Dream Theater - Along For The Ride European Tour 2014
23/01/14 - Gran Teatro Geox, Padova


Articolo a cura di Francesco De Sandre

Il teatro degli alieni sbarca anche a Padova: si chiude al Gran Teatro Geox la parentesi italiana del delizioso tour “An Evening With Dream Theater”, che vedrà di scena i mostri sacri del Prog Metal per tutta l’Europa nelle prossime settimane e, da Marzo, in Canada, Stati Uniti e Messico. A Padova come di consueto il pubblico approda anche da fuori regione, ma il parterre è pieno a metà: si fa notare l’assenza di fans austriaci e sloveni, solitamente presenti in grandi comitive, che però tra pochi giorni potranno godere dello spettacolo senza varcare i confini della patria.

 

Il concerto è una copia di quanto già proposto questa settimana a Milano, Firenze e Roma: si festeggiano e commemorano i vent’anni di “Awake” e contestualmente il quindicesimo anniversario di Metropolis Part 2: Scenes From A Memory”. C’è più storia che presente nell’attualità dei Dream Theater, e la falciata autocelebrativa viene innestata anticipatamente rispetto all’accensione degli amplificatori. Qualche minuto prima delle 20.30 sul gigantesco telo che copre tutto lo stage viene proiettato un filmato contorto, una digressione vertiginosa che ripercorre i quasi 30 anni di carriera attraverso le animazioni e le gigantografie delle copertine di tutti i dischi: ecco quindi che dall’ansiosa marcatura a fuoco del disco d’esordio si passa velocemente alla stanza obliqua di “Images and Words”, per poi intraprendere un viaggio ai limiti della realtà naturale e metafisica dallo specchio di “Awake”, passando per la visione binoculare di “Falling Into Infinity”, le sfere di “Octavarium”, il “Greatest Hits”, valicando le nuvole con “A Dramatic Turn of Events” per la visione definitiva del pianeta dell’ultimo album omonimo.

 

Proiezioni di galassie spazio-temporali, l’iride del colore che si frantuma per comporre altre tonalità, il viaggio tra gli artwork è allucinante e viene sorretto dall’esultanza perpetua dei fans: poi il telo si chiude in un lampo e le urla sono tutte per colui che trasforma immagini indescrivibili in musica. È John Petrucci l’attrazione della settimana, il trascinatore emotivo, il monolite che spesso oscura James LaBrie: il cantante appare solo quando la sua voce è necessaria, scomparendo dietro ad un blocco della scenografia, nascondendosi per lasciare lo stage al guitar hero. L’impressione che la band sia completamente al servizio di Petrucci viene parzialmente smentita dagli interventi solisti, prima dell’eclettico Jordan Rudess, il quale si diverte e diverte con le sue tastiere mobili, e poi da Mike Mangini ingabbiato nella sua batteria: Mike scherza con i fans prima di unirsi a John Myung nel servire a Petrucci la base incalzante di “The Looking Glass”, che si incastona immediatamente a “Trial of Tears”. E mentre i virtuosi strumentisti costruiscono castelli di note ed assoli, il maxischermo alterna riproduzioni live a mistici paesaggi: le luci fanno il resto e lo show è  servito. Epico nella sua semplicità. È questa la normale amministrazione dei Dream Theater, che al termine di “Breaking All Illusions” – un’ora esatta di performance – con un numero di Jordan alle tastiere girevoli si prendono una pausa.

 

L’assetto cinematografico della serata è confermato dalla riproposizione di filmati divertenti che vedono la band impegnata nell’interpretazione di spot pubblicitari degeneri dei propri action figure: risate assicurate con questi mostri sacri della scena Metal, che per qualche minuto autoironizzano sulla propria classe con spezzoni molto Pop, ma comunque piacevoli. Prima di “The Mirror” James dialoga con la folla, tra una bevuta e un cenno d’intesa con Mike, mostrandosi determinato e gentile, e da qui in avanti mantiene la promessa: largo spazio viene dedicato ai brani da Awake e Metropolis, per la gioia dei presenti. Il meglio di LaBrie viene espresso nelle parti più calme, e nei momenti di massima velocità James sparisce letteralmente dal palco, occupato da un Petrucci in gran forma che continua a creare e sorprendere anche gli appassionati più stagionati, fino alla fine con “Finally Free” ed ”Illumination Theory”, in cui emerge l’unione tra i cinque performers.

 

Assoli , giochi di luci e scenografie sublimi sono elementi che contribuiscono a risvegliare l’ascoltatore dal magnetico torpore creato dai vortici sonori degli alieni sul palco: fino all’ultimo i Dream Theater compongono suites e cavalcate su mondi immaginari, in un concerto confezionato al meglio che evidenzia come, dopo anni di musica ai confini della verità, Petrucci e compagni riescano ancora a divertirsi e a regalare il loro entusiasmo alle folle calde, attente e diligenti del Prog Metal.

 

Scaletta:


The Enemy Inside
The Shattered Fortress
On the Backs of Angels
The Looking Glass
Trial of Tears
Enigma Machine
Along for the Ride
Breaking All Illusions

The Mirror
Lie
Lifting Shadows Off a Dream
Scarred
Space-Dye Vest
Illumination Theory

Overture 1928
Strange Dejà Vu
The Dance of Eternity
Finally Free
Illumination Theory




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