Rock In IdRho 2012 - Preview
13/06/12 - Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)


Articolo a cura di Alberto Battaglia
Articolo a cura di Alberto Battaglia e Eleonora Muzzi

Fotogallery The Offspring
Fotogallery The Hives
Fotogallery Billy Talent

Quest'anno il Rock In IdRho vuole ubriacarci di punk rock. D'accordo, quella di mercoledì sera poteva sembrare solo un riscaldamento corroborante in vista  della serata che vedrà i Rancid headliner il 21 Luglio, ma chi c'era quest'impressione riduttiva non l'ha di certo avuta. I tre nomi in gioco sono di quelli altisonanti, portatori di tre filosofie per fare grossomodo la stessa cosa: casino. I primi sono i canadesi Billy Talent, pseudo-emo canadesi con diverse frecce nella faretra, i secondi i pagliacci svedesi che rispondono al nome The Hives e a chiudere i californiani dai ritornelli infallibili, The Offspring.

Che siano birre o negroni l'importante è alzare il tasso alcolico e abbassare quello inibitorio, appena il tempo per il pieno e attaccano duri i Billy Talent. A parte l'acconciatura del chitarrista (immaginate Elvis con due dita nella 220v) la band canadese è impeccabile. La forza è qui sia tecnica che compositiva, laddove è possibile notare come la puntalità del duo chitarra-basso sorregge idee eterogenee e attente a fuggire dalle ovvietà, ben lontano dai soliti tre accordi che, troppo spesso, compongono il 90% dei brani punk rock odierni. Se una "Fallen Leaves" stuzzica il punk più orecchiabile con una melodia quasi d'ispirazione etnica (slava), "Red Flag" si canta con nevrosi degne dei Dead Kennedys: in ogni caso la scaletta presentata non manca di varietà. I Billy Talent non si accontentano di fare pezzi a cavallo tra post-hardcore e hook cantabili: c'è la sostanza nella scrittura, perfino discreti assoli, ma soprattutto una bella compattezza sonora anche dal vivo.

Mentre aspetti i The Hives porti quel sorriso di colui che sa già che ci sarà da ridere. Non si può certo criticarli perchè sono intrattenitori irresistibili, schizofrenici in frac, lucidi dementi che in altre situazioni si guadagnerebbero un trattamento sanitario obbligatorio in un qualsiasi ospedale psichiatrico. Agghindati con tanto di cilindro e giacca con le code, gli svedesi portano con loro una  "grande notizia". E' uscito il loro nuovo album "Lex Hives". Ma il loro repertorio viene offerto dalle origini fino ai giorni nostri, senza mancare le perle migliori. A differenza dei Billy Talent, i The Hives conoscono pochi accordi e li assemblano senza grosse scoperte armoniche: si tratta di uno show fatto sulla misura della loro mimica facciale, del loro linguaggio del corpo. E la gente li apprezza per questo fare circense anti-serio e anti-tecnico: si pogava anche su brani neppure tanto adatti, ma nel divertimento generale nessuno si è posto il problema, anzi, il mosh pit non faceva altro che allargarsi ad ogni brano, con nuova carne da macellare a suon di spintoni. E allora una "Idiot Walk", pacata idiozia, può diventare un teatro di spinte e cazzotti. Pelle Almqvist, inoltre, arringa il pubblico con un italiano che va oltre i classici "grazie, siete fantastici". Meglio un "vi amo motherfuckers" o un "di chi siete i sudditi?" (loro, ovvio), a metà tra il biascicato e l'insicuro, che per quanto sgrammaticati e con accenti sbagliati arringano il pubblico come un . Il loro celebre pezzo esplosivo "Tick Tick Boom" chiude questo spettacolo balordo. Mancava solo di lanciare sulla folla il loro cilindri e i loro papillon, e avrebbero dato il segno di un progresso del punk, dai tempi in cui ai concerti si lanciavano solo gli sputi.

livereport_rockinidrho_2012_02Il pubblico ha a malapena il tempo di far riposare le orecchie, mettersi in fila per mangiare o bere qualcosa o fare un'obbligatoria visitina al bagno chimico che le luci del mainstage si spengono e i veterani del punk rock The Offspring mettono piede sul palco milanese. Il pubblico è in delirio. Già sulle prime note di “You're Gonna Far, Kid” si scatena un pogo infernale di dimensioni mai viste, al punto che è probabile che almeno il 90% del pubblico pagante sia stato raggiunto da almeno una spallata nel corso dell'ora e mezza di set dei californiani. Con una setlist corposissima, concentrata sui best seller “Smash” e “Americana”, gli Offspring mentengono alta la filosofia del “fatti, poche parole”. I discorsi tra i brani sono pochissimi e molto brevi (e divertenti), e molto brani vengono suonati back-to-back, senza pause, tra questi anche il nuovo singolo, “Days Go By”, che precede l'uscita dell'album omonimo, che avverrà tra qualche giorno. Benché non siano “pesanti” come i Billy Talent o completamente fuori di testa come i The Hives, è innegabile che i Nostri siano in perfetta forma fisica, pronti a calcare i palchi d'Europa ai festival estivi e suonare ogni sera per quasi due ore senza perdere una battuta. Arrivare a descrivere come Carroponte si animi sulle grandi hit “Original Prankstar”, “Pretty Fly For A White Guy” o “Want You Bad” e “The Kids Aren't Alright” diventa difficile a parole, anche perchè attorno a noi sembra il festival del revival, dei ragazzi non più giovanissimi che hanno seguito la carriera della band sin dai primissimi tempi e adesso, con qualche anno in più alle spalle, torna a vedere la propria band preferita, magari con i figli piccoli. Certo è che i The Offspring sappiano come si tiene il palco, e dopo tanti anni on the road non ci si aspetta altro da loro. “Self Esteme” segna una degna chiusura per una giornata al limite della perfezione, con tre concerti di altissimo livello. I The Offspring si confermano come una delle migliori realtà punk rock, tra le più durature e concrete a livello di sound e spettacolo sul palco, una scommessa vinta in partenza, già dal momento in cui si acquista il biglietto. Per i nostalgici ma anche per i più giovani, questo era un concerto da non perdere, come lo sarà la data del 21 Luglio.

Un plauso va sicuramente fatto all'organizzazione, perchè a partire dalle 19 non c'è stato un solo momento morto, con musica live in continuazione tra i due palchi e una gestione della location, tra l'altro molto bella anche dal punto di vista estetico, anzi perfetta. Con questa serata, che funge da Preview per il Rock In IdRho del prossimo Luglio, il festival ormai giunto alla sua quinta edizione si conferma come una delle realtà del rock dal vivo migliori d'Italia. Ora non ci resta che aspettare i Rancid...


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