Highly Suspect (Ryan Meyer)
Sono da poco passati in Italia e abbiamo fatto in tempo a rubare loro qualche minuto e qualche parola. Ryan Meyer ci racconta gli Highly Suspect a qualche ora dalla prima esibizione in italiana della band.
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 20/03/18

Articolo a cura di Carolina Bollani. Si ringrazia Giulia Franceschini per la collaborazione.

 

Ciao Ryan e benvenuto su SpazioRock.it, è un piacere parlare con te. Come va?


Bene, benissimo in realtà, grazie, ho sentito un sacco di cose positive riguardo al vostro magazine. Mi dicono che in Italia siete molto seguiti e quindi sono molto curioso!

 

Grazie mille, non ci resta che iniziare allora! Come è stato portare di nuovo in Europa "The Boy Who Died Wolf"?

 

È una cosa incredibile venire qui e suonare le canzoni per un pubblico che conosce tutti i testi delle tue canzoni a memoria, è sempre bellissimo e non ti abitui mai a questa sensazione. Ormai comunque siamo in tour da 5 anni e sembra ancora tutto nuovo in qualche modo, sai, andare in posti nuovi come per esempio l'Italia dove abbiamo una bella fanbase.


Pensi ti piacerà il pubblico italiano?

 

Sono curioso di scoprirlo, per ora posso dirti che la gente mi piace e ovviamente come tutti amo il vostro cibo.

 

Nel vostro sound si possono rintracciare vecchi e nuovi riferimenti. Pensate che il rock'n'roll oggi dovrebbe suonare così come suonano gli Highly Suspect?


Penso che il rock'n'roll debba progredire, penso che mi dispiacerebbe molto vederlo diventare  stagnante. Deve riuscire a stare al passo per poter così mantenere la sua importanza, e come noi progrediamo e ci evolviamo ogni giorno così anche la musica deve seguire questo processo. In ogni caso, non penso che il nostro sound sia la regola di come il rock dovrebbe essere oggi, però rispecchia molto noi, è il nostro modo di vedere il rock e certamente è bello quando alcune band più piccole traggono ispirazione da noi per creare la loro musica. Alcune persone però sicuramente avranno un'idea differente dalla nostra ed è giusto così.

 

Avete pubblicato due dischi in davvero pochissimo tempo .... ma sembra che la release del vostro prossimo album via stia impegnando per più tempo. Pensi sia dovuto al fatto che volete concentrarvi ancora sull'ultimo prodotto discografico o semplicemente ci state mettendo più tempo per comporlo?


Sai come si dice, no? Che ci vuole una vita per comporre il primo disco e poi ti bastano due mesi per comporre il secondo e penso sia esattamente così! Il secondo album l'abbiamo scritto davvero in una cosa come due o tre settimane e poi ci abbiamo messo più o meno un mese e mezzo a registrarlo ed è stato molto intenso, davvero tanto. Abbiamo registrato a Bogotà, in Colombia e lì c'è poco ossigeno perché la città si trova molto in alto. È stata un'esperienza incredibile e non cambierei nulla di quello che abbiamo vissuto, però non voglio rifarlo.


È stato forse troppo intenso?


Si esatto, penso proprio che la parte che non voglio ripetere sia quella che riguarda l'intensità con cui abbiamo lavorato, vorrei godermi tutto il processo della creazione dell'album con Rich e Johnny perché pensiamo che la nostra energia e il nostro godere di questo momento possa rendere migliore l'intero disco. E quindi non mi voglio perdere questa parte, mai.

 

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Quindi, insomma, non state forzando sul produrre un nuovo disco.


Esatto, facciamo qualche concerto qua e là e poi ci dedicheremo alla stagione dei festival ma comunque sì, diciamo che ci stiamo prendendo il nostro tempo per fare un buon terzo disco senza stressarci eccessivamente perché si può scegliere o di lavorare per vivere o di vivere per lavorare e ovviamente io vorrei che per me fosse la prima.

 

Quindi non sei d'accordo sul fatto che il secondo disco sia il più difficile nella carriera di un artista?


No no, è molto vero, perché rischi di cadere in quella che viene chiamata la "sophomore slump", sai di cosa parlo? Quando vai all'università attraversi il freshman year, e poi c'è il sophomore year, mi segui? Quindi quella crisi di cui ti parlo è quella per cui una band produce il secondo album in modo così rapido da risultare una schifezza e così perdi tutta la spinta.


C'è tantissima differenza tra quello che avete fatto in "Mister Asylum" e in "The Boy Who Died Wolf", nonostante tra i due album sia passato pochissimo tempo.


Un anno può cambiare tantissime cose. Soprattutto quando non hai mai viaggiato in diverse parti del mondo e del tuo paese. Prima di "Mister Asylum" avevamo avuto poche possibilità di viaggiare se non per vacanze qua e là, ma comunque per brevi periodi di tempo. Siamo cresciuti in una piccola cittadina e "Mister Asylum" è nato quando eravamo a Brooklyn e quindi quelle erano le nostre influenze, mentre improvvisamente l'anno successivo abbiamo avuto una quantità enorme di influenze nuove, anche grazie a quello che avevamo imparato facendo il primo disco così come quello che abbiamo imparato da "TBWDW" sarà fondamentale per il nostro prossimo lavoro. Tutti gli album sono diversi e dovrebbero esserlo, io e i ragazzi ascoltiamo un sacco di musica diversa da cui prendiamo ispirazione ed è così che dovrebbe essere. Potremmo fare sempre lo stesso disco a ripetizione, e magari a qualcuno piacerebbe, però non si è le stesse persone di prima dopo, per dire, 5 anni e quindi sarebbe solo un tentativo di ricreare quello che si era nel passato e per me non avrebbe senso!


