Sirenia (Emmanuelle Zoldan)
La voce dei Sirenia Emmanuelle Zoldan ci presenta il nuovo album della band "Riddles, Ruins & Revelations" con uno spirito positivo e speranzoso verso il futuro e ci racconta il suo percorso che l'ha portata dall'opera ai palchi del metal
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 16/02/21

Photo credits: Photorichelle

 

Ciao Emmanuelle. Per prima cosa grazie di essere qui con noi di SpazioRock. Come stai?

 

Sto bene, ti ringrazio! Sono un po' stanca, visto che ho dovuto stare in casa per molto tempo a causa di tutto quello che sta accadendo. È stato difficile vivere sempre nell'incertezza, nella paura, sempre con molti dubbi riguardo al futuro, ma ti dirò che ora con questo nuovo anno e con l'uscita del nuovo album mi sento più ottimista e sento di avere molta più energia positiva, per cui mi sento bene!

 

Come hai vissuto e come stai vivendo questi mesi di pandemia? Quanto è cambiata la tua vita, la tua quotidianità, soprattutto visto il tuo mestiere di cantante metal e lirica? Questo tipo di attività sono sicuramente tra le più penalizzate  e purtroppo tutte queste sono attualmente ferme. Immagino sia stato un periodo davvero difficile per te.

 

È stato molto brutto e difficile, soprattutto all'inizio, quando ogni attività, sia per quanto riguarda l'opera che per il metal, è stata cancellata. È rimasto solo un festival di opera quest'estate, mentre tutte le altre cose programmate non si sono potute svolgere, per cui all'inizio specialmente è stata davvero dura. Guardando qualcosa di positivo è stato comunque importante poter restare a casa, passare più tempo con la mia famiglia, passare più tempo facendo quelle cose che non hai mai tempo di fare quando sei spesso in viaggio o in tour. Ho avuto più tempo per me stessa, per lavorare sulla tecnica per la mia voce ed anche cercando di dedicare un po' di tempo ai miei progetti personali. Per cui alla fine ci sono stati anche aspetti positivi.

 

Come vive un periodo così un artista? Da un lato si ha certamente più tempo per comporre nuovo materiale, ma forse non si è nello spirito e nel mood più giusto e positivo per creare. Quale è il tuo punto di vista?

 

Da un certo punto di vista è l'occasione per utilizzare questo tempo per sviluppare nuovi processi creativi. Avere più tempo per pensare e creare è assolutamente positivo e se si ha la possibilità è giusto sfruttare questa occasione. Sicuramente anche  Morten (Veland, principale compositore della band, ndr) ha avuto molta ispirazione durante questo periodo.

 

È uscito da poco il vostro decimo album "Riddles, Ruins & Revelation", un traguardo decisamente importante. Quali sono le idee, le tematiche e il concept dell'album? Il processo di songwriting è stato in qualche modo influenzato dal periodo difficile che stiamo vivendo?

 

Per prima cosa ti dico che non è un concept, ma è un album che affronta varie tematiche che sono sempre state importanti per i Sirenia e che abbiamo avuto l'esigenza di esplorare maggiormente, come la vita, la morte, le emozioni umane. Per quanto mi riguarda dal mio punto di vista personale è l'album della maturità, in termini di ispirazione. Parlando del periodo del Coronavirus, posso direi che non ha avuto influenze negative in termini di processo di scrittura poiché l'album era già praticamente terminato prima del lockdown di marzo ed il disco era già pronto per essere registrato. Per cui non ha risentito di questo periodo buio. È stata però più complicata ovviamente tutta la parte di produzione che è arrivata in seguito.

 

sireniaband

 

Vorrei chiederti qualcosa sulla copertina, che trovo bellissima e molto significativa. Cosa rappresenta e da dove è nata l'idea?

