Trident (Svart)
La tradizione del death/black metal svedese anni '90 e un pizzico di Bathory scorrono nelle vene dei Trident, band scandinava che torna sulle scene dieci anni dopo l'esordio "World Destruction". Un'aura di magia pervade il loro secondo album "North", che già dal titolo proietta l'ascoltatore in una dimensione ancestrale e battagliera. Ne abbiamo parlato nei dettagli con il batterista Joakim Antonsson, in arte Svart, che, tra le altre cose, ci ha illuminato sui significati più o meno nascosti del disco.
Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 04/10/20
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Ciao Svart e benvenuto su SpazioRock. Come stai? Come hai trascorso questo periodo difficile per la musica?

Ciao! Stiamo molto bene, anche durante questi tempi di pandemia, siamo in salute, ma, ovviamente, non possiamo suonare dal vivo.

Parliamo subito dell'album appena uscito. "North" rappresenta il ritorno in studio dei Trident dieci anni dopo "World Destruction". Perché abbiamo dovuto aspettare così a lungo per un nuovo disco? E cosa è successo nel frattempo?

Sono accadute molte cose nei dieci anni dopo l'uscita di "World Destruction". La band ha subito dei cambiamenti sia per quanto riguarda i membri, che per le etichette discografiche. L'attuale line-up è la stessa da sette o otto anni, a eccezione del bassista Bloodlord, che si è unito a noi durante le registrazioni di "North". All'epoca era pronto del materiale per le canzoni, ma avevamo bisogno di più tempo per amalgamarci e mettere a punto il sound. Non volevamo affrettare le cose e dunque abbiamo deciso di incidere e pubblicare l'EP "Shadows" nel 2015. Desideravamo mostrare ai fan che eravamo ancora vivi e vegeti. Quasi immediatamente dopo questa release, abbiamo iniziato a lavorare sul materiale che poi sarebbe diventato "North". Ispirato al mito e all'antica magia, questo disco è un viaggio attraverso l'anima, un oscuro viaggio cosmico da ascoltare preferibilmente in una sola volta, dall'inizio alla fine, lasciandosi guidare all'interno dei suoi spazi più profondi.

Cosa si cela, dunque, dietro un titolo significativo come "North"?

Il significato di "North" è più facile da spiegare se lo intendiamo come un viaggio attraverso le visioni di un pazzo. Per l'ascoltatore il disco è uno strumento grazie al quale intraprendere un oscuro trip cosmico attraverso le dimensioni. La title track e alcune canzoni dell'album sono state ispirate dai miti e dall'antica magia della nostra eredità scandinava, ma, considerando musica e testi, si possono percepire anche le influenze di altre culture. Volevamo trasformare "North" in un viaggio sonoro che andasse oltre le normali restrizioni spaziotemporali. Spero che gli ascoltatori sentano di poter lasciare il mondo che li circonda e di poter imbarcarsi verso regni sconosciuti. Ognuno di loro prenderà una sua direzione e non vediamo l'ora di sapere cos'hanno vissuto le persone o dove hanno viaggiato nella loro mente. Il Nord è la nostra patria, c'è molta storia sia riguardo le antiche tradizioni sia su quello che è realmente accaduto qui nel passato.

L'artwork dell'album suggerisce immagini, sensazioni e colori che si collegano a un passato mitico fatto di paesaggi magici e innevati. Quanto di tutto questo può essere trasmesso attraverso la musica? E in che modo?

La bellissima cover di "North" è stata creata dalla musica e non viceversa. Tutti gli elementi dell'artwork provengono dalla musica e quello che il grande Juanjo Castellano ha realizzato si basa sulle componenti chiave dei testi dell'album. Abbiamo impiegato molto tempo per ottenere i riff giusti, vogliamo che si percepisca quello che abbiamo provato scrivendo le canzoni. Bisogna chiudere gli occhi e ascoltarlo ad alto volume, sentire i paesaggi freddi, sentire, di volta in volta, la rabbia e l'ansia scomparire, sentire la natura bella e potente.
 