Certo, capisco, soprattutto con dei cambiamenti così importanti come quelli che hai descritto.


Esattamente, in cinque anni puoi incontrare qualcuno, sposarti, avere un figlio e poi insomma sei una persona completamente diversa. E se dovesse succedere questo e la gente si aspettasse comunque che tu facessi un disco uguale a prima, ma tu dopo questo cambiamento avresti la compassione, l'umilità e tutte le cose che hai imparato diventando genitore, non avrebbe nessun senso.

 

Non vi mancano alcune delle sonorità di "Mister Asylum"? Soprattutto il suo essere più grezzo e blues?


Ma ci sarà sempre un po' di "Mister Asylum" nel suono degli Highly Suspect così come ci sono alcune cose di "The Boy Who Died Wolf" che non perderemo. Ma quando abbiamo fatto "Mister Asylum" eravamo giovani, più giovani dai, poveri e dovevamo fare i conti con la vita a New York e questo ti crea un certo mood. Diciamo che non ci manca perché non siamo più le stesse persone.

 

Per la prima volta in un po' di tempo mi sembra di ascoltare un disco che non ha scopi morali. Sto interpretando bene? Come se foste ritornati ai concetti chiave come per esempio in "My Name Is Human" senza metterci dentro concetti politici o etici.


Sì, penso che i testi in questo ultimo album, come quello che hai citato tu, siano meno politicamente coinvolti e più personali ma sempre rivolti all'intera razza umana. Comunque non siamo una band politicamente schierata, non direi che lo siamo mai stati nonostante qualcuno ci continui ad etichettare in questo modo solo perché proviamo a fare qualcosa di bello con i mezzi comunicativi che abbiamo a disposizione invece che solo pensare al guadagno. Ma comunque Johnny ha delle idee molto forti e le vuole esprimere nella sua arte e quindi in alcune canzoni sono molto evidenti mentre in altre non ci sono.

 

Quindi vi viene naturale inserire concetti etici e politici nella vostra musica, ma non lo fate per una sorta di propaganda.

 

Sì, esatto però comunque trasmettiamo delle informazioni anche su temi importanti, senza voler convincere nessuno della nostra idea ma prendi per esempio "Viper Strike", il nostro concetto che la gente può avere della musica rock cioè che è fatta per un certo tipo di persone e penso sia importante trasmettere il messaggio che non deve necessariamente essere così, che non ci servono gli insegnamenti del passato sul razzismo, sull'omofobia, sul sessismo, perché sono principi morali vecchi che gli uomini al potere del passato avevano e che hanno poi trasmesso generazione dopo generazione e se la gente ci vede e ci ammira, segue quello che facciamo. Pensiamo che sia importante trasmettere a loro questo messaggio perché abbiamo appunto a disposizione i mezzi per farlo e quindi possiamo fare del bene per il mondo che è superiore rispetto a quello. "Viper Strike" non ci frutterà magari come altre canzoni come "My Name Is Human", ma alla gente la canzone piace e la suoniamo ogni sera e quindi ci sembra di "fare del bene".

 

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Usate la visibilità che avete per trasmettere qualcosa di importante...


Esatto, proviamo a rendere il mondo un po' migliore nel nostro piccolo. Ovviamente non diciamo alla gente cosa deve pensare, ma semplicemente mostriamo il nostro punto di vista che può essere qualcosa a cui magari qualcuno non aveva pensato. Non siamo predicatori o niente di simile, trasmettiamo solo un bel messaggio e che alla gente piaccia o meno comunque non fa male a nessuno sentire anche altri punti di vista.

 

Certo mi sembra sensato. Ok passiamo ad una domanda un po' meno impegnativa: in quale epoca del rock pensi che gli Highly Suspect starebbero bene?


2018.


Adoro questa risposta, davvero.


Forse, ancora meglio, nel 2030. La nostra musica progredisce assieme al tempo perché le persone si evolvono come abbiamo detto prima. Se la musica rimane uguale nel tempo allora non segue il cambiamento delle persone.

 

State ottenendo risultati davvero molto buoni nelle classifiche e suonerete in un sacco di festival molto importanti la prossima estate. A che cosa puntate ora? Quali sono i vostri obiettivi?

 

Io voglio solo continuare a suonare la mia musica, non mi pongo necessariamente degli obiettivi specifici. Ovvio che ci piacerebbe arrivare ad essere gli headliner di un festival, è chiaro, ma penso che il punto cruciale di tutto sia che vogliamo continuare a fare quello che amiamo davvero come lavoro, perché non sembra affatto di lavorare! E mi fa stare bene fare quello che faccio. Qualche volta è molto difficile, altre volte è semplice, ma alla fine esibirsi davanti a un gruppo di persone, fare sì che queste vengano portare fuori dal loro mondo e che questo le renda felici anche solo per un minuto, mi fa stare veramente bene, molto più dell'arricchirsi. Un po' come te che scrivi questo articolo e qualcuno avrà la possibilità di leggerlo e avrà delle informazioni e tu hai fatto del bene a quelle persone.

 

Bene. Questa era la mia ultima domanda. Quindi se vuoi ora puoi lasciare un saluto ai lettori di SpazioRock.it!


Certo, ragazzi non vedo l'ora di salire sul palco, incontrarvi e conoscervi tutti. Non abbiamo mai suonato in Italia e quindi sono davvero emozionato! Spero che il pubblico italiano sia spettacolare quanto il vostro cibo! In realtà io sono allergico al glutine e alle uova ma in tutto questo tempo in cui avevamo in programma di venire in Italia continuavo a pensare che sarei venuto qui e avrei comunque mangiato la pizza, la pasta e tutte queste cose ed ero pronto ad affrontare il mal di stomaco e tutte le conseguenze, solo per l'Italia.

 




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