Pino Scotto (Pino Scotto)
Sincerità, coerenza, impegno e una vena di sana ironia: Pino Scotto non smentisce se stesso durante le battute di un'intervista davvero a tutto tondo, che non si ferma alla presentazione del nuovo album "Eye For An Eye", ma approfondisce tematiche disparate. Politica, show business, televisione e quant'altro: la lingua tagliente del più famoso rocker nostrano non risparmia niente e nessuno...
Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 25/04/18

Ciao Pino e bentornato su SpazioRock! Partiamo subito dal nuovo disco. L'elemento più evidente è il ritorno a tempo pieno di Steve Angarthal dietro le sei corde.

 

Abbiamo realizzato due album con i Fire Trails, con lui c'è questo amalgama particolare, proprio come succedeva con Steve Tessarin ai tempi dei Vanadium; è semplicemente chimica, non so cosa succede, mi sono sempre trovato bene a scrivere con lui perché probabilmente stiamo anche bene come amici e questo sai che è una cosa molto difficile anche nella vita di tutti i giorni, non solo nella musica.

 

Perché avete scelto "Eye For An Eye" come titolo dell'album? Ricorda decisamente un assioma veterotestamentario...

 

Viene dalla Bibbia, è venuto fuori un giorno quando stavo pensando di cosa parlare in questo brano ed era uno di quei giorni in cui ero più incazzato del solito; si parla sempre del sociale, della politica in questo paese di merda ed effettivamente stavo pensando un quarto d'ora fa a quello che sta succedendo in Siria. Una roba allucinante, qui il mondo intero dovrebbe intervenire, dietro c'è sempre il potere, c'è sempre l'interesse. Mah. Poi, come diceva mio nonno Peppino quando avevo dodici anni: "‘Sta gente di merda lo sa che deve morire?" Quelli che pagano sono gli indifesi, il popolo, quelli che non possono fare un cazzo. In Italia stiamo a guardare gli inciuci che si fanno tutti i giorni e i politici che pensano alla loro poltrona del cazzo: non gliene fotte una minchia di noi.

 

Qualche anno fa pronosticasti la vittoria del Movimento Cinque Stelle se non ricordo male.

 

Sono abbastanza schierato con Beppe (Grillo, ndr.) e con il Movimento: sono stati votati perché la gente si è rotta i coglioni, è arrivata all'esasperazione, non è che hanno scelto i Cinque Stelle perché sono diventati intelligenti, lo hanno fatto per disperazione, perché lo hanno preso nel culo da tutti, nessuno escluso. Bastavano una decina di voti in più e li mandavamo tutti in galera e a zappare quelle merde. Io ho lavorato trentacinque anni in fabbrica e ho visto anche i sindacati, servi dei padroni coi loro inciuci. Pensano solo ai loro interessi, non gliene fotte un cazzo di chi soffre, di chi è senza lavoro. Una massa di infami proprio, senza coscienza, una cosa che mi fa diventare una bestia, non ce la faccio e da questo arriva "Eye For An Eye".

 

Nelle tue liriche si nota sempre una forte attenzione al sociale e ai problemi della vita quotidiana e "Eye For An Eye", come abbiamo visto, non fa eccezione. Non credi che nella musica odierna spesso i testi vengano troppo spesso messi in secondo piano?

 

Io non ho niente da criticare, ma con tutto quello che succede ogni giorno nella vita penso che se uno ha la possibilità di salire su un palco e fa parte di questo mondo si deve esporre e parlare di quello che succede. Si parla invece di mostri, di draghi ma ficcatelo nel culo il drago! Probabilmente queste band sono come le persone di cui parlavamo prima, è gente a cui non fotte un cazzo degli altri e della società, perché se sentissero sul groppone questo male sociale, questo male eterno, quello che soffrono i bambini, si comporterebbero diversamente e invece non gliene fotte un cazzo proprio.

 

Tornando al nuovo disco, il lotto presenta delle tracce sfaccettate, che si tratti di cover o inediti, a partire dalla cover di "No Way Out" degli Allman Brothers. 

