Folkstone - Il Confine Tour
16/03/12 - Live Music Club, Trezzo sull'Adda


Articolo a cura di Gaetano Loffredo

Il nuovo disco, Il Confine, è soltanto il preambolo della stagione che verrà per i Folkstone. E’ l’oggetto che ha il compito di riportare i bergamaschi sui palchi di tutta Italia, a cominciare da quella considerata come la data di casa, dentro il capiente e ben organizzato Live Club di Trezzo. Abbiamo ancora memoria del concerto della scorsa stagione, stesso periodo, stessa ora, quando la band ruggiva davanti a un terzo delle persone presenti quest’anno : proprio così, i miglioramenti in studio stanno creando proseliti, e oggi il locale contava perlomeno un migliaio di “anime dannate”.
Di fronte a cotanto fervore, Lore & Co hanno dato ancora una volta spettacolo, non senza mostrare occhi vitrei dall’emozione s’intende, ma quando è stato il momento di  mostrare i muscoli (e la pancetta) l’hanno fatto: il Live Club ha tremato sotto i colpi inferti dai guerrieri orobici.


Un passetto indietro ci conduce a una mezz’oretta prima dei fuochi d’artificio, quando l’attesa cresceva già all’esterno del locale, coi posti auto esauriti in tutto il perimetro, e vi assicuro che sono davvero tanti. Fila anche in cassa per assicurarsi i biglietti restati invenduti (400 si sono volatilizzati in prevendita, gran risultato) e il tempo di sistemarci in un ambiente caldissimo, già pronto a cantare i propri inni di battaglia.
Il pubblico, diciamolo subito, è stato il grande protagonista della serata: commovente nel continuo sostegno a un gruppo che non ha dato loro tregua, processando un canto di guerra dopo l’altro, e tregua non se ne sono data nemmeno nelle zone avanzate dove il pogo si scatenava una volta si e l’altra pure: lavoro extra per la security. Sulla scaletta c’è davvero ben poco da commentare: “Il Confine” è stato riproposto interamente e ha avuto i suoi momenti clou nella dinamica title track, nel capolavoro melodico di “Omnia Fert Aetas”, nella trascinante “Non Sarò Mai”, perfino nelle convulsioni strumentali di “Anomalus”.
Il tutto chiaramente intervallato da quelli che ormai sono diventati grandi classici del gruppo, il supporto del pubblico su “Anime Dannate” è stato qualcosa che i membri del gruppo un giorno racconteranno ai nipoti, e poi “Terra Santa”, "Freri", “Folkstone” e tutto il meglio dal primo e dal secondo album. Formalmente ineccepibili, anche la resa sonora del Live Club si è dimostrata all’altezza della situazione con gli strumenti perfettamente distinguibili ad ogni angolo.


Altro momento magico quando è salito sul palco l’intero coro “Le Due Valli”, che prima ha intonato coi ragazzi “Luna”, poi si è esibito nelle versioni a cappella della stessa “Luna” e di “Rocce Nere”, ringraziati e salutati da un prolungato scroscio di applausi. Da notare la presenza di un pubblico davvero variegato: dai bambini agli anziani, tutti ad intonare i versetti di nuove e vecchi canzoni.
Oltre due ore di concerto che hanno dimostrato la grandezza di questa band tutta italiana, umile nell’approccio e straordinariamente evocativa quando si è trattato di mettere in campo musica e testi: scorribanda doveva essere, e scorribanda è stata. In alto i corni.




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