The Kooks (Hugh Harris, Alexis Nunez)
Allo Sziget Festival i The Kooks ci hanno parlato del loro nuovo disco in uscita, "Let's Go Sunshine", dell'influenza che hanno esercitato i Red Hot Chili Peppers ed altre novità.
Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 04/09/18

Si ringrazia Laura Bertoni per la collaborazione

 

Ciao e benvenuti su SpazioRock.it. Siamo molto curiosi riguardo al vostro nuovo album "Let's Go Sunshine", che sta per essere pubblicato alla fine di agosto. Lo avete definito come un punto di svolta per la vostra carriera, come "Rubbber Soul" per i Beatles. Come è cambiata nel tempo l'idea di questo disco?

 

H. Credo che ciò che intendessimo con quella affermazione è che "Rubber Soul" è un modello dei Beatles, è la perfetta vetrina del loro lavoro senza troppe sperimentazioni e senza girarci troppo intorno, è un disco molto diretto. Penso che sia quello che abbiamo fatto con "Let's Go Sunshine", siamo tutti protagonisti dei nostri punti di forza e lo abbiamo mantenuto molto semplice con ciò che sappiamo fare meglio. Ci siamo concentrati sul DNA del gruppo e "Let's Go Sunshine" lo è diventato, proprio come "Rubber Soul" lo è per i Beatles, capisci che intendo?

 

A. Certo, sembra come un punto di svolta in un certo senso ed è anche come guardarci proiettati verso il futuro.

 
Avete cambiato idea in studio, decidendo di ricominciare da capo. È stata una decisione condivisa? Quali sono state le vostre paure?

 
H. Si, penso che tutti volessero mettere dei paletti nel sentiero che stavamo percorrendo e credo che stavamo perdendo la bussola. Dopo il primo ascolto stavamo tutti entrando in un genere sperimentale molto definito e ciò non avrebbe potuto portare a qualcosa di molto diverso per questo disco. È abbastanza divertente come ci siano alcune band che hanno successo e la gente le ama e poi decidono di mandare tutto all'aria per provare a fare qualcosa di diverso.

 

A. E poi tornano a quello che hai definito il DNA. Una cosa che mi è piaciuta questa volta è che racchiude noi che suoniamo insieme e spesso siamo stati registrati mentre suonavamo dal vivo, cosa che paragonata a "Listen" è un approccio totalmente diverso. Penso che sia importante per la gente ascoltare sì le canzoni, ma anche la dinamica del gruppo, perché questa formazione va avanti da sei anni e penso che sia una buona idea documentarlo nel corso del tempo, proprio perché c'è intesa mentre suoniamo.

 

H. E la puoi sentire in questo disco più che in qualunque altro. Forse nel primo disco puoi avere l'impressione di un'intesa simile, se non superiore. E in questo disco la puoi sentire davvero come dei musicisti jazz che suonano insieme, tipo un dialogo chiaramente udibile.

 

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Il concept dell'album sembra più maturo, com'è invece il sound? Com'è cambiato?

 

H. È più maturo nel senso che facciamo dischi da quasi 15 anni e il processo è molto più facile e più veloce. Sappiamo il suono che vogliamo creare, che è ciò di cui non avevamo idea all'inizio. Non avevamo idea dei suoni della chitarra o come far suonar bene una batteria. Penso che siamo migliorati con il tempo, le cose filano più lisce e sono più definite e il messaggio passa in modo più diretto. Il sound cambia continuamente e cambia anche adesso. Per esempio sono meno purista riguardo i suoni della chitarra, prima volevo usare solo amplificatori valvolari e attrezzatura vintage, adesso non sono più così snob, non mi dispiace utilizzare attrezzatura moderna.

 

A. Se ci pensi la maggior parte della gente ascoltando il disco non pensa "ha usato queste chitarre piuttosto che questa altra". Mentre per noi, i produttori e i tecnici è una cosa abbastanza importante perché ricerchiamo un certo sound, e la maggior parte della gente di solito non si preoccupa di che dimensioni dovrebbe essere il rullante o roba del genere. Noi siamo ancora molto attenti a quello che facciamo, ma non siamo più a quel livello in cui siamo ossessionati dall'attrezzatura.

 

H. Ci preoccupiamo più del processo creativo e di fare qualcosa di divertente, veloce e godibile. Non so tu, ma io per l'ultimo disco sono andato in studio tipo per un'ora al giorno. Era fantastico: arrivavo, suonavo un po' la chitarra e me ne andavo. Mi divertivo, e il tutto stava nel catturare l'essenza del momento.

 

A. Ed essere capaci di sentirci tutti a nostro agio e nel posto giusto. Sta tutto nel catturare quel
momento.

 

Nel disco precedente, "Listen", c'erano delle influenze dall'R'n'B e musica soul. Che tipo di genere musicale vi ha influenzato di più stavolta?

 

A. Dal punto di vista del suono ho ascoltato molta musica degli anni '70, ma mi piace molto la musica contemporanea tipo Tame Impala. Mi piacciono molto i gruppi che sperimentano, ma allo stesso tempo apprezzo delle band che hanno aggiunto un livello di sound molto riconoscibile. Tipo un sound che abbia una qualità vecchia scuola ma moderno al contempo. Questo è ciò che ascolto molto al momento.