 

Io ero molto legato a loro, vengo da quella scuola, il southern, gli Allman Brothers, i Lynyrd Skynyrd e quando è morto Gregg Allman mi è venuto l'istinto, mentre "Wise Man Tale" faceva parte di un album dei Fire Trails. Ho voluto fare un arrangiamento un po' epico, con le cornamuse, diverso, ecco. "Crashing Tonight" parla di una cosa che è successa un anno fa al Rock'n'Roll di Milano. Ero nel locale e c'era una tipa che mi guardava, a un certo punto è andata in bagno, io gli sono andato dietro e mi ha tirato dentro. Poi hanno bussato alla porta, qualcuno ha chiesto: "Amore stai bene?" "Sì, sì, sto benissimo, arrivo subito". Mi è giunta l'ispirazione e ho scritto il testo (ride, ndr.). 

 

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In altri pezzi invece ti metti completamente a nudo o affronti delle tematiche spinose.

 

Certo. "Angel Of Mercy" è la prima canzone dedicata a una donna, a mia mamma che è morta a novant'anni, ma che mi manca ancora tanto. "Cage Of Mind", parla delle trappole, delle gabbie nelle quali la gente si chiude mettendo i paraocchi per non affrontare paure e ostacoli. Un altro brano dove mi sono esposto è "Two Guns", in cui affronto il tema della difesa personale: tu in casa mia non entri se non sei invitato e il colmo è che c'è gente che ha sparato nella propria abitazione per proteggersi e paga. In un paese qua vicino dove frequentavo una ragazza c'era un vecchio signore che un notte ha sentito dei rumori, è uscito e ha visto un tizio che voleva entrare in casa: l'anziano aveva un fucile, gli ha sparato, poi non sapeva che cazzo fare e lo ha sotterrato in giardino. Il giorno dopo la moglie ha denunciato ai carabinieri la scomparsa del marito dicendo che l'uomo aveva rubato in quella casa e non era più tornato. I carabinieri hanno scavato in quel giardino e hanno arrestato il signore invece di arrestare anche la moglie del ladro, roba da matti. "One Against The Other" parla invece dei falsi ideali e della guerra inutile che ci facciamo tra di noi; "The One" si occupa di tutti quelli che cercano di essere i primi, di vincere la coppa del nonno invece di lasciare un segno di libertà, come hanno fatto Falcone e Borsellino a cui dedicai "Third Moon" con i Fire Trails. Di quella gente con le palle non ce n'è più: siamo un paese con Mastella diventato ministro della giustizia, pieno di vecchi ladroni in Parlamento. "Looking For The Way" racconta di quelli che cercano a tutti i costi la perfezione senza capire che se non stai bene con te stesso non stai bene né con gli altri né riesci a trovare un ambiente adatto. Hai solo da portare i tuoi demoni, comportandoti come quelli che ti scaricano i cazzi loro appena ti conoscono: ti uccidono praticamente.

 

Se la presenza all'armonica di Fabio Treves ormai rappresenta la norma, la decisione di tornare a cantare in inglese non appare così scontata dopo anni di utilizzo della lingua italiana.

 

Dipende da come mi sveglio. Sai che avevo fatto "Live For A Dream" qualche anno fa. Ricantando i vecchi brani dei Fire Trails e dei Vanadium, mi era venuto il desiderio di fare un album hard rock vecchio stile e da lì è nata questa voglia, questo disco. Treves c'è sempre, da quando ho fatto il primo album solista fino a oggi: non manca mai, Fabio è un fratellone, gli voglio un bene dell'anima e siamo molto in sintonia sul blues.

 

Possiamo dire che siete rimasti solo tu e Glenn Hughes con una voce inossidabile?

 

Quello si chiama fattore C (ride, ndr.): ho fatto 40 anni con eccessi che non ti dico, avrò buttato via mezzo milione di euro, ho scaraventato sulle corde vocali tutte le schifezze possibili, ho cercato di distruggerle e non ce l'ho fatta. Con i Vanadium una volta ebbi una specie di nodulo, rimasi afono e andai subito, di corsa, da questo qui che curava i tenori e lui mi ha detto che avevo delle corde vocali che erano d'acciaio. "Se tu sei un coglione e butti giù alcol e merde varie tutti i giorni, ebbene quelli sono cazzi tuoi, ma non ti preoccupare che hai della corde vocali che sono come i binari del tram". Mi ha fatto un punturone di cortisone che poi ti rimane in circolo per mesi e il giorno dopo ho cantato ed è l'unico modo per farlo quando ti vengono quelle robe insomma.

 

Altri vocalist hanno ceduto subito ...

