appagare tutti bastano ed avanzano le prestazioni che i newyorkesi hanno sfoggiato il 21, 22 e 23 luglio 2014. I Dream Theater sono bravi, tecnicissimi, e no, non sono poi così freddi.




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