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Le canzoni sono legate al death/black svedese degli anni '90, soprattutto brani come "Death" e "Possession". Quanto dello stile delle vostre band è presente nel sound dei Trident di oggi e cosa c'è di nuovo?

Per quanto ci riguarda, volevamo estrapolare la musica dalle emozioni il più possibile e non essere trattenuti dai normali blocchi strutturali delle canzoni. Il nostro obiettivo era creare profondità e fare qualcosa che non è facilmente prevedibile. Potrete trovare nuove parti interessanti ogni volta che ascolterete l'album.

Il ritmo delle canzoni ha spesso un andamento marziale, come se venti di guerra soffiassero furiosi e minacciosi. C'è tutto l'orgoglio degli antichi Vichinghi tra le righe di "North"?

Può essere interpretato in questo senso, ma nel complesso riguarda il comportamento distruttivo dell'umanità che vediamo ripetersi continuamente, dai tempi antichi fino ad oggi. 

Tutte le canzoni, eccetto "Final War", superano di gran lunga i sei minuti, il tempo necessario per sviluppare la storia per ogni traccia. Non c'è il rischio che la loro estensione possa stancare l'ascoltatore? O proprio la durata è il vero punto di forza dell'album?

Creiamo canzoni a partire dalle emozioni e dalla storia che vogliamo raccontare, la durata del brano viene stabilita a seconda della lunghezza del racconto. Se l'ascoltatore chiude gli occhi e lascia che la musica prenda il sopravvento, proverà tutte le emozioni che abbiamo provato scrivendo le tracce, le sentirà nelle ossa.
 
Nella tracklist un posto a parte merita "Schaman", cupa, atmosferica, cinematografica. Puoi dirci qualcosa di più al riguardo?

Questa canzone è stata scritta per riassumere l'intera carriera musicale di Reaper (il chitarrista Johan Norman, ndr.) in un solo pezzo. È stata una traccia davvero difficile da plasmare, ma probabilmente potrebbe essere una delle migliori che abbiamo mai realizzato. È molto ambiziosa e attraversa tutti gli stati emozionali che abbiamo sperimentato. Tutto questo mostra pienamente la nostra passione nel raccontare una storia e nel ricreare l'atmosfera di ciò che facciamo in studio. 

Passiamo a una domanda più generale. Siete musicisti di grande esperienza e avete sperimentato evoluzioni, cambiamenti e regressi della scena estrema. Sulla base della tua esperienza, cosa ci si può aspettare nei prossimi decenni?

Possiamo parlare solo per noi stessi, ma crediamo che questo periodo di pandemia sarà uno stimolo per molto del metal estremo che sarà scritto e probabilmente pubbicato nel 2021 o 2022. Pensiamo anche che gli artisti si prenderanno il loro tempo per creare la propria musica nel modo in cui vorranno. Quando non sei in tour, puoi organizzare le cose secondo il tuo ritmo e trovare persone che condividano la tua visione. Sarai orgoglioso del prodotto finale, ma solo se saranno simili a ciò che avevi pensato di fare.

Nel momento in cui il Covid-19 smetterà di diffondersi, pianificherete un tour? L'Italia potrebbe essere una delle tappe?

Vogliamo esibirci dal vivo, promuovere l'album e fare tour in tutto il mondo. Quindi l'Italia è assolutamente nei nostri programmi.


Vorresti lasciare un messaggio ai fan italiani su SpazioRock?

Grazie a tutti per aver letto questa intervista, crediamo che questo album sia qualcosa di molto speciale. Ci vediamo on the road!
 
--- ENGLISH VERSION ---

Hi Svart and welcome to SpazioRock. How are you doing? How have you been going through this tough time for music?

Hi! We are doing great even during these pandemic times, we are safe and healthy but unable to play our shows.

Let's go straight to the new album. "North" represents Trident's return to the studio ten years after "World Destruction". Why did we have to wait so long for a new release? And what has happened in the meantime?

