Hellish Rock Part II (Helloween + GammaRay)
05/03/13 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Davide Panzeri
L’Hellish Tour torna in Italia per la riproposizione dell’evento tenutosi ormai più di un lustro fa, che ha visto celebrare in ogni sua forma due delle band più rappresentative e importanti in ambito power metal. Helloween e Gamma Ray condividono molte cose; inutile spiegare la genesi e la storia di due gruppi che, attivi dagli anni ottanta, hanno accompagnato la crescita degli attuali trentenni e quarantenni ed hanno saputo trovare nuovi spazi ed idee per diventare fonte d’ispirazione anche per le più giovani leve. Il fortunato show, tanto acclamato a suo tempo, torna in pompa magna nella speranza di regalare nuovamente quelle emozioni che lasciarono segni indelebili negli occhi e nelle orecchie di moltissimi. Ma andiamo con ordine, la venue scelta per l’evento è il solito Alcatraz di Milano, che a fine serata sarà occupato per tre quarti della sua capacità, un buon risultato alla faccia dei detrattori di ambedue le band e di chi si aspettava un mezzo flop in fatto di presenze.
 
L’esibizione dei brasiliani Shadowside fa da apripista agli amatissimi e idolatrati Gamma Ray di Kai Hansen & Co. Gli anni per il carismatico leader teutonico cominciano a farsi sentire, e una vita di vizi e baldorie iniziano a lasciare il segno; leggermente sovrappeso e con qualche naturale ruga in più, alla prima nota suonata e al primo acuto lanciato spazza via ogni dubbio sulla sua performance. “Anywhere In The Galaxy” e “Men, Martians And Machines” esplodono in un tripudio di cori, gioia e divertimento. Due grandi classici della formazione sono quello che ci vuole per sciogliere i cuori dei presenti. I suoni, duole dirlo, sono di un impastato che fa spavento, confusionari e pasticcioni (miglioreranno per fortuna col passare dei brani e del tempo). Ancora gasati per l’esecuzione dei precedenti brani, una mazzata tra capo e collo comincia a materializzarsi gammaray11_600quando i “Rayz” iniziano a proporre canzoni non così nazionalpopolari e presentano due inediti che andranno a comporre il nuovo disco previsto per l’uscita a fine anno. “The Spirit”, “Gamma Ray” (cover dei Birth Control), “Master of Confusion” e “Empire Of The Undead” (i due pezzi nuovi saranno un buon punto di partenza per il disco) raffreddano decisamente gli animi e le prime espresssioni di attonimento iniziano a farsi strada sul viso di molti. “Empathy” e “Rise” non fanno altro che confermare quanto appena detto. Nonostante la band sia in forma ed esegua i pezzi in maniera professionale ed impeccabile, tocca attendere l’epicità e la spensieratezza di “Future World” e della conclusiva “Send Me A Sign”, cantate a squarciagola anche dai venditori abusivi di magliette fuori dal locale, per risollevare le sorti di un’esibizione fortemente condizionata, per chi vi scrive, da una scaletta che definire suicida è poco (da annotare la buona prestazione in sede live del nuovo batterista Michael Ehré). Se è vero che ci sarà il tour di supporto al nuovo disco, perché non proporre questi pezzi in quell’occasione e lasciare campo libero a tracce ben più blasonate e festaiole? Uno dei concerti dei Gamma Ray meno convincenti a cui abbia mai assistito.

