Alter Bridge - Rock In Roma 2017
05/07/17 - Orion, Roma


Articolo a cura di Salvatore Dragone
Diciamoci la verità, con tutta probabilità non sarebbe stato lo stesso concerto se, come da principio, la sede fosse rimasta Capannelle. "Qua dentro fa un caldo pazzesco e voi siete un pubblico mai visto" frasi di rito certo quelle di Myles Kennedy, ma come non condividerle d'altra parte? Quello che è successo la scorsa notte all'Orion di Ciampino, location scelta all'ultimo da Rock In Roma per ospitare la prima delle due date italiane degli Alter Bridge, è un privilegio che capita di rado con band di questo calibro, abituate a riempiere venue di altra capienza. Fatta di necessità virtù (immaginiamo una prevendita ben al di sotto delle aspettative), i paladini dell'hard rock moderno hanno regalato uno show unico dove l'abbraccio caloroso del pubblico è valso la metà dello spettacolo.
 
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Dopo la fase di riscaldamento con gli svedesi Blue Pills, e risolto qualche piccolo inconveniente tecnico alle casse spia, tocca finalmente alla band di Orlando fare il suo ingresso sul palco accompagnata dal gran boato del pubblico accalcato sotto. La partenza è a mille con la tripletta "Come To Life", "The Writing On The Wall" e "Addicted To Pain" che il quartetto interpreta con una carica strepitosa a dispetto di un'acustica molto lontana dalla sufficienza, vuoi anche per un tipo di sound incentrato prevalentemente sulle basse frequenze. Kennedy, Tremonti e Marshall giocano spesso a scambiarsi posizione vivendo la performance con evidente trasporto emotivo, le movenze sono quelle tipiche da musicisti consumati da centinaia e centinaia di live. Sul gruppo si catalizza infatti tutta l'attenzione dei fan, la scenografia è ridotta veramente all'osso e le luci si limitano all'ordinario.
 
Quasi tutte le canzoni in scaletta, ben bilanciata sui cinque capitoli della loro discografia, vengono introdotte da piccoli accenni di chitarra per stuzzicare l'appetito dei presenti che dimostrano di conoscerle ormai a memoria. E' stato quasi fastidioso vedere ancora una volta come Kennedy non si sforzi minimamente nel padroneggiare tonalità fuori dalla portata dei comuni mortali, non un solo calo o una intonazione incerta nel corso della sua prestazione maiuscola da fuoriclasse assoluto. Stessa cosa dicasi di Tremonti, macchina infallibile tanto sui riff che negli assoli vorticosi. Il chitarrista mette in mostra anche le proprie doti vocali su "Water Rising" prima di lasciare l'intera scena al solo cantante per una versione acustica di "Watch Over You" da brividi.
Superato il giro di boa, gli Alter Bridge riprendono la corsa con una serie di hit immancabili come "Blackbird" o "Metalingus" chiudendo il set con l'adrenalinica "Show me a leader" (con questa sono quattro dall'ultimo album "The Last Hero"). I riflettori si riaccendo per il bis finale composto dalla sola "Rise Today", con quel suo ritornello liberatorio cantato all'unisono tra braccia al cielo e tanta, tanta felicità negli occhi.
 
SETLIST

1. Come to life
2. The Writing on the wall
3. Addicted to pain
4. Ghost of days gone by
5. Cry Of Achilles
6. My Champion
7. Ties that bind
8. Crowns on wire
9. Water rising
10. Watch over you
11. Isolation
12. Blackbird
13. Open Your Eyes
14. Metalingus
15. Show me a leader

Encore
16. Rise today




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