Lacuna Coil - Dark Legacy Tour 2012
24/11/12 - Tempo Rock, Gualtieri (RE)


Articolo a cura di Alessandra Leoni
Ci si lamenta che i Lacuna Coil non facciano più date in Italia, dando - giustamente - priorità alla ben più gratificante America, ci si lamenta che i dischi dei sopraccitati non siano più quelli di una volta, che ora il loro sound sia snaturato rispetto ai fasti di "Comalies" e "Unleashed Memories", ci si lamenta sempre, arrivando al classico, italianissimo paradosso che "si stava meglio quando si stava peggio". Ma cosa si fa quando i Lacuna Coil ti piazzano una data al Tempo Rock di Gualtieri (Reggio Emilia) il sabato sera, e non si è troppo lontani dal luogo dell'evento? Semplice: si prende e si va e le chiacchiere, i proclami, gli annunci di un'eventuale presenza e partecipazione stanno a zero. Fine della discussione. Si affronta il freddo di novembre, la strade provinciali, il buio e le luci rade e soffuse per i campi tra la provincia di Parma e di Reggio Emilia e si vanno a vedere, soprattutto quando gli artisti in questione tirano fuori uno show che vale ogni singolo minuto trascorso fuori al freddo.


Gli americani This Is She inaugurano la serata, capitanati dalla bella Alana Grace al microfono. La band californiana sfrutta il tempo a disposizione per proporre al pubblico le proprie sonorità rock leggere, combinate ad una massiccia quantità di elettronica. Come sempre, onore al merito alla opening band quando ci mette la buona volontà e le migliori intenzioni, tirando fuori un'esibizione gradevole, ma il difetto - non imputabile alle band presenti, sia chiaro - non poco trascurabile è il bilanciamento dei suoni, decisamente non ottimale, difetto che si è presentato anche con gli headliner dell'evento.


Il Tempo Rock è bello pieno e carico quando Cristina, Andrea e soci salgono sul palco e danno fuoco alle polveri con "I Don't Believe In Tomorrow", tratto dall'ultima fatica, "Dark Adrenaline". Chi scrive, vuole cogliere la palla al balzo per ribadire un concetto, che non ha mai smesso di fare capolino nella testa, soprattutto durante le prime tre canzoni, tratte dagli album più recenti: poco importa che gli ultimi album piacciono o non piacciano, perché in scaletta, comunque sia, sono state messe le canzoni migliori - "Upside Down", "Kill The Light", "Trip The Darkness", "Spellbound", "Survive": concorderete che sono dei bei brani, a prescindere dai full-length dai quali provengono - ma soprattutto, i Lacuna Coil live sono delle macchine da guerra e raramente deludono o si rendono autori di performance mosce. Pertanto, ci si lascia alle spalle l'acustica non ottimale e ci si gode la scaletta veramente inappuntabile, dato che i Lacuna Coil, oltre ad impreziosire lo show con un set acustico, hanno tirato fuori piccole perle dalla discografia meno recente, per la gioia dei nostalgici: "Senzafine", "To Live Is To Hide" da "Unleashed Memories"; la bellissima "Entwined", "Self-Deception", "Swamped" e l'immancabile "Heaven's A Lie" da "Comalies". Forse la sorpresa è anche maggiore quando vengono riportate alla luce "No Need To Explain" e "Falling" dall'EP "Lacuna Coil" del 1998.


Carismatici - sebbene l'assenza di Marco Coti Zelati al basso e di Criz Mozzati alla batteria si facesse sentire, per una questione perlopiù di familiarità con la granitica e stabilissima line-up degli italiani - ed energici come sempre, i Lacuna Coil non hanno deluso nemmeno questa volta, per la gioia di chi viene a vederli senza porsi troppe domande, per chi non si impantana in inutili disquisizioni e polemiche immancabili quando si tratta di guardare chi, a casa nostra, cerca di fare qualcosa di diverso per uscire dai pregiudizi che incatenano la cultura musicale italiana, soprattutto quando si toccano generi come il rock ed il metal. A Gualtieri ha parlato la musica e noi, sotto il palco, abbiamo ascoltato, ci siamo divertiti ed abbiamo gioito per due ore abbondanti.




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