Therion - European Tour 2012
11/10/12 - Live Club Trezzo, Trezzo d'Adda (MI)


Articolo a cura di Alessandra Leoni

Il Live Club di Trezzo d'Adda è pronto ad accogliere le tre band che infiammeranno la serata: gli spagnoli Antalgia, i francesi Eloyse e gli svedesi Therion, che con questo tour vogliono celebrare i loro venticinque anni di carriera nel panorama metal.


Le band di supporto si sono rivelate entrambe di discreto livello, con gli Antalgia ancora molto derivativi e alla ricerca di una propria identità nella proposta musicale, ma senza dubbio convincenti da un punto di vista esecutivo. In futuro, sarebbe bello sfruttare appieno le potenzialità della brava vocalist Bella Dianez e l'abilità del chitarrista Igna Jover - quest'ultimo particolarmente legato allo stile di John Petrucci, specie negli assoli. Gli Eloyse invece sono più dediti a sonorità appartenenti al metal con fortissime componenti elettroniche, che, per quanto siano accattivanti, i brani della band francese risentono i po' della prolissità e della voce monocorde della frontwoman.


Arriva il momento dei Therion e il locale - fortunatamente - si è fatto decisamente più pieno: si rompono gli indugi e gli otto componenti salgono sul palco, inaugurando la serata con "O Fortuna" e poi "Poupée de Cire, Poupée de Son", quest'ultima tratta dall'album "Les Fleurs Du Mal" - in totale saranno tre i brani estratti dal recente full-length. La scaletta cerca di essere il più varia e bilanciata possibile, sebbene qualche brano in più da "Secrets Of The Runes" non avrebbe guastato, dato che sono state tratte solo "Ginnungagap" e "Vanaheim": ad ogni buon conto, "Via Nocturna" costituisce una bella sorpresa, ben riuscita grazie non solo alla performance dei musicisti, ma soprattutto grazie ai tre ottimi cantanti, dei veri professionisti quali Thomas Vikström, Lori Lewis e la figlia di Thomas, Linnéa. Una perla rara è "The Rise Of Sodom and Gomorrah", acclamatissima dal pubblico, che la canta a piena voce. Non manca neppure il momento acustico, con una magica "Lemuria", dove Lori ancora una volta incanta i fan con la sua versatilità e bravura. Applausi meritatissimi, per tutti, e i Therion incassano e ringraziano, colpiti dall'affetto e dalla vivacità degli italiani e dalla lealtà con la quale hanno seguito e sostenuto gli svedesi per venticinque anni. Il pubblico non manca di cantare a piena voce "Son Of The Sun", "The Blood Of Kingu" e "Gothic Kabbalah", sicuramente tra i brani più accattivanti e di più facile - se così si può dire - presa sugli ascoltatori.


I Therion, permetteteci il paragone, sono come un calice di ottimo vino d'annata: sono un piacere da ascoltare, data la ricercatezza e la particolarità della proposta, ma più vanno avanti, più sono bravi, soprattutto in sede live. Sono dei professionisti, credono molto in quello che fanno, e l'ottima alchimia tra i musicisti ha fatto sì che questo concerto di traducesse in un'esibizione sopraffina. Il commiato della band viene espresso tramite l'immancabile "To Mega Therion", accolta in un tripudio di applausi e, ovviamente, cantata a gran voce da tutti.




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