Noah Gundersen (Noah Gundersen)
Appena ventotto anni e già una discografia da fare invidia. Noah Gundersen è un creativo, poco da aggiungere. L'evoluzione musicale, gli esempi da cui trarre ispirazione e l'intimità delle sue note: ecco cosa ci ha raccontato l'artista di Seattle, che sarà a Milano il 10 marzo sul palco del Serraglio per l'unica data italiana del 2018.
Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 28/02/18
Ciao Noah! Benvenuto sulle pagina di SpazioRock.it. Come stai? 

Molto bene, grazie mille!

A breve sbarcherai in Italia, per un'unica data al Serraglio di Milano. Un'ottima occasione per allargare la tua fanbase italiana, no? Ti senti pronto ad incontrare il tuo pubblico italiano? 

Sono davvero molto, molto entusiasta ed elettrizzato. Sai, non sono mai venuto in Italia a suonare, sarà la mia prima volta. Sarà magnifico incontrare i miei fan italiani. 

Beh lasciami avvisarti che il pubblico italiano è molto energico e appassionato, non nasconde di certo il suo entusiasmo! A noi piace cantare...

(Ride, NdR) Sì, mi era arrivata all'orecchio una voce del genere! Grazie per l'avviso credo che questo renderà il tutto ancora più bello!

D'altronde il pubblico e i fan reagiscono in modo diverso allo spettacolo e, in generale, hanno anche diversi approcci alla moda a seconda dello paese in cui vivono. Hai notato qualche differenza tra i tuoi fan statunitensi e quelli europei in questo senso? 

Dipende da una serie di fattori. Direi che tipicamente, chi viene a vedermi è come se mostrasse la volontà di assaporare la mia musica, se la gode in qualche modo. Gli europei sono molto "rispettosi" dello show, in questo senso sono degli ascoltatori molto interessanti ed interessati. Ad ogni modo penso che la cosa dipenda molto dal carattere individuale di ognuno, sai, ognuno di noi ha un modo diverso di vivere la musica. 


La tua voce si adatta in maniera perfetta alla tua musica, nel senso che è in grado di creare l'atmosfera adeguata, calma, che sottolinea e mette in evidenza le sensazioni che emergono dalle tue canzoni, dal tuo sound. Questa è una caratteristica davvero importante per un artista, secondo me. Quanto è fondamentale creare la giusta atmosfera che aiuti l'ascoltatore a capire la tua musica come tu l'hai concepita? 

E' sempre molto importante cercare di comunicare nel miglior modo possibile quello che vuoi dire, e credo sia davvero soddisfacente quando qualcuno capisce pienamente la tua musica. Ma sai, anche lì, è una questione del tutto personale. Ognuno legge quello che vuole. I miei testi sono molto personali, intimi, e la mia voce cerca sempre di relazionarsi con quello di cui parlo, ovvero le mie sensazioni, i miei sentimenti, nel modo migliore. Non ci faccio attenzione più di tanto, semplicemente è così...
 
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Le tue origini sono di Seattle, terra di grandi band e artisti che hanno fatto la storia della musica. Questo è sicuramente una cosa di cui andare fieri, ma è anche una specie di responsabilità direi. Pensi che il peso delle origini possa in qualche modo mettere pressione addosso a giovani musicisti, come te, che si trovano a dover aver a che fare con confronti, paragoni e giudizi? E' qualcosa di più positivo o negativo? 

Beh sai penso che non dovremmo essere spaventati da chi è più "popolare" di noi, o più grande di noi. Credo invece che è importante guardare a loro per prendere esempio, per essere ispirati da loro; sai i progressi che hanno fatto nella loro carriera, come si sono evoluti. E' importante fare dei confronti che siano costruttivi, per capire dove puoi migliorare, come puoi crescere. Ad ogni modo, queste origini sono sicuramente una cosa di cui andare fieri.

Le tue radici in termini artistiche partono dall'HC, un genere che è assolutamente diverso da quello che stai facendo adesso e dal sound dei tuoi album. Che mi dici di questo?

Posso dire che ho sempre guardato a diversi tipi, generi e stili di musica, sai come funziona? Ti guardi attorno e ci sono delle cose che si adattano meglio a te e cose che lo fanno meno bene. Quello che faccio adesso rispecchia perfettamente quello che voglio fare, quello che sono adesso. Però mi piace sempre guardarmi attorno, guardare a diversi sound e tipi di musica.

Nel tuo sound è possibile riconoscere facilmente tante influenze che tu hai mischiato in un modo magistrale e unico. Cosa mi dici se ti faccio i nomi di Neil Young, Johnny Cash e Jeff Buckley? 

Beh, musicisti enormemente iconici del mondo della musica che hanno fatto dei lavori destinati a fare la storia.  

Come ti hanno ispirato? 

Sono stati e sono attualmente tutti e tre degli esempi fondamentali per me, che mi hanno ispirato davvero tanto.  Jeff Buckley mi ha portato a riflettere su come gestire e controllare la mia personalità dinamica, Neil Young è stato il mio riferimento per il songwriting, Jonnhy Cash ad esprimere le mie idee intrinseche. 

Come gestisci di solito il tuo processo creativo e di produzione? Ti basi sull'ispirazione del momento e quindi da lì dai forma alle tue idee in studio o viceversa? 

Di solito mi metto a scrivere quando sono a casa, mi vengono in mente idee e le butto subito giù. Poi a quel punto corro in studio e ci lavoro. Nel mio ultimo disco ci sono state un paio di canzoni in cui mi sono confrontato con il mio produttore, e queste mi hanno portato via un sacco di tempo. Poi ci sono le canzoni che vengono fuori immediatamente perfette, canzoni su cui lavoro con la band e qui le idee vanno e vengono. Tendenzialmente è un processo molto collaborativo. 
 
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Tu sei molto giovane e malgrado la tua età hai già pubblicato tanta musica. Hai qualche consiglio da dare ai ragazzi che come te vogliono iniziare una carriera nel mondo della musica? 

Metti la canzone, la musica, la creazione sempre al primo piano. Sono convinto che una cosa importante sia avere delle aspettative e saperle gestire, e prefissarsi degli obiettivi. Ovviamente è importante anche la pratica, è importante il lavoro sicuro e costante. E a volte il viaggio richiede più tempo del previsto. Siate pazienti e lavorate duramente. 

Che mi dici riguardo al tuo prossimo album? Hai appena pubblicato un LP, lo scorso luglio, è vero, ma magari hai già in testa qualche idea... 

Si, sto scrivendo. Scrivo praticamente sempre, posso dire con orgoglio di avere una mente abbastanza creativa (ride, NdR). Però davvero non ho idea di cosa farò nel futuro prossimo, adesso mi concentro sul tour: si vedrà! 

Come ti vedi tra 5 anni? Quali obiettivi vuoi raggiungere? 

Per essere onesti: fare musica, inciderla su un disco e farla ascoltare a più gente possibile. Penso sia l'obiettivo che mi sono sempre dato. 

Grazie Noah per questa chiacchierata! Hai un messaggio per i tuoi fan e i nostri lettori? 

Sono davvero entusiasta di venire in Italia per la prima volta, incontrare finalmente la vostra cultura e la gente meravigliosa che popola questo bel Paese. Grazie! 



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