Wolf Alice (Ellie Roswell, Theo Ellis)
Nel backstage dello Sziget Festival, i Wolf Alice hanno atteso di salire sul palco raccontandoci la loro esperienza con un'etichetta indipendente che li ha portati fino alla nomination ai Grammy Awards e alla fama internazionale, senza tralasciare qualche piccolo eccesso nel loro passato.
Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 20/09/18

Ciao e benvenuti su SpazioRock! Prima di tutto congratulazioni per la vostra nomination al Mercury Prize, come vi sentite a riguardo?

 

E. Siamo molto felici, è bello per noi. È un'ulteriore vetrina che arriva verso la fine della nostra campagna (per l'ultimo disco ndr.), ci da un po' di carica e non vedevamo l'ora. È un onore essere stati inclusi nelle nomination per questo premio insieme a tanti grandi artisti e non vediamo l'ora di avere la possibilità di incontrarli.

 

Penso che il vostro secondo disco, "Vision Of A Life" sia "Beautifully Unconventional", per usare uno dei vostri titoli. Quali sono secondo voi gli elementi che rendono questo album unico?

 

T. Il nostro disco? Suppongo che siamo solo incredibilmente abili in questo (ride ndr.) Non so, è davvero difficile per noi rispondere perché lo abbiamo fatto e non so cosa lo distingue da tutti gli altri. Penso che abbiamo toccato molti stili differenti per soddisfare la forma ideale della canzone, così stilisticamente risulta abbastanza ampio. Credo che Justin ci abbia aiutato in questo. Il produttore dell'album, Justin Albert Johnson ci ha aiutato a renderlo così.

 


Quest'anno avete suonato ben tre volte in Italia, una durante il vostro tour e le altre due come gruppo d'apertura di grandi band. Come è andata e che tipo di rapporto avete con il nostro paese?

 

T. Abbiamo un rapporto bellissimo. Il pubblico è stato fantastico l'ultima volta che abbiamo suonato.

E. Sì, è stata una delle nostre tappe preferite in Europa.


T Quello italiano è stato uno dei pubblici migliori di quel tour. In realtà in tutta Europa abbiamo avuto un'ottima accoglienza e l'Italia non è da meno, abbiamo fatto un grande show a Milano l'anno scorso, siamo stati sorpresi. Oh e anche la data al Firenze Rocks è stata bellissima. Quindi si, amiamo l'Italia e ci torneremo.

 

Dovete amarla, avete una grande fan base qui. Con il vostro primo album, "My Love Is Cool", avete fatto un gran debutto e il proseguo, "Visions Of A Life", è stato forse un successo ancora maggiore. Cosa farete in futuro per mantenervi su questa direzione?

 

E. Bella domanda. Credo che prima di tutto non affretteremo le cose, aspetteremo fino a che non ci sentiremo pronti, perché, come hai detto, abbiamo parecchia pressione, le persone hanno apprezzato quello che abbiamo fatto finora, i nostri fan amano i nostri album finora e ovviamente vogliamo che ciò che faremo in futuro piaccia ancora ma non vogliamo che questa pressione ci metta troppa fretta. Questo è il punto chiave, nessuna corsa al disco, aspetteremo quando ci sentiremo davvero ispirati senza andare a forzare niente. 

 

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Fin dall'inizio siete sotto contratto con un'etichetta discografica indipendente, "Dirty Hit". Quali sono, secondo voi i vantaggi e gli svantaggi di essere legati ad un'etichetta indipendente?

 

E. I vantaggi sono che non sei solo parte di una compagnia enorme che ha centinaia di nomi e facce diverse ma hai una relazione quasi intima con le persone con cui lavori, non sei semplicemente l'ingranaggio di una macchina che deve solo fare soldi ma è tutto improntato sulla cura e la passione. Magari suona un po' stereotipato ma è così. E questo ovviamente porta a darci la possibilità di scrivere qualsiasi tipo di musica vogliamo, senza preoccuparci se le canzoni sono troppo lunghe o non seguono una certa struttura. non ci sono manipolazioni. 