 

Prendi David Coverdale. L'ho visto dal vivo, già negli anni ‘80 era una merda. In "1987" c'ha messo tre anni per cantare. Poi dal vivo sempre sfigato, dopo due pezzi proprio una schifezza. Vedi, nei dischi fanno cantare anche i somari, ma non riescono a fargli cantare una nota, raglia e dal vivo fa finta. Ripeto, io sono fortunato per quanto riguarda la voce: inoltre  sto benissimo, avevo il fegato un po' così, bevevo 8 bottiglie di Jack Daniel's al giorno. Da un paio d'anni ho perso dieci chili, mi sono sgonfiato, non ho nessun problema, ma tocchiamoci le palle.

 

Continuando a parlare di famosi singer, Bruce Dickinson non sembra conoscere declino alcuno. So che non ti è molto simpatico o mi sbaglio?

 

La gente pensa che ce l'ho con gli Iron Maiden, ma io non ce l'ho con loro, ma con Bruce Dickinson che è un uomo di merda nella vita: se non fosse arrivato lui come vocalist al posto del mio amico Paul Di Anno, i Maiden non avrebbero fatto questa carriera. Grande rispetto come cantante, ma è un uomo di merda, come Axl Rose che è andato avanti con il nome Guns N' Roses: c'è gente che ho conosciuto e ho toccato con mano, gente di merda proprio e se sei così, qualora fossi il più grande artista del mondo, devi andartene affanculo. Non c'è n'è: uomo di merda si nasce, non si diventa. Non è colpa della droga o altre cose, lo sei e basta. Poi tutti all'inizio hanno questa integrità, questa rabbia, ma poi alla fine le palle, come dice Pino Scotto, si vedono sulla lunga distanza. Purtroppo ne ho conosciuti a migliaia di questi, nessuno è rimasto integro, forse ho torto io, sono un alieno probabilmente o sono un pirla come dicono a Milano. Per esempio al concerto del primo maggio gli artisti cosiddetti di sinistra vanno lì a suonare e la gente li va a vedere invece di sputare loro in faccia.

 

A questo proposito sembra possibile nell'immediato futuro una partnership proprio tra Axl Rose e gli AC/DC.

 

Incredibile Angus Young! Gli è morto un fratello, ha un cantante sordo, un bassista che ha mandato affanculo, un batterista in galera o ai domiciliari, ma dove cazzo sono gli AC/DC e vuoi fare un album con questo ciccione di merda. Perché? Per quale motivo? Ma fatti un album come Angus Young, un album di blues visto che ti piace tanto. Non ce la fanno proprio perché in fondo in fondo sono uomini di merda, capito? È sempre quello il discorso. Quando ho smesso con i Vanadium, sai quante volte mi hanno chiesto di riformarli. C'è stato un motivo molto grave, non con la band, con uno in particolare. Non me ne fotte un cazzo dei Vanadium, poi è roba di trent'anni fa. Basta, basta! Quando ci siamo sciolti di comune accordo tutti quanti, potevo fare benissimo un disco dei Vanadium e invece no: non solo mi sono messo a cantare in italiano, ma ho voluto fare un album blues, rock'n'roll, quando ho pubblicato "Il Grido Disperato Di Mille Band". E invece per la gente in quel momento hai tradito, devi fare sempre le stesse cose, le stesse stronzate, non apprezzano questa libertà, questo fottersene. Senza parlare poi dei cosiddetti personaggi che una volta vedevi in giro per Milano col braccio alzato che facevano i compagni, poi alla fine li ho ritrovati a fare i giudici a X Factor e schierati politicamente dall'altra parte: gente senza palle, per quattro euro, per un po' di successo. Facevano i comunisti, gli integri con il culo degli altri, poi hanno avuto ragione loro, una ragione che per me non è una ragione: vai là dentro e le persone invece di sputarti in faccia dicono che sei diventato bravo perché fai il giudice. Quella gente lì la metterei in galera con la De Filippi per spaccio di demenza. Hanno distrutto l'arte, i sogni di migliaia di ragazzi, hanno distrutto la possibilità di un'evoluzione musicale, artistica, una merda proprio.

 

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Ti hanno mai proposto di partecipare a un reality nelle vesti di giudice?