 

Sì, la copertina è davvero bella, probabilmente è in assoluto una delle mie preferite ed è stata creata da un artista bulgaro. Io credo che davanti ad una copertina, non ci sia mai una sola ed univoca interpretazione, soprattutto in questo caso. Credo che ogni persona possa avere la propria interpretazione e questo dipende da tanti fattori, dalla tua sensibilità, dal tuo carattere, dalla tua cultura. Ognuno in base a tutto questo può trovare un significato differente. Per farti l'esempio, nella copertina del nostro album vi è l'immagine di uno scheletro. Qualcuno lo interpreta come la morte, per cui in prima lettura come qualcosa di estremamente negativo, mentre altri, ad esempio per persone che sono interessate e che conoscono i tarocchi, ha un significato totalmente diverso. Rappresenta la fine di un ciclo e l'inizio di uno nuovo. Quindi una sorta di trasformazione in qualcosa di migliore. Ed è il significato che vedo io per quest'album, trasformazione, di qualcosa di nuovo, di fresco, un album della maturità.

 

Questo è il tuo terzo album come cantante ufficiale della band. Come giudichi il tuo percorso all'interno della band dagli inizi sino ad oggi? Se pensi agli esordi e al periodo attuale cosa provi?

 

Questa collaborazione è stata davvero inaspettata per me. Ero solita lavorare insieme a Morten già da diversi anni come corista, ma non mi sarei mai aspettata di entrare a far parte della band come cantante, non era qualcosa che immaginavo o che speravo. Ma alla fine è capitato. Sicuramente rimane un passaggio significativo della mia carriera e della mia vita. Ho imparato molto da questo passaggio e inoltre è capitato in un momento particolare della mia vita, in cui forse avevo bisogno anche di qualcosa di diverso dall'opera. Quando canti in un'opera, sei da sola, davanti al mondo intero, mentre far parte di una band è totalmente differente. È come essere in una famiglia e puoi avere grande spinta ed entusiasmo da tutto il gruppo. Questo ti dona grande forza. Parlando del mio percorso nella band e dell'evoluzione che c'è stata, io conoscevo già Morten ovviamente, ma ho dovuto conoscere a fondo tutti gli altri ragazzi. Ho dovuto imparare come muovermi sul palco, ho dovuto imparare come essere una cantante "metal" e tutto questo era totalmente nuovo per me. Anche solo imparare ad utilizzare correttamente il microfono, che nell'opera non viene adoperato. Ho dovuto imparare molto, anche i codici ed i dettagli di questo mondo che non conoscevo e con i tour e i concerti sono cresciuta, ho avuto più esperienza su tutto. Umanamente ci siamo molto legati come band e passando tanto tempo insieme siamo diventati davvero come una famiglia.

 

Tu nasci come una cantante di opera. Credo sia davvero difficile, anche mentalmente, passare da quel mondo al mondo dei Sirenia, di una band metal che affronta tour e concerti di un certo tipo. Anche da un punto di vista della presentazione e dell'immagine. Sei riuscita a gestire nel tempo questo tipo di passaggio? 


Sicuramente. Ti dico onestamente che agli inizi, era davvero difficile per me passare da un mondo all'altro, per prima cosa dal punto di vista vocale e tecnico, poichè ci sono delle differenze sostanziali. Passavo momenti in cui dovevo isolarmi per studiare bene le parti tecniche. È stata dura, ma con l'esercizio e l'esperienza ho imparato a gestire meglio il passaggio. Ovviamente come dici tu è molto diverso l'approccio al palco nei due contesti ma ti posso dire che amo entrambe le situazioni. Nell'opera mi piace molto poter cantare insieme all'orchestra, è qualcosa che mi da bellissime sensazioni. Allo stesso modo però l'aspetto relativo al pubblico è completamente differente. Di sicuro durante l'opera non vedi gente saltare o scatenarsi (ride, ndr), ma mi piace ricevere questa energia in un concerto metal. Amo entrambi questi mondi. A volte si ha bisogno di una parte, a volte si ha bisogno dell'altra.

 

È una domanda un po' scomoda, me ne rendo conto, ma sono curioso di sapere il tuo punto di vista. I Sirenia hanno avuto nel corso della loro carriera vari cambi di line up specialmente dietro al microfono. Indubbiamente per un gruppo symphonic metal come voi, con voce femminile, è inevitabile che la cantante sia quella messa più in luce, quella che trascina ed è l'immagine della band. Credi che questa poca costanza abbia in qualche modo, almeno parzialmente reso più difficili le cose alla band, magari a confronto con altre che hanno avuto una line up costante? 

