Steel Panther
22/03/12 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di SpazioRock
Articolo a cura di Erika Baini

La notte del 22 marzo 2012 l’antica Milano perde la sua veste italiana per assumere in tutte le sue forme quella a stelle e strisce; la via Valtellina si trasforma di colpo nella storica e coloratissima Sunset Boulevard, luogo di ritrovo e di debutto per musicisti rock a partire da Led Zeppelin, The Doors, Frank Zappa per approdare a Van Halen, Motley Crue, Poison, Quiet Riot, Ratt, L.A Guns, Guns N’ Roses, Whitesnake divenendo ben presto un must per la vita notturna californiana; e l’Alcatraz a maggior ragione non ha rinunciato a inebriarsi dell’aura tipica che abbraccia i rock clubs del Sunset come il Rainbow e il Whisky a go go. Potremmo parlare di una vera e propria metamorfosi nel nome di una frenetica attesa degli stravaganti e sgargianti protagonisti della serata: gli Steel Panther. Una trasfigurazione che non ha solo interessato il contesto della location ma in particolar modo il pubblico proveniente da tutta Italia che sembrava uscito direttamente, come in una sorta di ritorno al futuro, dai memorabili anni 80’ tra chiodi, giubbottini e pantaloncini jeans sfrangiati, calze a rete, leggins in pelle, maculati e zebrati, acconciature cotonate e colorate, camperos, zeppe, tacchi, lipstick e mascara. La security puntualissima ha aperto i battenti all’ora stabilita iniziando così a mandare in estasi tutti i glamster accorsi da ogni regione d’Italia per rivivere e gustare appieno la magica decade del sex, drug and rock n roll.

L’atmosfera, poco prima dell’apertura affidata ai britannici The Treatment, si presentava davvero particolarmente suggestiva ma anche un po’ sorpresa dopo aver adocchiato il palco sul quale si sarebbero esibite le nostre pantere d’acciaio: quello sulla destra del gigantesco stage centrale, palco che una band come gli Steel Panther avrebbe avuto tutte le carte in regola per guadagnarselo. A parte questo piccolo particolare tecnico ma di singolare importanza, tutto era pronto per l’overture commissionata ai The Treatment portatori di un classic metal alla old school ma fresco e originale pronto a consacrarli come ottimi giovani prosecutori della vecchia scuola hard and heavy. Di sicuro mezz’ora di ottima performance per la band britannica che ha dimostrato con grande piacere di sapere calcare perfettamente un palco nelle tanto meritate vesti di gruppo spalla grazie all’autentico talento e alla vera passione per il rock n roll. Terminata l’esaustiva performance dei The Treatment, conclusa tra lanci di plettri, bacchette e calorosi ringraziamenti al pubblico tricolore ("Italy you’re so fuckin rock n’ roll!"), l’impegno dei tecnici del suono per liberare il palco in occasione dei tanto attesi Steel Panther non ha ritardato nemmeno un minuto preparando con grande rapidità il tutto per l’esibizione dei fantastici quattro.

Cambio di vessillo a fondo palco: la gigantografia di "Balls Out" troneggia di fronte alla fiumana di fan che a macchia d’olio si spandeva per l’Alcatraz. L’attesa sembrava non finire mai tra il gran caldo, il mare di voci che invadeva il locale e la musica di sottofondo che suonava AC/DC, Cinderella, Motorhead, Bon Jovi, KISS. Di colpo, allo scoccare delle nove, si spengono i riflettori; le grida si fanno sempre più intense e nel buio ferito da raggi di luce ecco che sul palco salgono, accompagnati dall’intro In The Future Stix Zadinia, Satchel, Lexxi Foxxx e per ultimo Micheal Starr. I riflettori riprendono il loro gioco di luci variopinte sulle note dell’energica Supersonic Sex Machine. Un intro, come si suol dire, con il botto per i losangeliani Steel Panther che hanno mostrato tanto affetto e amore per il pubblico italiano sin dalla prima nota. Il glam metal ha preso corpo nelle quattro pantere d’acciaio fondendosi con l’incitamento e il grande entusiasmo dei fan fino a diventare una cosa sola. Gli anni 80’ erano lì, sotto gli occhi del pubblico scatenato che cantava ogni singola parola dei brani estratti da "Feel The Steel" e "Balls Out"; tra la fiumana di mani alzate al cielo e teste che si muovevano a ritmo di rock n roll senza fermarsi mai. La serata continua per i fantastici Steel Panther tra risate e comicità tra i membri della band che si prendevano in giro ripetutamente; da film la diatriba tra Satchel e Michael Starr su chi facesse più colpo tra le groupies italiane, il continuo trucco e parrucco di Lexxi Foxxx sempre indaffarato tra la sua trousse e il suo specchio personalizzato lasciando alle spalle un imperterrito Stix Zadinia alle prese con la sua batteria. Di certo fantastica e singolare la performance solista di Satchel impegnato con chitarra e colpi sulla cassa della batteria facendo rimanere tutto il pubblico a bocca aperta. Non poteva mancare il momento di maggior picco emotivo dato dalla splendida ballad "Community Property": il mare di voci cantava all’unisono sulle note di questo splendido pezzo grazie al quale molte persone sono venuti a conoscenza degli Steel Panther; il momento attesta quanto detto. Il grande Michael Starr inoltre non ha faticato a socializzare e familiarizzare specialmente con le fan italiane ("Italy, you have beautiful girls!") invitandole a salire sul palco per scatenarsi e divertirsi sulle note della divertente "Party All Day (Fuck All Night)"; ecco che il rituale delle groupies ha preso vita proprio come accade nei nightclub del californiano Sunset Strip. Il tempo scorre senza che nessuno se ne accorgesse e presto lo show delle quattro pantere d’acciaio vede il suo termine a suon di rock n roll e lanci di memorabilia appartenenti ai mitici quattro rockers. Un originale striscione con scritto "Death To All But Metal" di una fan in fronte palco viene presa da Michael Starr, indossata e sventolata in segno di ringraziamento. La band, come era salita on stage, ritorna nei propri camerini; le luci si spengono e le urla si innalzano per poi smorzarsi. Un po’ come la fiaba di Cenerentola in cui allo scoccare di mezzanotte la carrozza ritorna zucca, anche l’Alcatraz torna a riprendere le sue sembianze di locale milanese; la via Valtellina ritorna al suo abituale traffico ma le emozioni e il divertimento regalatoci dai favolosi Steel Panther non verrà mai strappato dal cuore dei fan accorsi a Milano per vivere con le fantastiche quattro pantere d’acciaio una delle notti più pazze della loro vita.


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