Arctic Monkeys - Tranquillity Base Hotel + Casino Tour
26/05/18 - Auditorium Parco Della Musica, Roma


Articolo a cura di Simone Zangarelli

Tra la moltitudine di concerti che affolleranno i teatri, le piazze e i palazzetti italiani durante l'anno, sicuramente i tre spettacoli degli Arctic Monkeys sono fra i più attesi: si inizia il 26 maggio a Roma, per poi replicare la sera successiva, e di nuovo il 4 giugno a Milano. Così i ragazzi di Sheffield inaugurano la prima stagione del "Roma Summer Fest", che ospiterà nomi del calibro di Ringo StarrNoel Gallagher, Steven Tyler, Sting e molti altri in un Auditorium Parco Della Musica il cui pubblico per la prima volta potrà assistere in piedi allo show. Ancora prima di entrare nella cavea, l'atmosfera è elettrica. Ragazze e ragazzi sono accorsi da ogni regione del centro e sud Italia per assistere alla prima delle tre date degli Arctic Monkeys, band che mancava dalla Capitale da 5 anni, quando portarono in scena il loro AM Tour. La location si presenta stracolma e, complice la temperatura quasi estiva, sembra di trovarsi ad un festival internazionale piuttosto che in un teatro.

 

Sono da poco trascorse le 20.30 quando Cameron Avery apre la serata, bassita e vocalist dei Tame Impala, e stretto collaboratore di Alex Turner nel suo progetto parallelo, The Last Shadow Puppets, oltre che degli stessi Arctic Monkeys. All'artista australiano spetta il compito di scaldare un pubblico febbricitante d'attesa che si lascia trasportare dalla fluidità e dal potente graffio della sua voce. Una formazione ridotta all'osso per Avery, che insieme a batteria e chitarra riesce ad intrattenere prima con le ballate e i pezzi più soft, come l'emozionante "C'est Toi", poi sfoderando il repertorio più movimentato. Districandosi fra tastiera e chitarra per oltre trenta minuti, Avery si dimostra l'apripista perfetto per la serata, e il calore del pubblico lo conferma appieno.

 

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L'ora X scatta alle 21.30. Pantaloni a vita alta, stivaletti di pelle e camicia larga, Gli Arctic Monkeys fanno il loro ingresso sul palco accolti da un boato assordante; sembrano appena usciti dagli anni '70. C'è grande curiosità dopo la recente uscita di "Tranquillity Base Hotel & Casino" (clicca QUI per leggere la recensione), sesta fatica in studio che segna un punto di svolta nella carriera della band di Sheffield. Un disco che si è presentato da subito come divisivo per quella fetta di pubblico abitutata al sound garage rock degli esordi o ai leggendari riff del fortunatissimo AM, che ha venduto oltre 5 milioni di copie in tutto il mondo.
Carisma da vendere e scioltezza colpiscono già dai primi istanti: Turner, Cook, Helders e O'Malley, poco più che trentenni, calcano il palco come se alle spalle avessero 30 anni di esperienza, coadiuvati da altri musicisti per un totale di 8 elementi. Dopo un breve saluto, Alex Turner si siede alla tastiera e apre con la nuova "Four Out Of Five", primo singolo estratto da "Tranquilllity Base". La prova del live è superata a pieni voti: i pezzi del nuovo disco suonano forse ancora meglio dal vivo che in studio, l'acustica ottimale li rende più pieni e l'energia della band conferisce quell'autenticità che i fan si aspettavano di ritrovare. Il pubblico si scatena sulle note di "Brainstorm", cantando addirittura l'intro di basso. Turner imbraccia la chitarra e la suona convulsamente, si atteggia da rock star, è scatenato. Prosegue con "Crying Lightning", estratta da Hambug, dove la voce esce con maniacale perfezione e tutte le parti strumentali non sfigurano. L'attenzione per i dettagli caratterizza tutta la performance: passando per la title track del nuovo album, con attitudine da crooner, si arriva alla celebre "Why'd You Only Call Me When You're High?" ed il pubblico è di nuovo in delirio, canta ogni parola. In "505" le chitarre e il basso creano un incastro ritmico perfetto, mentre Helders alla batteria risulta in forma smagliante, terminando "Knee Socks" con un entusiasmante assolo.
Turner appare a suo agio col pubblico, saluta e ringrazia in italiano, omaggia la musica nostrana, cita Malgioglio e Mina cantando "L'Importante È Finire". Introduce "Cornerstone", si muove tra piano e chitarra come se fossero prolungamenti delle sue mani, mentre in un'infuocata "Pretty Visitors" emergono le sonorità più vicine al noise rock: Cook colpisce la chitarra con i pugni ed O'Malley gioca con il basso tirando fuori suoni imprevedibili. Con "Do I Wanna Know?" il trionfo viene coronato: l'effetto dal vivo è maestoso, tutto il pubblico segue in coro Turner che canta con passione e trasporto, da leader indiscusso della serata. Gli Arctic Monkeys lasciano il palco per tornare qualche secondo dopo. Il tempo di un altro omaggio alla musica italiana con "Come Prima" di Tony Dallara e la band esegue gli ultimi tre pezzi della scaletta: un'irrefrenabile performance in "The View From The Afternoon", l'attesa "Arabella", mentre la conclusione con "R U Mine?", introdotta con un frammento accappella di "Mardy Bum", scatena il pogo fra i fan.

 

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Tastiere moltiplicate, gioco di luci raffinato ed essenziale, poca spettacolarità ma attenzione alla musica e una scaletta perfetta: questa la formula che ha permesso agli Arctic Monkeys di mettere in piedi uno show che accontenta tutti. Il trasporto dei fan lo ha dimostrato d'altronde, ma non poteva essere altrimenti. I Monkeys hanno calcato il palco dell'Auditorium come se fosse quello del Reading Festival, portando nella Capitale l'esperienza acquisita in più di dieci anni sulla cresta dell'onda. In poco meno di un'ora e mezza, la loro musica dimostra infatti di essere la perfetta sintesi di un rock che si ispira al glorioso passato degli anni '70, ma al contempo fissa la meta verso un orizzonte innovativo, che rende le canzoni degli Arctic Monkeys tra le più significative degli anni Duemila. Dunque non sorprende sentire fra il pubblico qualcuno che mormora: "Rimarranno nella storia perchè di band così oggi ce ne sono poche".

 

Clicca QUI per vedere la gallery della serata. 

 

Setlist:

Four Out of Five
Brianstorm
Crying Lightning
Don't Sit Down 'Cause I've Moved Your Chair
Tranquility Base Hotel + Casino
Why'd You Only Call Me When You're High?
505
She Looks Like Fun
(con Cameron Avery)
Knee Socks
I Bet You Look Good on the Dancefloor
L'importante è finire
(Mina cover)
Cornerstone
One Point Perspective
American Sports
Fireside
Pretty Visitors
One for the Road
Do I Wanna Know?


Encore:
Come Prima
(Tony Dallara cover)
The View From the Afternoon
Arabella
Mardy Bum
(Turner accappella)
R U Mine?




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