Epica - Requiem For The Indifferent Tour
17/04/12 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Alberto Battaglia
Guarda la fotogallery dell'evento a cura di Rachele Leoni

Si sa: qualsiasi questione può essere messa sotto la luce del proprio favore o del proprio discapito, dal momento che ogni medaglia è dotata di due facce. Potremmo dire, ad esempio, che presentarsi senza bassista al live sia un gesto di responsabile onore alla massima "the show must go on"; oppure potremmo dire che, al contrario, si tratta di una bella fregatura. Oppure potremmo definire il concerto "epico" anzichè optare per l'aggettivo "pomposo", sebbene entrambi gli aspetti di tali etichette marcino bene appaiati. Le scelte qui stanno più a un credo di coscienza piuttosto che a una corretta vena critica, perchè, a quanto pare, ciò che hanno coniato (o condensato) gli Epica nella loro musica piace e piace molto anche dal vivo. Non servirà a molto ridimensionare l'ultimo lavoro "Requiem For The Indifferent" collocandolo nel novero degli album di mestiere per cancellare dalla memoria dei fan che i loro beniamini hanno scritto alcuni brani sopra la media in un passato neanche poi così lontano. L'unica cosa su cui proprio tutti sono d'accordo è che come immagine gli Epica sono proprio belli da vedere.

A fiancheggiare i Nostri, due band importanti del metal al femminile: Xandria e Stream of Passion. Entrambi appluditi, ma a meritarsi davvero il clamore sono solamente i secondi, che hanno suonato con un tiro molto più compatto, strumentalmente perfetto. Issato il vessillo con la "E" di Epica iniziamo ad aspettare l'entrata del complesso di punta, ma al posto loro un' interminabile introduzione semi-orchestrale carica il visibilio dei presenti: un modo dei tanti per sottolineare l'aura solenne con cui gli Epica vogliono avvolgersi. Ed eccoli, sono solo in cinque come annunciato: Rob van der Loo, ha imprecisati problemi di salute. Basso preregistrato in linea e buonanotte al secchio. Gli occhi sono puntati soprattutto sull'incantevole madamigella che, confrontando quella odierna con altre prestazioni recenti in sede live, sembra ben in forma e non sfigura affatto. Per lei anche un attimo di panico quando le finisce in faccia per sbaglio una bacchetta del batterista; mezzo minuto durante il quale il resto del gruppo prosegue senza di lei e poi riprende a cantare come prima.

epica_2012_livereport_02Durante i 90 minuti di spettacolo gli Epica mettono in mostra la varietà della loro proposta musicale, nella quale trovano dimora le influenze più disparate: sentirle tutte nell'arco della stessa serata non stupisce certo i fan, ma un occhio più distaccato trova perlomeno singolare la commistione che parte dall'oriente, passa per l'orchestra e arriva al death. A livello quantitavo il melange sonoro alla base degli Epica è tra i più eterogenei, lo tiene insieme soprattutto il portamento magniloquente e un po' tronfio. Nel complesso però il tutto sortisce buoni esiti, specie quando le composizioni si chiamano "The Obsessive Devotion" o "Unleashed", giusto per dirne due. Dal nuovo album, invece, colpisce nel bene e nel male "Internal Warfare", soprattutto per le difficoltà tecniche sparse durante l'esecuzione, ma nondimeno anche per il modo meccanico con cui sembra esser stato scritto. Infine, scontato a dirsi, è il successo, per "Cry for the Moon"; suonata con grandissima verve, niente da dire. Simpatica inoltre, per quanto da manuale, l'interazione della band coi fan; il più originale è il tastierista che trotterella sul palco a ritmo di "one more song".

In sintesi gli Epica hanno fatto lo spettacolo come ce lo si poteva aspettare: c'erano le oasi soavi, le fiammate a mille all'ora, le farciture sinfoniche e tutti gli elementi che il pubblico conosce bene; una "Consign to Oblivion" di chiusura e ci si congeda col sorriso.


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