 

Mi hanno chiamato qualche anno fa in uno di questi reality e sai che io ho questo progetto Rainbow per i bambini e qua i soldi erano tanti, parliamo di duecentocinquantamila euro e io ho detto: "D'accordo". Visto che era un anno di lavoro a Milano ho detto cinquantamila  li voglio, gli altra duecentomila li date al Rainbow Project. Tra parentesi, io ho partecipato ad altri progetti, ma non te ne voglio parlare perché altrimenti rischio anche la denuncia, pensa stavamo andando in causa. Ho scoperto delle merde che si sono rubate centinaia, migliaia di euro e io come un coglione rinunciavo ai miei concerti per andare a fare queste cose, a ingrassare queste merde che vanno in giro con i Suv da centomila euro. Lasciamo perdere. Tornando al discorso di prima dissi: "I giudici li scelgo io". Sapevo già chi chiamare e in più non volevo karaoke, volevo artisti che arrivano lì con il loro strumento, con brani originali senza cover del cazzo. Lo sai cosa mi hanno risposto? "Pino, se facciamo così non ci guarda più nessuno", e invece secondo me hanno sbagliato pure in quello perché avrei portavo loro tanti ragazzi in gamba che conosco in giro per l'Italia. Ho sentito dei cantanti giovanissimi, dei musicisti che spaccano il culo: se ti faccio vedere in televisione uno di quelli che canta e che suona, tu, a meno non sei un deficiente, veramente rimani a bocca aperta e scopri che in Italia ci sono quelli bravi. E alla fine non se ne è fatto un cazzo.

 

Una sorta di trasformazione della musica in show business dunque...

 

Tutto il grande rock è stato scritto negli anni ‘70, diciamo fino alla metà degli anni ‘80. Poi tutte fotocopie. La cosa triste, e questo ti fa capire che il successo fa anche male, è che le band famosissime sono anni e anni che non scrivono un disco decente e lascia stare che vanno ancora in giro. Forse perché hanno troppi soldi. L'unica cosa che io ho fatto è stata suonare per Beppe al Circo Massimo e mi stavano pure arrestando perché ho urlato: "Siamo a due passi, andiamo lì e impicchiamoli tutti!"; c'erano gli sbirri che mi cercavano quando sono sceso dal palco. Girando per l'Italia, ma questo vale anche per il mondo intero, sebbene noi siamo conciati un po' peggio, con quello che canto io, con quello che scrivo, come sono fatto, se mi dovessi trovare a San Siro con ottantamila persone davanti mi guarderei allo specchio e mi farei una domanda: "Pino stai facendo qualcosa che non va probabilmente".

 

Scartabellando le date del tour, mi sono accorto che non scenderai sotto Roma. È così difficile suonare dal vivo al Sud?

 

A Napoli vengo quest'estate al Sea Legend, adesso sto aspettando la conferma da Caserta per attaccarla alla data di Roma e poi mi hanno chiamato dal mio paese, vogliono organizzare un concerto lì sulla spiaggia per tre giorni a Monte di Procida, dove ho già suonato un paio di volte. È difficile fare concerti al Sud: quando parti da Milano già sono quattrocento euro di spese, giusto per parlare di un paese di ladri. Al Nord anche la situazione non è migliore: qui fanno cover band, tribute band e la cosa triste è che non vedo via d'uscite, va sempre peggio, perché il problema è la razza umana, siamo un popolo di pecore.

 

Del resto è cambiato molto da quando hai iniziato, ormai cinquant'anni fa, dalle etichette discografiche alla fruizione della musica.

 

Beh, sì, io sono del 1949, ma diciamo che ho quarantanove anni (ride, ndr.). Comunque la prima volta che sono salito sul palco al mio paese mi ci hanno buttato, avevo diciassette anni. Oggi il disco te lo fai in casa con duemila euro, usano batterie elettroniche, come macchinette. Se senti i vecchi vinili di Hendrix sono tutti storti, in suono analogico, figurati, oggi è diventato tutto un amalgama. Con la storia che non si vendono dischi le etichette non hanno più un euro da investire, gli stessi programmi se li sono fatti le case discografiche, buttano lì dentro questi ragazzi, fanno una compilation o uno per un po' di mesi vende quattro copie, li mettono sotto contratto, li spremono, gli fanno fare concerti di merda, li fanno cantare e suonare pure ai matrimoni e ai battesimi; c'è dietro la mafia della musica che ha distrutto tutto. Ma io vorrei dire alla gente: "Porca puttana, ma quanti anni sono che fanno questi reality, è uscito mai uno da lì dentro, uno che vale qualcosa, ci sarà un motivo no?". E invece manco per il cazzo, tutti attaccati al televisore, tutti i giorni, a vedere "Uomini E Donne" e l'isola dei coglioni, che paese di merda! Un troiaio, tutti che hanno venduto il buco del culo per una scatola di merda. Hai visto, hanno chiamato Cristina Scabbia dei Lacuna Coil in TV? Anche il metal diventa un fenomeno da baraccone in bocca ai bambini. Lì c'è Al Bano che fa le corna: una volta siamo andati a suonare a Cellino come headliner in un festival, sui giornali avevano detto che eravamo dei satanisti. Incredibile!

