The Low Anthem (The Low Anthem)
Caratterizzati sin dalle origini da uno spiccato interesse verso la non convenzionalità, i The Low Anthem ritornano in Italia per un'unica data, il 7 dicembre al Circolo Ohibò di Milano, in occasione del 10° anniversario del loro secondo full-length "Oh My God, Charlie Darwin" per riproporne i brani che li hanno sostenuti nel loro cammino di crescita.
Articolo a cura di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 02/12/19
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---ITA---
 

Ciao ragazzi! E' un piacere avervi qui su SpazioRock. Come state?



Ciao, tutto bene! Stiamo volando sull'oceano di notte. Sono seduto al posto 60A guardando "Contagion". 




Cominciamo con una breve introduzione alla vostra musica, che penso sia davvero sperimentale: combina neo-folk, blues, alt-rock ed è creata grazie alla partecipazione di tanti strumenti, dalla chitarra al saw passando per l'armonica e così via. Rappresenta un ritratto dell'America degli anni 60-70 in cui si sentono le influenze della Beat Generation, anche per i temi affrontati. Sono questi gli USA che volete raccontare, una sorta di "Sulla Strada" Kerouachiana trasposto in musica?



Forse la Beat Generation era interessata a costruire una nuova idea di casa. Una creata dal sé e non da un bidone. La gente aveva dovuto spostarsi per non correre rischi. "Oh My God, Charlie Darwin" [secondo album della band, ndr] cerca una nuova casa spirituale in un mondo in cui la storia rassicurante era stata spazzata via dalla scienza.




Dato che sembra vi piaccia sperimentare, quale territorio musicale vorreste esplorare di più? Intendo, quello che non avete ancora esplorato...



Mi interessa la musica elettronica analogica. Mi insteressa costruire strumenti. Sistemi risonanti. Ho costruito alcune drum machine meccaniche/elettriche e ho in programma di fare un disco strumentale. Sono incuriosito dall'elettricità e dall'energia sottile. Cambiamento sottile, stasi sottile. I confini dei suoni.



Avete in programma alcuni show negli US e in Europa per il 10° anniversario di "Oh My God, Charlie Darwin", il vostro secondo full-length. Lo celebrerete anche con una riedizione di questo lavoro, un vinile in edizione limitata. Possiamo dire che questo disco sia il manifesto del cammino musicale della band, e questo modo di festeggiare è un vero regalo non solo per i fan ma anche per voi, credo. Non è così?



Lo show è come una comfort zone. Le canzoni sono vecchi amici e lo sono anche molte delle persone in platea. Siamo grati di aver registrato questo disco e che le persone lo abbiano portato all'interno delle loro vite. Questo lavoro ha supportato la nostra band per tutto lo scorso decennio. Ci ha permesso di continuare a fare il lavoro che amiamo.



Celebrare "Oh My God, Charlie Darwin" è anche un'opportunità per riaprire "la scatola dei ricordi". Mi rivolgo a Ben e Jeff [fondatori del gruppo, ndr]: cosa ricordate maggiormente di quel periodo? Invece per Florence e Bryan: vi siete uniti al gruppo nel 2013 quando l'album era già stato pubblicato, per cui in che modo vi approcciate a queste canzoni quando le suonate?

Ricordo che ci sembrava di avere un'onda sotto di noi. Che le canzoni stavano venendo fuori al momento corretto e che non c'era niente che potevamo fare se non cavalcarla, perché eravamo nel punto giusto dell'onda.


Florence: Ho sentito queste canzoni per un sacco di anni quand'ero teenager, e il prendervi parte era come buttarsi in una nuova dimensione.




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Questo concept album tratta tematiche che hanno risonanza ora più che mai, come l'innalzamento del livello del mare e il declino dell'ordine. Richiamando la teoria di Charles Darwin sull'evoluzione della specie, sembra che purtroppo la direzione dell'umanità sia verso l'involuzione... Cosa ne pensate? Secondo voi, quali sono gli aspetti che abbiamo bisogno di cambiare?



Sì umani, siamo nei guai. Penso che perderemo tutto ciò che amiamo. Probabilmente troveremo una nuova normalità. Forse la vita umana continua a diventare più virtuale, ma le generazioni future non conosceranno altro modo. Le nostre menti sono davvero flessibili o tolleranti. Non penso ci sia un punto di ritorno. 


Verrete anche in Italia, il 7 dicembre, e non è la prima volta che suonate qui. Cosa vi piace di più della nostra terra?

Il mare tutt'intorno. Un po' come a casa. Ci sono voluti 10 anni per ritornare in Italia! E' raro per noi, e una fortuna viaggiare fino a lì.


A supportare i vostri spettacoli in arrivo, ci sarà il progetto "Future Primitif" di Dan Lefkowitz, il vostro primo chitarrista. Cosa ci possiamo aspettare da questa grande sorpresa?


Lui è fantastico. Per lo più canta canzoni che parlano della luna al momento.



