Full Tension Festival 2015 (Stefano D’Agostino)
Il 29, 30 e 31 maggio il Full Tension Festival torna a Bolzano con una line up molto eterogenea e forte dell'entusiasmo creatosi con la prima edizione. Stefano D’Agostino ci racconta i retroscena e la crescita sempre maggiore di questo evento che ha fatto diventare Bolzano una "Alpine City Rock".
Articolo a cura di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 16/05/15
La prima edizione del Full Tension festival risale al 2013, ed ha riscosso un gran successo di pubblico grazie anche alla varietà musicale che avete proposto, tra Il Teatro Degli Orrori, Deftones e gli altri. Cosa vi spinse due anni fa a realizzare una line up così diversificata?

Due anni fa, come anche quest’anno, è stata la passione per la musica a motivarci nella creazione del Full Tension. In un posto come Bolzano organizzare un festival di queste dimensioni vuol dire abbracciare più generi per rivolgersi ad un pubblico molto diverso.

Ci fu, nel 2013, qualcosa che vi sorprese particolarmente? Affluenza di pubblico, affabilità di alcuni artisti...

Ci sorprese, con moltissimo piacere, l’affluenza numerosa di persone fuori provincia. Tanti Trentini, Veneti, Lombardi ma anche gente venuta da Bologna e addiritura Bari. Questo ha contribuito a colorare il festival, rendendolo unico in Alto-Adige.  

Nel 2014 il Festival si è preso un "anno sabbatico". Come mai?

Si, nel 2014 ci siamo visti costretti a disdire il festival. Abbiamo avuto delle difficoltà a trovare gruppi adatti per il periodo di fine agosto. Questo anche il motivo principale per cui abbiamo anticipato l’edizione 2015 a fine maggio.

Salmo, Napalm Death, Anti Flag, The Real McKenzies, altre quattro band note al pubblico tedesco ed austriaco: la varietà della proposta musicale si conferma marchio di fabbrica del Full Tension Festival...

Si, come detto, in Alto Adige abbiamo una realtà molto particolare, sia livello culturale che linguistico, per cui la sfida almeno in queste prime edizioni, è quella di coinvolgere un ampio bacino di persone per creare qualcosa di nuovo, interculturale ed interetnico.
 
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Come è gestire così tanti artisti, anche molto diversi gli uni dagli altri, in questi tre giorni? Qualcuno vi ha fatto richieste un po' "assurde"?

Richieste assurde no ma qualche richiesta un attimino particolare c’è stata, certo. Per fortuna abbiamo all'interno del nostro comitato Maurice Bellotti, che da anni con la sua agenzia Poisonforsouls gestisce situazioni di ogni tipo, ci sa fare il ragazzo!

25 artisti totali, 2 palchi, 3 giorni. Le carte per diventare una solida realtà tra i festival europei ci sono tutte. Quali sono le vostre aspettative e le vostre speranze per il futuro del festival?

Si, le carte ci sono… ora bisogna saperle giocare bene e penso che ci stiamo riuscendo. Lavoriamo tanto su ogni fronte ed ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo. La speranza è quella di crescere in modo graduale e costante per diventare-perché no-una realtà riconosciuta a livello europeo ed un ponte musicale tra il mondo nord europeo e quello italiano. Un festival dove ci si incontra per vivere e festeggiare la musica tutti assieme.

Il Full Tension Festival si svolge a fine maggio, in un certo senso apre la stagione dei festival estivi in Europa. Le date sono state decise proprio in quest'ottica o ci sono altre motivazioni?

Oltre a ragionamenti e necessità di booking abbiamo scelto il weekend del 29 maggio perché abbiamo la possibilità di offrire anche la domenica, visto che il 2 giugno è festa nazionale e quindi la maggior parte delle aziende fanno ponte (lunedì). E poi si, anche il fatto di dare il via alla stagione ci piaceva… c’è grande voglia di estate!
 
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Bolzano è una città strategica per questo tipo di eventi, la ricettività anche e soprattutto oltralpe è immensa. Come è organizzare un festival "a cavallo tra le Alpi"? Quali sono le difficoltà, ma anche le occasioni più ghiotte che una posizione tale può dare?

L’occasione è quella di attirare un bacino veramente ampio di persone. Austriaci, Svizzeri, Tedeschi ed Italiani… tutti riuniti per fare festa. Fantastico! Le difficoltà però sono tante. Non è facile attirare gente dall'Austria o dalla Germania. Da quelle parti hanno un offerta gigantesca e quindi fanno fatica a venire. Pensiamo solo a festival come il Nova Rock, Frequency, Rock im Park e tanti altri. Festival giganteschi e pompatissimi. Il nostro obiettivo è sicuramente di quello di attirare sempre più gente dall'estero anche per questo lo abbiamo chiamato ”Alpine City Rock”. Ricordiamoci che siamo in posto bellissimo anche a livello di paesaggio per cui chi viene da noi può concedersi anche una gita giornaliera prima di godersi i concerti della sera.

C'è qualcosa - a livello organizzativo o di proposta musicale - che non siete riusciti ad inserire in questa edizione, ma che vorreste implementare in futuro?

Siamo veramente soddisfatti di questa line up e anche a livello organizzativo siamo contenti. Ma certo, in futuro speriamo di poter proporre ancora più qualità con gruppi sempre più importanti.

Grazie per la chiacchierata! Se volete lasciare un messaggio ai lettori di SpazioRock e al pubblico del Full Tension Festival, a voi l'ultima parola!

Grazie a voi per l’intervista… ed ai vostri lettori posso solo dire di venire a trovarci per conoscere l’Alto Adige e Bolzano! Riguardo i concerti scegliete la giornata più adatta al vostro gusto oppure fatevi una scorpacciata di più giorni! Grazie fin da ora per il supporto!



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