Nailed To Obscurity (Raimund Ennenga, Volker Dieken)
Abbiamo avuto occasione di parlare con Raimund Ennenga e Volker Dieken, rispettivamente cantante e chitarrista dei Nailed To Obscurity. I due ci hanno raccontato i retroscena dell'ultimo album "Black Frost" e alcune riflessioni sulla loro evoluzione musicale.
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 26/06/19

 Si ringrazia Ludovica Iorio per la collaborazione

 

 

Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock.it. Mi sembra che a volte gli artisti prendano una decisione consapevole del tipo: "Sono un adulto ora e ho bisogno di parlare dei miei sentimenti". "Black Frost" mi sembra davvero un disco maturo. È stata una decisione pianificata o semplicemente un caso?

 

Raimund: Dopo tutti questi anni, ormai dovremmo saperne molto di più in merito ai punti di forza della nostra musica e di come quest'ultima dovrebbe suonare. Quando abbiamo iniziato a comporre "Black Frost", volevamo che questo fosse un album più atmosferico e dark. Ma direi che questi ingredienti sono sempre stati parte del sound dei Nailed To Obscurity così come i testi personali. Abbiamo sicuramente esplorato tanto nuovo terreno con le nuove canzoni, ma in queste ci sono elementi che erano già presenti precedentemente. Non ho fatto parte della band dagli esordi ma sin da "Opaque" sto scrivendo a proposito dei miei sentimenti e cerco di trovare metafore per dare agli ascoltatori la possibilità di trovare le proprie chiavi di lettura dei testi. Se vogliamo raccogliere le nostre canzoni sotto la definizione di "musica per adulti", devo dire che non abbiamo mai fatto niente di più. Ma voglio aggiungere che abbiamo davvero portato la nostra musica ad un livello differente e siamo anche in grado di esprimere le nostre emozioni molto meglio attraverso la nostra musica.



In confronto ai lavori precedenti, il nuovo album ha una componente ovviamente più progressive. Che cosa ci dovremmo aspettare dai Nailed To Obscurity nel futuro? Ulteriori trasformazioni nel suono in questa direzione o altro ancora?

 

Volker: Ci piace sempre sperimentare nuove cose e ciò non cambierà in futuro. Ma puoi sempre aspettarti la malinconica death doom che abbiamo sempre creato. È assolutamente vero che "Black Frost" potrebbe essere considerato tra i nostri album più progressive finora, e siamo felicissimi di questo. Ipotizzo che potremmo immergerci ancora più profondamente in questo tipo di area con le canzoni che scriveremo in futuro. Ma ciò non significa che tutto il nostro lavoro futuro seguirà questo approccio. In fondo non si sa mai. Ciò che è veramente importante per noi è che non vogliamo ripeterci, ma sviluppare il nostro sound ed esplorare in modo naturale nuovi campi.

 

I continui cambiamenti di tempo, il nuovo lavoro sulle chitarre e le voci rendono "Black Frost" un album al contempo semplice e complesso da ascoltare. Con quale spirito e in quale modo dev'essere ascoltato per far venir fuori le varie sfumature?

 

Raimund: Prendo come un complimento il fatto che tu abbia menzionato le varie sfumature. Pensiamo anche che l'album si componga di diverse sfaccettature musicali. E questa è anche la ragione per cui alla tua domanda è difficile rispondere. Direi che bisogna avere una mente aperta e permettere a te stesso di sprofondare appieno nella musica. Se questo è il caso, non importa in quale mood tu sia. Sei in grado di trovare la tua chiave di lettura per la musica e i testi, e questo permette alla musica di lavorare come una valvola di sfogo per i tuoi sentimenti. Vogliamo che le persone sentano davvero la nostra musica. È come un giro sulle montagne russe pieno di emozioni.

 

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Mi piace "The Aberrant Host" sotto diversi aspetti. È una canzone molto interessante, sapientemente costruita e parla di un argomento altrettanto interessante. Quale metafora si cela dietro il testo?

 

Raimund: "The Aberrant Host" presenta una forte metafora che è interpretabile in diverse maniere. Da una parte potrebbe riferirsi ad una persona che combatte contro un male incurabile. Ma è anche la metafora di una persona di cui ti fidi al 100%, ma che improvvisamente ti pugnala alle spalle. A partire da questo momento, la persona per te è "morta" ma ciò vuol dire anche dover convivere con la "morte" di un'amicizia. Mi piace molto lasciare le mie parole aperte a qualsiasi tipo di interpretazione. Alla luce di ciò, voglio dire questo: è una canzone che parla di sofferenza ma in cui il colpevole soffre tanto quanto colui che è stato ferito.

 

Un "Cipher" (in italiano "messaggio in codice", ndr) è un modo di scrivere che impedisce alla maggior parte delle persone di capirne il messaggio. Come dovremmo interpretare la canzone che porta questo nome? È davvero così criptica?

 

Raimund: La canzone "Cipher" riguarda una persona che sente su di sè un enorme fardello per qualcosa che è andato completamente storto. Si sente in colpa e si perde in uno scenario in cui vede le stesse cose che risuccedono ma lui non è più parte di ciò che sta accadendo, come se fosse stato cancellato dalla sua stessa storia. La cosa criptica è la causa dell'incidente che gli procura così tanti problemi.

