Dream Theater - Along For The Ride European Tour 2014
20/01/14 - Mediolanumforum, Assago (MI)


Articolo a cura di Alessandra Leoni

Capisci che di tempo n'è passato, dalla prima volta che ho preso in mano "Scenes From A Memory" di "quei" Dream Theater (e non aiuta l'aver compiuto il primo quarto di secolo un paio di giorni prima), quando vedi qualche adolescente parlare con gli occhi scintillanti di "Octavarium", "In The Presence Of Enemies", "Stream Of Consciousness" come possibili presenze in scaletta.

 

Avrei potuto fare la parte della strega cattiva di Biancaneve, o Malefica della Bella Addormentata nel Bosco e guastare la loro innocente festa - alzi la mano chi non ha mai passato quella fase da "totoscaletta" prima di un concerto - dicendo loro che quella sera, al Mediolanumforum di Assago, di canzoni da "Octavarium", "Systematic Chaos" e "Train Of Thought" non ce ne sarebbero state. Ma nemmeno da "Six Degrees Of Inner Turbulence", dal primissimo "When Dream And Day Unite" e, udite udite, anche da "Images & Words". Avrei voluto vedere la faccia di uno di quei ragazzini sognanti, ma in fondo, perché guastare loro la festa?
 
Questo "Along For The Ride World Tour 2014" dei Dream Theater potrà aver deliziato molti, per il ritorno all'impegnativo format "An Evening With..." di ben tre ore di musica da parte della band americana, senza alcuna band di supporto; potrà aver spiazzato - in senso negativo o in senso positivo, dipende da come si guarda il famoso bicchiere - e potrà aver anche sorpreso e soddisfatto per la scaletta inaspettata e ricca di chicche e... rarità.
 
Non giriamoci attorno, veniamo al sodo di questa serata, anche perché perdersi in tecnicismi e disquisire su quante volte si sia inceppato Petrucci alla chitarra ("Meglio la sei corde per Petrucci?", "No! Meglio la sette corde!" un'altra delle conversazioni origliate tra la folla, per non parlare delle relative accordature), o che cosa abbia sbagliato Mangini in quanto "sorvegliato speciale" dai fan, soprattutto dai nostalgici di Mike Portnoy: i Dream Theater, che piaccia o meno, in sede live sono delle macchine da guerra. Sono dei professionisti in tutti i sensi: vogliono fare un tour che preveda 3 ore di musica, rispolverando brani che si sono suonati molto poco nel corso degli anni? Lo fanno e anche molto bene. Vogliono finalmente fare "Space-Dye Vest", brano di "Awake" scritto dall'ex-tastierista Kevin Moore, mai fatto nella loro carriera? Lo fanno e stupiscono, quando le speranze dei fan, di sentire quella canzone, erano oramai al minimo storico. Vogliono suonare metà "Awake", perché nel 2014 si celebrano i vent'anni dall'uscita? Lo fanno, con pure "Scarred", "Lifting Shadows Off A Dream", "The Mirror", "Lie", oltre alla succitata sorpresa. Lo stesso si dica di "Scenes From A Memory", uscito esattamente quindici anni fa. Niente "The Spirit Carries On", ma "Ouverture 1928", "Strange Déjà Vu", "Dance Of Eternity" e "Finally Free" bastano per colmare un'assenza piuttosto imponente. Il resto della scaletta, attinge da "Falling Into Infinity" con la bellissima e suggestiva "Trial Of Tears", si appoggia sorta di "medley" che è "The Shattered Fortress", il famoso brano conclusivo della saga degli Alcolisti Anonimi scritta dall'ex-batterista Portnoy, che contiene i temi portanti di "The Glass Prison", "This Dying Soul", "The Root Of All Evil" e "Repentance". C'è spazio anche per "A Dramatic Turn Of Events" e ovviamente per l'ultimo lavoro dei progster americani, il disco "Dream Theater", dal quale sono stati tratti l'opener "False Awakening" e il singolo "The Enemy Inside", nonché "The Looking Glass", la strumentale "Enigma Machine" e la suggestiva suite "Illumination Theory". Un'osservazione e qualche lode è doverosa soprattutto al team di grafici che ha curato tutti i video che accompagnavano le canzoni - tutti tranne quello di "The Enemy Inside", che dovrebbe essere un videoclip ufficiale, ma sorvoliamo - a partire dal simpaticissimo cartoon che accompagna "Enigma Machine" e il maestoso filmato in apertura del concerto.
 
L'unica vera perplessità - e di certo non si nega, essendo sempre stato l'anello debole della band in sede live - era rivolta al cantante James LaBrie: dato che non aveva entusiasmato su "Live At Luna Park", soprattutto nei brani di "Images&Words" (a questo punto, anche giustamente tolti dalla setlist del 2014, verrebbe da dire), qualche domanda circa la sua resistenza c'è stata. A parte qualche comprensibile e umana sbavatura, e d'altronde comunque è un live, ci sta qualche errore, ma è stato bello constatare che ha retto in maniera decisamente convincente per tutte e tre le ore - con brani non proprio facili da circa metà concerto in poi. Passato questo, che cosa rimane? Una piccola riflessione, puramente dettata dall'età e dall'esperienza: a tratti, tre ore di musica non proprio facile e immediata, non sono facili da sopportare e alla lunga si fanno sentire, soprattutto se i suoni e i volumi non sono proprio ottimali - come in questo caso, soprattutto all'inizio, dove le tastiere di Rudess e la voce di LaBrie non si sentivano in zona mixer, mentre altri, in altre posizioni nel Forum, lamentavano un volume troppo basso della batteria. Detto questo, non si può neanche dire che la serata abbia attratto pochi fan, o meno dell'altra volta - perlomeno, la zona parterre era anche più piena dell'ultimo concerto nel 2012 - mentre gli spalti erano disponibili, e piuttosto pieni, solo nel primo anello. Insomma, fa anche piacere vedere che il pubblico italiano si dimostra piuttosto assiduo e partecipativo nei confronti dei Dream Theater, anche dopo tutti questi anni.



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