The Dead Daisies (John Corabi)
"Make Some Noise", nuovo album dei The Dead Daises è in uscita il 5 agosto. Ai nostri microfoni John Carabi, voce della band, ci introduce il nuovo lavoro della band. 
Articolo a cura di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 13/07/16
Ciao John, benvenuto su SpazioRock.it! Il 5 agosto esce il nuovo album dei The Dead Daises, "Make Some Noise". Ascoltandolo l'ho trovato molto più selvaggio rispetto ai precedenti... Concordi?
 

Il fatto di non aver utilizzato le tastiere ci ha permesso di ottenere un suono ancora più ruvido e potente. Ci siamo ispirati ai grandi gruppi del passato, perchè prima ancora di essere dei musicisti siamo dei grandissimi fan della musica che ci ha preceduto e ne veniamo costantemente influenzati.
 

Pensi che questa sia il vostro miglior disco?
 

Non saprei dire se sia il nostro album migliore, perchè vado molto fiero anche di “Dead Daises” e di “Revoluciòn”. A mio parere, in quest'album è avvenuta semplicemente un'evoluzione naturale del nostro sound.
 
 
Oltre alle canzoni originali, non mi ha sorpreso vedere due cover, “Fortunate Son” e “Join Together”, perché in passato avete già reso omaggio ad altri classici del rock come "Helter Skelther" e “Midnight Moses”. Quanto è importante mantenere viva la storia del rock, al giorno d'oggi?
 
 
Per noi è importantissimo. Ci sembra incredibile che alcuni avessero pensato che “Midnight Moses” fosse una nostra canzone, invece di sapere che è soltanto un omaggio ai The Beatles! È un vero peccato che tanta gente ignori l'esistenza di brani che hanno scritto la storia del rock, così noi cerchiamo costantemente di ravvivare la fiamma.


Se tu dovessi scegliere la tua canzone preferita del nuovo album o quella che lo descrive meglio?
 
 
È impossibile... è come se ti chiedessero quale dito preferisci! [ride, ndr.]. Se ne dovessi scegliere una che descrive perfettamente i The Dead Daises, quello che siamo come band, allora direi “Last Time I Saw The Sun”.


Tra pochi giorni inizierà il vostro tour europeo e poi un tour negli USA con i Kiss. Siete emozionati?
 
 
Assolutamente! Andare in tour è ciò che preferisco fare. Adoro conoscere gente nuova, salire sul palco... è fantastico. Per tutti noi è una ragione di vita. A fine anno approderemo perfino in Giappone, dove non abbiamo mai suonato prima. L'anno prossimo torneremo in tour in Europa con un’altra grande band.
 
 
Nelle date europee che precedono l'uscita di "Make Some Noise" eseguirete dal vivo altri brani dell'album, oltre al singolo già uscito "Long way to go"?
 
 
Sì. La durata degli show cambierà ogni volta, a seconda se il concerto sarà soltanto nostro oppure un festival. E anche nel caso del festival, il nostro set varierà in base al fatto se saremo headliner o meno. Comunque cercheremo di mescolare brani del nuovo album con altri del nostro repertorio.
 

Tutti voi nella vostra carriera avete suonato in alcuni tra i più importanti e famosi gruppi rock del mondo, ne avete perciò vissuto l'epoca d'oro. Cosa credi succederà alla musica rock in futuro?
 
 
Credo che il rock sia vivo e vegeto: ci sono grandi band dei nostri tempi che hanno la stoffa di quelle del passato, come i Rival Sons, i The Answer, i Blackberry Smoke, gli Inglorious... È difficile sapere quello che succederà in futuro, ma credo che fra 4-5 anni una nuova generazione di rockers prenderà il sopravvento.
 

Vi aspettiamo impazienti per qualche concerto qui in Italia!
 

Anche noi non vediamo l'ora! Personalmente amo l'Italia, in particolare il vostro cibo ed i vostri vini [ride, ndr.].




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