 

H. Io ho sempre odiato ammetterlo ma mentre facevo questo disco avevo sempre in mente i Red Hot Chilli Peppers, il che è molto strano.

 

Quale album in particolare?

 

H. "By The Way". Non so se gli altri membri o i produttori o il manager saranno d'accordo con me, ma forse è per quello stile chitarristico, melodico, molto energico e come si intrecciano le varie parti di chitarra. Mentre facevo questo disco pensavo sarebbe stato il nostro "By The Way" almeno per me. Il che è molto imbarazzante da ammettere.

 

Come mai?

 

H. Diciamo che è imbarazzante ma è una battuta, è perché non è una citazione così ricercata. (ride ndr.)

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Ma d'altro canto è un album che ha fatto la storia. Per esempio il sound della chitarra è così godibile!

 

H. Si esattamente. Ed è quando la band è cresciuta ed ha iniziato a scrivere un album pieno di canzoni più mature, piuttosto che un pezzo maturo qua e là. Tipo in "Californication" ci sono un paio di pezzi così e il resto sono più leggere. In "Blood Sugar Sex Magic" sono tutte leggere. "By The Way" è il primo lavoro veramente maturo ed è questo che mi è rimasto impresso e che prendo da quell'album. Ed è ciò che ho sentito facendo questo disco.

 

Siete tornati a maggio con due nuovi pezzi "No Pressure" e "All The Time". Siete contenti della reazione dei fan e dei media?

 

A. Si assolutamente, lo stavamo dicendo venendo qui. Soprattutto "No Pressure" sembra il tipo di canzone che la gente apprezza di più dal vivo e che amano cantare. È quasi come un misto di euforia e che unisce le persone.

 

H. Uno dei momenti più belli della scaletta è quando uno degli apici del concerto è una canzone nuova, è bello per noi quando succede questo ed è molto incoraggiante che il pubblico reagisca in modo positivo alle nuove canzoni. Cosa si potrebbe volere di più?

 

Penso che sia la cosa più importante. Ci sono band con cui vi piacerebbe suonare o artisti con cui vorreste collaborare in futuro?

 

H. Vivi o morti? (ride ndr.)

 

Vivi.

 

H. Mi piacerebbe suonare di nuovo con i Palace, che sono miei grandi amici. Sono molto bravi. Suonavo il basso con loro per un po', ma poi ho dovuto smettere per diventare un membro dei Kooks, il che è frustrante! Si mi piacerebbe poter di nuovo suonare con loro.

 

A. Penso che abbiamo sempre dei gusti musicali individuali ma poi ci mettiamo a suonare insieme e creiamo qualcosa come band. C'è una lunga lista di persone sia vive che morte con cui mi piacerebbe collaborare.

 

H. Penso che Lana del Rey sarebbe una buona artista con cui collaborare, scrivere per lei o suonare la chitarra per lei. Ha un'energia molto forte. È fantastica.

 

Già penso che avere intesa con una persona mentre si suona sia la ciò che conta.

 

H. Si è tutto. Dev'esserci feeling!

 

A. Sì, ci si deve piacere.

 

H. Mi piaci Alex.

 

A. Anche tu mi piaci (ride ndr).

 

H. Basta corriamo mano nella mano nel bosco così non ci troveranno più. Andiamo a farci un bagno nel Danubio.

 

Siete stati considerati una band emergente per molto tempo ma adesso avete un posto fra gli artisti più importanti. Quale suggerimento dareste ad una band emergente oggi?

 

H. Rimanete uniti, rimanete uniti. Sarà dura, a volte non vorrete farlo ma andate avanti.

 

A. Ci saranno sempre persone interessate ai gruppi anche se non sembra così. Anche se gli i grandi nomi detengono la scena musicale al momento. Ci saranno sempre persone a cui piace andare a sentire una band fica. Quindi suonate insieme.

 

Che tipo di tour avete in mente per questo disco?

 

H. Andremo nella costa est degli USA, a sud a Dallas, Baton Rouge ed altre città

 

A. Suoneremo in piccoli locali prima che esca l'album in UK, e il prossimo anno un tour con più date e molte sorprese.

 

H. Hai detto "tra i nomi più importanti" ma probabilmente abbiamo ancora un anno prima di diventare headliner ai festival, ancora non ci siamo arrivati.

 

Forse questo album sarà la vostra occasione, lo spero per voi.

 

H. Anche io! Tipo come i Kings Of Leon.

 

Volete lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan?

 

H. Grazie perché non potremmo fare niente senza il vostro amore e supporto. E comprare la crema solare.

 

 

A. Comprate la crema solare! Noi ci sentiamo molto emozionati e privilegiati di poter suonare di fronte a persone di tutto il mondo. Quando scendiamo dal palco, ci sentiamo sempre di aver fatto qualcosa che fa stare bene noi e gli altri. È una gran cosa poterla condividere insieme.




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