Lots of things have happened in the 10 years since the release of "World Destruction", most notably the Band has gone through changes in its members and record-labels. We got the current lineup together as it is (excluding our bass-player Bloodlord who became a member during the recordings of "North") about 7-8 years ago. At the time there was some material for songs ready but we needed extra time to find our places in this new family and finetune our sound. We didn't want to rush things but took the decision to record and release our EP "Shadows" about five years ago. We wanted to show the fans we are still alive and kicking. Almost immediately after said release we started to work on new material that would become our upcoming album "North". Inspired by myth and ancient Magick this album is a journey through the soul, a dark cosmic trip preferably listened to in one sitting from beginning to end whilst letting the music guide you to places within.

So, what is behind a significant title like "North"?

"North" as a concept is easiest to explain as a journey through the visions of a mad man. To the listener it is meant as a tool to embark upon a dark cosmic trip through dimensions. The title track and some of the other songs on the album have been inspired by myths and ancient magick of our northern heritage, but influences from other cultures can also be heard and read through the lyrics. We wanted to make "North" into a musical journey beyond the restrictions of perceived time and space. Hopefully the listeners will feel that they can let go of the world around them and embark to realms beyond. The paths taken should be from the personal perspectives of the listeners, and we really look forward to hearing what people experienced or where they went in their minds. North is our homeland, there is a lot of history regarding old traditions and what actually happened up here from way back in time.
 
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The album artwork suggests images, sensations and colors that connect to a mythical past made of magic and snowy landscapes. How much of this can be transmitted through music? And in what way?  

The beautiful artwork of North was created from music and not the other way around, all the elements you see on the artwork are what we perform with the music and what the great Juanjo Castellano created out of written key components about the concept of the album along with the lyrics of "North". We spent a great amount of time to get the riffs just right, we want you to feel what we felt writing the songs. Close your eyes and listen with high volume, feel the cold landscapes, feel the anger and anxiety dropping by from time to time, feel the beautiful and mighty nature.
 
The songs are related to the Swedish death/black of the 90s, "Death" and "Possession" above all. How much of the style of your home bands is present in today's Trident sound and what is actually new?

For us, we wanted to bring music out of emotions as much as possible and not to be held back by normal structural building blocks of the songs. We wanted to create depth and making something that is not easily predicted, you will find new interesting parts each time you listen to the album again.

The rhythm of the songs has often a martial course, as if the winds of war were blowing furious and threatening. Is there all the pride of the ancient Vikings between the "North" lines?

It can be interpreted in that sense but overall it is the repeated destructive behaviour of mankind that we have seen since ancient times and even now to this very day.

All songs, except "Final War", far exceed six minutes, the running time needed to develop the story behind each track. Isn't there a risk that their length could tire the listener? Or just the duration is the real strength of the album? 

We create songs out of what emotion and story we want to tell, the length of the song is set when the whole story has been told. If the listener close their eyes and let the music take over, you will feel all the emotions we had when writing the tracks, you will feel it in your bones.

In the tracklist a separate place deserves "Schaman", gloomy, atmospheric, cinematographic. Could you tell us more about it?

This song was written to summarize Reaper's whole musical career into one song, a really hard song to create but arguably might be one of the best songs we ever created. It's so ambitious and goes through all states of emotions we went through. This highly shows our passion for telling a story and creating the atmosphere of what we do.

Let's move on to a more general question. You are highly experienced musicians and have experienced evolutions, changes, involutions of the extreme scene. Based on your experience, what can one expect in the next few decades regarding extreme metal?

We can only speak for ourselves, but we believe that these pandemic times will be the cause of a lot of extreme metal being written and probably released during 2021 or 2022. We also believe that musicians will take their time to create their music the way they want it to be created. Don't be pushed around, do your own thing at your own pace and find people that understand your vision. In the end you will find complete pride in your creations, but only if they are made the way you feel it should be made.

As long as the Covid-19 stops its diffusion, do you have in mind the planning of a tour? Would Italy be among the possible stages?

We want to perform live, promote our album and tour all over the world. So Italy is absolutely in our planning.

Would you like to leave a message to Italian fans on SpazioRock?

Thank you all for tuning in, we believe that this creation is something very special. See you all on the road!



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