 

Nel 2016 siete stati nominati ai Grammy Awards per "Moaning Lisa Smile", come è stata per voi questa esperienza come artisti? Ve lo aspettavate?

 

E. Non ce lo aspettavamo, per niente. Non pensavamo neanche potesse essere possibile, non sapevo neanche cosa fossero i Grammy, pensavo riguardasse solo la televisione. Personalmente l'ho realizzato solo molto dopo, solo ora mi sto rendendo conto di quanto grande sia questa cosa.

 

T. Penso che sia stato meglio che sia stata una cosa inaspettata, perché saremmo impazziti.

 

E. L'esperienza è stata intensa, perché improvvisamente abbiamo catturato l'interesse degli americani. È un po' triste perché non siamo cambiati come band per questo, al contrario di ciò che accade ad altri gruppi. Ci ha comunque dato moltissima visibilità. La cerimonia ci ha stupiti perché sembra sempre molto glamour vista da fuori ma non lo è poi così tanto dall'interno...ma forse perché noi ci sentivamo dei signori nessuno (risate).

 

Beh credo che sia un grandissimo risultato musicale. Uno dei vostri brani, "Bros", è parte della colonna sonora del videogioco "Life Is Strange: Before The Storm". Avete mai pensato di comporre musica per film oppure pensate che le vostre canzoni siano naturalmente adatte a questo scopo?

 

T.Certo, ascoltando la pubblicità del "Trono di Spade" c'era la sezione d'archi che suonava una parte simile al pezzo "Turn To Dust" che abbiamo composto nel primo album ed è veramente bello. Questo ci ha dato l'ispirazione per creare l'atmosfera adatta al videogioco. Penso che le nostre canzoni abbiano aspetti e caratteristiche che si prestano. Nel caso dei film, scrivere notazioni grafiche negli spartiti per musiche da film è bellissimo perché cambia la percezione di come componi, perché l'ispirazione viene da ambiti diversi.


Avete partecipato a molti festival nella vostra carriera, direi che questo tipo di esibizioni sono una parte fondamentale el vostro lavoro. Ricordate come è stata la prima volta che avete suonato ad un festival e cosa è cambiato adesso?

 

E. Eravamo davvero ubriachi (ride). Siamo più assennati adesso. La prima volta che suoni ad un festival o è da tanto che non ci vai, ti ritrovi lì senza dover pagare e pensi che sarà la migliore estate della tua vita e che dovrai stare quattro notti ogni festival. Così ne approfitti...

 

T. A volte ne abusi anche

 

E: Ci sono momenti in cui non sei nella forma migliore e speri che ciò non mandi a rotoli la tua carriera. Ma adesso siamo più consapevoli, suonamio meglio e ci divertiamo di più per questo.

 

 

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Lo scorso anno Ellie Roswell ha fondato "Band 4 Refugees", un progetto nato per raccogliere fondi e indirizzare l'attenzione della gente sulla crisi dei rifugiati. Quanto potere pensi che gli artisti abbiano nel cambiare le cose politicamente?

 

T. Penso che oggi ci sia un gran numero di persone che controllano ciò che dici ogni giorno. Per esempio milioni di persone guardano cosa fa Post Malone su Instagram oppure quello che dice Kanye West su Twitter. Ci sono molte persone che lo fanno religiosamente, soprattutto guardando i contatti. Se sei qualificato riguardo un argomento essendo un artista, ed è l'argomento principale di cui tutti parlano, non puoi negare l'influenza che hanno le persone. Non solo i musicisti, ma anche attori e altri, perchè è così. Viviamo in una società in cui quelle persone sono viste come semidei adesso. Non puoi ignorare il potere che hanno sulle persone, qualunque esso sia.
Eccetto noi, che non abbiamo potere su nessuno (ride).

 

Abbiamo finito ragazzi, volete lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan italiani?

 

E. Sì, grazie per il supporto, amiamo venire in Italia. Speriamo di tornare al più presto così che possiamo fare nuovi spettacoli e goderci il cibo delizioso!




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