Gamma Ray setlist

01.Anywhere in the Galaxy
02.Men, Martians and Machines
03.The Spirit
04.Gamma Ray (Birth Control cover)
05.Master of Confusion
06.Empire of the Undead
07.Empathy
08.Rise
09.Future World (Helloween cover)
10.To the Metal
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11.Send Me a Sign
 
Di tutt’altro spessore risulterà essere l’esibizione delle zucche: energici, potenti, in forma e diretti come non mai. Il palco, coperto da un telone "effetto vedo-non-vedo", è classico e non presenta le solite scenografie maestose e pompose a cui ci hanno abituato negli ultimi anni. Poco spazio a frizzi e lazzi, toni semplici e genuini. “Wanna Be God” fa da intro al primo brano, tale “Nabatea”, che oltre ad essere l’opener del nuovo disco “Straight Out Of Hell”, dal vivo ha una resa efficace e sublime. I suoni sono notevolmente migliorati e la sensazione è quella di una band in palla nel bel mezzo di una giovinezza ritrovata. Non c’è tempo per rifiatare, “Eagle Fly Free” irrompe all’Alcatraz in un vero e proprio boato. Deris c’è, canta bene e non sfigura come è talvolta accaduto in passato eseguendo questo brano storico della formazione (Kiske è, e sarà sempre, uno scomodo paragone). Weikath sembra più estroverso rispetto al solito, evidente segnale che la band c’è al 110%, Sascha Gerstner e Markus Großkopf, diametralmente opposti per stile e personalità, sono quasi perfetti e li si vede veramente a proprio agio, Daniel Loeble si conferma un ottimo batterista (esagerata la sua postazione con quattro grancasse).

Lo show procede con poche pause, veloce e coinvolgente, c’è spazio per i soliti giochetti con il pubblico e per qualche assolo (vitali per permettere alla band e a Deris di rifiatare). “Straight Out Of Hell”, “Where The Sinners Go”, “Who Is Mr. Madman?” e le seguenti canzoni ci mostrano degli Helloween nettamente migliorati sotto il profilo musicale live - la fedeltà dei brani rispetto alla loro controparte studio è quasi perfetta, e Deris, continuo a ripetervelo, non sbaglia un colpo (evidentemente è come il buon vino, più invecchia e più diventa buono). La scaletta è ovviamente studiata per riproporre materiale nuovo e classici, ovviamente per motivi di tempo è pressoché impossibile accontentare un fan piuttosto halloween21_600che un altro in fatto di scelta di brani, il repertorio degli Helloween è pressoché sterminato e solo un’accurata selezione può far la differenza tra un mediocre concerto e uno indimenticabile (Gamma Ray, prego, prendere nota).

Detto fatto, “Are You Metal” (dal vivo questo brano ha una resa micidiale) è la rampa di lancio perfetta per l’acclamata “Dr.Stein”, che precederà di lì a poco il momento clou della serata. Kai Hansen torna nuovamente sul palco per aiutare Deris e soci in un nostalgico medley formato da “Halloween”, “How Many Tears” e “Heavy Metal Is the Law”; non nego di aver avuto la pelle d’oca e di essere stato ad un passo dalla commozione (nonstante non sia stata la prima volta che li abbia visti suonare e cantare assieme). Non contenti di ciò, i restanti membri dei Gamma Ray, così come nella parte prima di questo carrozzone, raggiungono i musicisti già presenti sul palco per dar vita allo Spettacolo: “I Want Out”, l’intramontabile canzone che anche i sassi di Matera conoscono, mette la proverbiale ciliegina sulla torta e chiude uno show, quello delle Zucche, che verrà ricordato come uno dei migliori degli ultimi anni.

Se nello scorso tour, erano stati i Gamma Ray ad uscirne vincitori, questa volta sono gli Helloween a far la parte dei leoni. Come si dice, un po’ per uno non fa male a nessuno, no?

Helloween setlist

01.Wanna Be God
02.Nabataea
03.Eagle Fly Free
04.Straight Out of Hell
05.Where the Sinners Go
06.Waiting for the Thunder
07.Steel Tormentor
08.Drum Solo
09.I’m Alive
10.Live Now!
11.Hold Me in Your Arms
12.Falling Higher
13.Hell Was Made in Heaven
14.Power
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15. Are You Metal?
16. Dr. Stein
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17. Halloween / How Many Tears / Heavy Metal (con Kai Hansen)
18. I Want Out (con i Gamma Ray)
 
 
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