 

Hai sempre collaborato con vari artisti, tra cui possiamo annoverare persino i rapper: una mossa anche criticata da certi "puristi" del rock.

 

Volevo amalgamare il rock con il rap: in America lo hanno fatto gli Aerosmith , i Limp Bizkit, in Italia invece lo fa Pino Scotto ed è uno stronzo. Invece di ascoltare, di analizzare, la gente si ferma all'apparenza come i ciucci e guarda solo davanti; le collaborazioni sono nate sempre con amici, con persone che conosco, non ho mai dato una lira a nessuno né nessuno me ne ha mai chiesta una. Molti artisti vivono di questo, si fanno pagare per cantare in un brano di qualche gruppetto di ragazzini appena nato. La mia invece si chiama libertà, fortunatamente la conosco e mi lavo una faccia sola al mattino, però paghi nella vita come nella musica; il fatto di essere sincero e dalla parte dei deboli non ti aiuta, ma sei nato così, non ci diventi. È come la storia della rana e dello scorpione. Lo scorpione la punge, la rana gli dice: "Minchia mi avevi detto che non lo avresti fatto". "Ma io sono così, non posso farci niente".

 

C'è qualche musicista con cui avresti voluto suonare?

 

Uno con cui avrei voluto collaborare ma basta pagare perché lo fa con tutti è proprio Glenn Hughes. Mi è sempre piaciuto, lo ascoltavo prima che entrasse nei Deep Purple, quando suonava con i Trapeze e non a caso lì c'era un batterista che è andato nei Judas Priest e il futuro chitarrista dei Whitesnake. Proprio i Judas ora hanno fatto un disco eccezionale: le tragedie ti fanno tirare fuori i coglioni, le palle. Il male ha fatto loro bene. Poi sono divento amico di Kee Marcello, persona straordinaria, mentre Mike Terrana, seppur di origini italiane, sembra uno che viene dai paesi del nord, è molto freddo; Ron Bumblefoot è un ragazzo stupendo, curioso, amante del blues. C'è Nat Peterson, il bassista che ha suonato con Muddy Waters ed Eric Clapton, con il quale ho fatto un paio di tour, e infine Blaze Bailey, inglese, anche lui grande uomo. Lemmy lascialo da parte: era un fratello, già al primo tour siamo diventati fratelli di tutto, integro come uomo e come artista; Ronnie James Dio quando ho aperto il Monster Of Rock a Reggio Emilia me lo sono trovato lì, con la cartolina di "Sorrisi E Canzoni" a chiedermi l'autografo. Uomo di una gentilezza e di una bontà grandissime, lui è un altro che è andato via con la stessa voce, ma troppo presto e la gente di merda sta sempre qua.

 

Quali sono i progetti per il futuro?

 

I progetti li faccio giorno per giorno: adesso è uscito l'album, stiamo andando in giro, voglio divertirmi e divertire anche gli altri. Quest'anno ho intenzione di fare meno date perché ho ritrovato il gusto di stare a casa, di visitare posti che non ho mai visto: ce ne sono tanti di interessanti in Piemonte e Lombardia. Negli ultimi dieci, dodici anni è stato un massacro. Però mi ha sempre stupito l'affetto e la presenza di ragazzi giovanissimi durante i miei concerti. Ne vado a guardare anche tanti quando posso: l'anno scorso ho visto gli Aerosmith a Firenze, spaccano ancora il culo.

 

Pino, grazie mille per l'intervista. Potresti lasciare un saluto ai lettori di SpazioRock e ai tuoi fan?

 

Ciao ragazzi, Rockland! Sono Pino Scotto e voglio fare un grande saluto a SpazioRock e grazie per quello che fate: questa è una guerra, stiamo insieme. Rock on guys!




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