 

Sì, penso sia così. Però credo sia molto difficile specialmente per la band. È assolutamente comprensibile che le persone siano disturbate dai cambiamenti all'interno di una band. Io stessa quando vedo cambiamenti in un gruppo che mi piace ci rimango male e provo dispiacere, è normale. Ma a volte nelle band ci sono delle situazioni difficili da gestire, delle incompatibilità, problemi di salute, o anche semplicemente differenti evoluzioni dal punto di vista umano e musicale. Ci sono tanti fattori che possono spingere un gruppo a dover cambiare la line up. Non è affatto una decisione facile e se si arriva a questo punto si è sicuramente consapevoli che sia una scelta molto dura, che potrebbe causare una tempesta tra i fan. Una scelta che a volte è necessaria per poter andare avanti, evolversi e poter continuare la propria strada. Ci sono casi in cui non si ha scelta, ed è quello che è capitato ai Sirenia molte volte, ed inevitabilmente il cambiamento in quei casi era l'unica scelta possibile.

 

sireniacover2021

 

Dal punti di vista musicale, nel nuovo album ho notato l'inserimento di molte parti moderne, che hanno creato un sound molto fresco e nuovo per i Sirenia. Una cosa che è successa anche a gruppi come Within Temptation o Amaranthe. È un nuovo percorso musicale per voi?

 

Avevamo intenzione di portare qualcosa di nuovo al nostro sound, come dici tu qualcosa di più moderno. Credo sia importante per una band poter evolvere, soprattutto per una band che suona da diverso tempo. Non sempre si possono proporre sempre le stesse cose, le stesse idee, è importante rinnovarsi e poter proporre qualcosa di nuovo. Questo sound con molte tastiere e più fresco è stato il modo di evolverci in questo momento della nostra carriera, quello che ci sentivamo di fare ora per portare qualcosa di diverso. Vedremo in futuro se rimarrà la nostra strada.


Se dovessi scegliere due band, con cui andare in tour, una magari come co-headliner ed una molto importante per cui aprire, chi sceglieresti? 

 

Se dovessi scegliere una band come co-headliner, probabilmente sceglierei una band con cui già abbiamo avuto il piacere di andare in tour insieme, che apprezzo davvero sia a livello musicale che dal punto di vista umano, e sono i The Agonist. Sono diventati dei nostri grandi amici ed è stato un piacere conoscerli e suonare insieme a loro, lo rifarei davvero con piacere. Per quanto riguarda una grande band, rimanendo nell'ambito del symphonic metal ti dico Epica oppure Nightwish.

 

Come vedi il futuro della musica attualmente? Sei fiduciosa di poter riprendere appena possibile i live? Avete già impegni programmati?

 

Credo sia molto difficile allo stato attuale poter fare una previsione su quello che accadrà, perché non siamo ancora fuori dal tunnel dell'emergenza. Io sono fondamentalmente una persona positiva e anche in questo caso cerco di esserlo, di avere fiducia e di guardare al futuro con speranza. Per questo non ho mai smesso di fare piani e programmi per il futuro, come se il virus non esistesse e come se non ci fossero problemi per realizzarli: vedremo cosa accadrà. Allo stesso modo con i Sirenia stiamo programmando il futuro, le attività, i tour, cerchiamo di rimanere attivi. E staremo a vedere cosa potrà accadere.

 

Avete già in previsione un tour per questo nuovo album?

 

Sì, assolutamente. Stiamo programmando in base a vari contatti che abbiamo e stiamo aspettando alcune conferme per pianificare il futuro.

 

Grazie mille per tua disponibilità! Vuoi mandare un saluto ai lettori di SpazioRock e ai vostri fan italiani?


Spero che il nuovo album vi piaccia, non vediamo l'ora di tornare a suonare presto in Italia. Tra l'altro l'ultimo show che abbiamo fatto con i Sirenia è stato proprio in Italia (al Dagda Club di Retorbido-PV, ndr). È stato l'ultimo che abbiamo potuto fare, quindi ha un significato davvero speciale per noi. Speriamo di tornare davvero presto. Vi amiamo!




Recensione
Epica - Omega

Recensione
Alice Cooper - Detroit Stories

Speciale
L'angolo oscuro #19

Intervista
Epica: Mark Jansen

Intervista
Sirenia: Emmanuelle Zoldan

Intervista
Pale Waves: Heather Baron-Gracie