 

Spesso la strada per una band è molto difficile ed emergere non è così facile. Avete mai rischiato di intraprendere la "strada della perdizione"? E qual è stato il momento più critico o decisivo per voi come gruppo?

 

Volker: Fare musica in sè per sè non è così difficile, ma creare qualcosa di proprio e trovare il proprio sound lo è molto. Così come il trovare il proprio posto nel mondo della musica, che è, come tutti sanno, tosto. Sicuramente ci sono sempre dei passi indietro che fai durante i tempi di sviluppo di una band, e ci siamo passati anche noi. Abbiamo fatto molti errori in passato, ma questi vanno fatti dato che è anche importante farne. Per esempio, siamo passati attraverso un periodo nerissimo durante la pubblicazione di "Abyss" e "Opaque" per molti aspetti, ma non c'è bisogno di segnalarne i dettagli. Ecco perchè il tempo che intercorre tra quei due album è così lungo. Ciò che importa maggiormente alla fine è trovare i giusti membri della band, persone che non sono solo i tuoi compagni ma molto di più, i tuoi veri amici. Una volta che hai trovato questo, hai solo bisogno di andare avanti e non smettere di divertirti con ciò che fai.

 

Mi ha colpito l'efficacia del videoclip di "Black Frost". Cos'è che preferite di più di questo video?

 

Volker: Con questo siamo andati sul semplice, allo stesso modo dei nostri singoli "Opaque" e "King Delusion". "Black Frost" all'inizio era stato pensato come un lyric video, ma tutti noi li troviamo piuttosto noiosi. Quindi abbiamo pensato di fare un semplice video in cui suoniamo. Siamo molto felici del risultato. Dirk Behlau ha coordinato i lavori, è anche autore del videoclip di "King Delusion". È fantastico lavorare con lui, perchè riesce a catturare l'atmosfera che vogliamo trasmettere con le nostre canzoni con scene semplici ed efficaci e con l'uso appropriato dei colori. Personalmente ciò che mi piace di più del video è il suo tono freddo.

 

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Le vostre influenze sono molteplici (Katatonia, Opeth, Paradise Lost). Quali dischi avete nella vostra collezione personale? E qual è il più stravagante?

 

Raimund: Ho un'enorme collezione di CD e vinili, ci sarebbe troppo da menzionare. Spazia dall'heavy metal classico degli Iron Maiden o dei Judas Priest, passando attraverso band death metal tecniche come Obscura o Gorod fino ai lavori rock classici dei Deep Purple. La roba più "stravagante" potrebbe essere la mia colezione delle colonne sonore di Star Wars. Le ho tutte nella mia collezione e mi piace ripercorrere i film nella mia mente mentre ascolto i grandi lavori del leggendario John Williams così come quelli più recenti di altri compositori come John Powell (che ha fatto un lavoro pazzesco nella colonna sonora di "Solo" - non c'è bisogno che ti piaccia il film per crederlo).

 

C'è una band o un musicista con cui avreste il piacere di collaborare, dal vivo o in studio o in entrambi? Obscura, Hate Eternal o Darkthrone? E perchè?

 

Raimund: Potrebbe suonare un po' un cliché, ma mi piace lavorare con i miei compagni. Ci sono così tante grandi band su questo pianeta ma sono ciò che sono per via dei membri coinvolti. E penso che sia semplicemente incredibile! Per cui, venendo ai Nailed to Obscurity, ciò è fantastico perchè siamo noi come gruppo!

 

In alcune band (Slayer, Burzum, Mgla) emergono alcuni messaggi politici piuttosto ambigui. Come percepite questo tema? Può una persona essere apolitica nelle vesti di musicista? È anche possibile valutare la musica separatamente dagli orientamenti politici dei suoi autori?

 

Volker: So che questo è un tema difficile nell'ambito della scena metal per molte persone, ma per me è un argomento che ha una risposta semplicissima. I gruppi musicali, specialmente con la loro funzione di modello per un sacco di giovani, dovrebbero essere attenti e consapevoli sugli effetti che le loro affermazioni hanno. Per me non è giusto supportare band con visioni politiche ambigue o altre opinabili. Che significa non comprare la loro musica nè merchandise di alcun genere. Sicuramente l'avere visioni ottuse non significa che la musica di per sè debba fare completamente schifo. Ma, per quanto ne so, visioni ottuse e musica schifosa vanno a braccetto fortunatamente. Onestamente, quando vengo a conoscenza di fattori così problematici relativi ad una band, non sarò mai in grado di godermi la loro musica in prima istanza.

 

Raimund: Niente da aggiungere su questo.

 

Recentemente siete stati in tour attraverso il Regno Unito e l'Europa con Soilwork, Jinjer e Amorphis. Quali sono i vostri rapporti con queste band sul palco e fuori? Mi sembra una bella compagnia...

 

Raimund: Alcuni di noi avevano già incontrato alcuni membri degli Amorphis ma - parlando a nome di tutti noi - non conoscevamo le singole persone in questi gruppi prima del tour. Ma sono davvero tutti umili e simpatici, molto focalizzati e anche professionali. È un bel gruppo e siamo molto orgogliosi di averne fatto parte.




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