Arcane Roots - Melancholia Hymns Tour
30/09/17 - Legend Club, Milano


Articolo a cura di Mattia Schiavone

Pubblicato da sole due settimane fa l'ottimo "Melancholia Hymns", gli Arcane Roots si sono immediatamente lanciati nel tour di supporto all'album che ieri sera è passato dal Legend Club di Milano, travolgendo con una furia selvaggia i fan presenti. Pur essendosi affacciati solo da qualche anno sulla scena rock internazionale e non potendo vantare un gran numero di fan, si è potuto constatare come la popolarità della band sia in costante aumento, grazie ad album (ed EP) di altissimo livello accompagnati da esibizioni allo stesso tempo folli e precise.

 

Ad aprire la serata, dopo un piccolo ritardo, ci hanno pensato i Toska. Il trio proveniente da Brighton ha riscaldato i presenti a dovere, proponendo lunghi brani strumentali atmosferici, dimostrando un ottimo compromesso tra tecnica e toni alti. I brani sono infatti molto articolati e possono vantare continui passaggi da sezioni progressive, ad atmosfere post rock, fino a raggiungere parti puramente metal. Il pubblico ha senza dubbio gradito la proposta dei Toska, applaudendo con calore ogni brano suonato. Il trio, che ha all'attivo un solo EP, ha presentato anche brani dall'album di debutto, che sarà registrato una volta finito il tour in questione. Speriamo quindi di sentir parlare presto dei Toska, che hanno offerto un buonissimo show, soprattutto dal punto di vista puramente tecnico.

 

arcaneroots 

 

Sono ormai quasi le 23 quando si spengono nuovamente le luci e i protagonisti della serata salgono sul palco completamente buio, immersi nel fumo di scena. L'inizio del concerto è molto atmosferico: prima traccia proposta dagli Arcane Roots è infatti "Before Me", opener di "Melancholia Hymns", che culla i presenti con i suoni eterei della tastiera suonata dallo stesso Andrew Groves. Il brano sfocia in "Matter", con la quale il pubblico inizia a scatenarsi, dando il via a 70 minuti di pura energia. Se infatti nei primi due brani i volumi lasciano un po' a desiderare, dopo una favolosa jam basso-batteria, i suoni vengono riequilibrati e sono in grado di amplificare al meglio la furia selvaggia proveniente dagli strumenti dei tre. Viene dedicata una breve sezione a "Blood & Chemistry" con la doppietta "Slow"-"Sacred Shapes", con cui la band inizia a fare sul serio. La padronanza degli strumenti e della tecnica lascia a bocca aperta e i tre tengono il palco come fossero dei veterani. Se il frontman è Groves, semplicemente perfetto sia alla chitarra che alla voce, anche il lavoro di Adam Burton e Jack Wrench è chiaramente visibile. La sezione ritmica è infatti devastante e rappresenta il perfetto esempio di elevata tecnica applicata a una perfetta costruzione ed esecuzione dei brani. Dopo "Leaving", il Legend Club si trasforma in un tritacarne con le performance di "Off The Floor" e "Slow Dance", prima della pausa dettata dalla fantastica "Indigo". Vengono poi proposte "Rouen" e "Curtains", con un epilogo da brividi sottolineato dai potenti scream di Groves, mentre il gran finale è rappresentato da "If Nothing Breaks, Nothing Moves", ultimo assalto sonoro che lascia i fan stravolti, ma felici.

 

andrewgroveslive 

 

Rimane francamente inspiegabile come una band di così alto livello possa raccogliere così poco pubblico. Dopo aver scritto musica maiuscola, gli Arcane Roots hanno confermato le proprie ambizioni con uno show impeccabile, in cui un'esecuzione ai limiti della perfezione è stata accompagnata da un coinvolgimento senza pari. Unica nota leggermente negativa è forse la durata del concerto, durante il quale sono stati suonati solo undici brani. Una mancanza sicuramente perdonabile viste la qualità e l'intensità della serata, dimostrate anche dalle facce felici e soddisfatte di tutti i presenti. A fine show, Andrew Groves ha dato appuntamento ai fan all'anno prossimo. Stiamo già facendo il conto alla rovescia.

 

Setlist Arcane Roots

 

Before Me
Matter
Slow
Sacred Shapes
Leaving
Off the Floor
Slow Dance
Indigo
Rouen
Curtains
If Nothing Breaks, Nothing Moves




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