Nella vostra carriera, avete aperto per molti grandi artisti come Bruce Springsteen e suonato in festival importanti come il Lollapalooza, Bonnaroo... ma anche da soli, allestendo show più intimi. Quali sono gli aspetti positivi e negativi che avete appreso in entrambi i tipi di spettacolo?

La nostra musica è rimasta la stessa in un'unica direzione lungo la decade. Non combatte le guerre per il volume o cerca di sfidare la confusione. Funziona solamente dove c'è spazio per essa. A volte può accadere su larga scala, ma è più semplice mantenere questo spazio in un ambiente più intimo.




State scrivendo nuova musica? C'è qualcosa in corso d'opera?


Alcune piccoli scarabocchi qui e lì. Ci stiamo avvicinando. 



Stiamo per giungere verso la fine dell'intervista, per cui vorreste lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan italiani?




In qualunque modo voi abbiate scoperto questa musica, vi siamo molto grati per averla lasciata entrare nella vostra vita e siamo entusiasti di fare il viaggio.

Questa era l'ultima domanda. Grazie mille per il vostro tempo e buona fortuna per tutto!




Grazie! 
 
---ENG---



Hi guys! It's a pleasure to have you here on our webzine, SpazioRock.it. How are you?




Hi ok! We're flying across the ocean on a red eye. I am in seat 60A watching "Contagion". 



Let's start with a brief introduction to your music, which I think it is really experimental: it combines neo-folk, blues, alt-rock and it's created thanks to many instruments, from guitar to saw or harmonica and so on. It depicts a portrait of 60's-70's North America in which the influences of the Beat Generation can be felt, also considering the themes faced. Is this the US you want to talk about, a sort of Jack Kerouac's "On The Road" in music?


Yeah ok, maybe the beat generation was interested in building a new idea about home. One which was created by the self and not from a can. Folks had to move to keep sane. "Oh My God, Charlie Darwin" [band's second album] looks for a new spiritual home in a world where the comfortable story was blown up by science.



Since it seems you like experimentation, which music territory would you like to explore more? I mean the one you haven't explored before...




I'm interested in analogue electronic music. I'm interested in building instruments. Resonant systems. I've build a few mechanical/electrical drum machines and I'm planning to do an instrumental record. I'm interested in electricity and subtle energy. Subtle change, subtle same. The edges of sounds.


Your next plans include some shows in the US and Europe for the 10th anniversary of "Oh My God, Charlie Darwin", your second release. You'll celebrate it also with a reissue of that work, a limited vinyl edition. We can say the record represents the "anthem" of the musical path of the band, and this way of celebrating is a real gift to your fans and also to you, I guess. Isn't it?
The show is very comfortable. The songs are old friends and so are many in the audience. We're grateful for this record and that people have let it into their lives. This record has supported our band for the past decade. Allowed us to continue doing the work we love.

Celebrating "Oh My God, Charlie Darwin" is also an opportunity to rediscover "the box of memories". To Ben and Jeff [band's founding members ED.]: what do you remember the most about that period? And to Florence and Bryan: you joined the band in 2013 when the album had already been published, so in which way do you approach these songs when you play them?

I remember that we seemed to have a wave beneath us. That the songs were coming at the correct time and that there was nothing we could do but ride, because we were on the correct part of the wave.

Florence:
I listened to these songs for many years as a teenager, and getting to participate in them is new dimensions.

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This concept album treats issues that have a resonance now more than ever, like sea level rising and decaying order. Recalling Charles Darwin's theory on evolution of species, it seems that unfortunately the direction of mankind is towards involution... what do you think about it? In your opinion, which are the aspects that we need to change?

Yeah, we're in trouble, humans. I think we will lose everything that we love. Probably we'll find a new normal. Maybe human life continues to become more virtual, but future generations won't know any other way. Our minds are so adaptable or accepting. I don't think there is any going back.


You're coming in Italy too, on 7th December, and it's not the first time you play here. What do you like the most about our country?

The sea is all around. A bit like home. It has taken us 10 years to return to Italy! It is rare for us, and lucky to travel there.

To support your upcoming shows, there'll be the "Futur Primitif" project by Dan Lefkowitz, your first guitarist. What can we expect from this great surprise? 



He's great. He's mostly singing songs about the moon at the moment.

In your career, you supported many great artists like Bruce Springsteen and played at important festivals like Lollapalooza, Bonnaroo... but also on your own, setting up more intimate shows. Which are the positive and negative aspects that you have learnt to see in both kinds of gig?



Our music has stayed the same in one way over the decade. It does not fight the volume wars or try to challenge the clutter. It only works where there is space for it. Sometimes that can happen on a big scale, but it is easier to hold this space in a more intimate environment.



Are you writing some new music? Any work in progress?



Little dribbles here and there. Getting closer.



We're getting to the end of the interview, so would you like to leave a message to our readers and your Italian fans?

However you may have found this music, we are very grateful you let it in your life and excited to make the trip. 

This was the last question. Thank you very much for your time and good luck for everything!


Thank you! Take it easy



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