Michael Romeo (Michael Romeo)
Un fiume in piena di creatività e voglia di divertirsi facendo ciò che ama. Questo, in sintesi, è Michael Romeo, storico leader dei Symphony X (leggi la nostra recensione di "Underworld") che torna a rispondere alle domande di SpazioRock a distanza di sette anni (leggi qui la nostra precedente intervista). Vi avevamo mostrato in anteprima il video del singolo "Djiin" ma ora vi regaliamo una bellissima intervista sul nuovo "War Of The Worlds, pt.1". Buona lettura!
Articolo a cura di Federico Falcone - Pubblicata in data: 26/07/18

Ciao, Michael bentornato su SpazioRock, come te la passi? Immagino che tu sia indaffarato e allo stesso tempo emozionato per l'imminente uscita del tuo album da solista!

 

Sto bene, grazie, anche se sono abbastanza preso dall'uscita del disco. Ammetto che mi sono divertito a realizzare l'album e, quindi, è inevitabile essere anche emozionato per la sua pubblicazione. Spero davvero vi piaccia. 

 

Quando hai iniziato a dedicarti a "War Of The Worlds/Pt 1"? Quanto tempo ha impiegato la sua lavorazione?


A grosse linee all'inizio del 2016, quando ho provato a pensare a come avrei voluto realizzare un disco da solo. Solo all'inizio del 2017, però, e per i successivi cinque mesi, mi sono dedicato alla composizione dei brani e al metterli assieme in modo efficace. Intorno a maggio abbiamo terminato le parti di batteria e ho passato l'estate a lavorare alla chitarra e alla sezione orchestrale. In ultimo, invece, mi sono concentrato sulle voci. Perciò diciamo un anno, all'incirca, per il confezionare il tutto. Aggiungo, inoltre, che c'è una seconda parte. Infatti, sia la musica composta per questo album che per il suo seguito è stata scritta in quel periodo, oltre alla maggior parte delle registrazioni. Posso dire, quindi, che stavo elaborando contemporaneamente due album da solista (ride, ndr.).

 

Gli album solisti nascono per due ragioni: o perché ci si vuole discostare dal sound e dai temi proposti con la propria band o perché si vuole intraprendere una carriera solita. Ti riconosci in uno di questi temi? 

 

Diciamo che ho iniziato a pensarci lo scorso anno, nel mentre i Symphony X stavano per prendersi una pausa. Questo mi ha dato, quindi, l'opportunità di dedicarmi ai miei progetti da solista, compreso uno studio album. Il problema principale, infatti, era sempre il poco tempo a disposizione, ma, tra la pausa con la band e le idee ben chiare in testa, ha funzionato tutto per il meglio. 

 

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Il titolo del full-length e i temi in esso presenti si riferiscono alle opere di H.G.Wells. Si tratta di un concept album? In che modo hai adattato la tua musica alle atmosfere e ai messaggi presenti in questi libri? E' stato, forse, questo l'aspetto più delicato da curare?


Sì, in parte sì. Quando ho iniziato il processo di songwriting volevo che l'album fosse il più orchestrale possibile e, come dici tu, al tempo stesso molto cinematografico. Non ci sarebbero stati solo i soliti riff pesanti e gli elementi prog, ma anche tante parti chitarristiche ben amalgamate con quelli orchestrali. Stavo cercando un titolo adatto e, così, ho pensato che sarebbe stato figo chiamarlo "War Of The Worlds". Ma non è una rivisitazione del lavoro di Wells, l'ho usato solo come impronta, come richiamo. A volte i testi hanno quel pizzico dello stile dello scrittore, a volte i "Worlds" sono quelli della politica, o della religione ecc... Per cui ogni canzone è diversa.

 

C'è un elemento del sound generale dell'album che mi ha colpito: la presenza di passaggi orchestrali che sembrano perfetti per fare da colonna sonora a un certo tipo di film. Quanto è importante per te questa componente di teatralità?


Giusta osservazione, mi fa piacere. Volevo che sul disco fossero presenti anche le atmosfere tipiche della fantascienza e dell'epic space. Sulla falsa riga di John Williams e della sua colonna sonora in StarWars che, lo ammetto senza problemi, è tra le mie opere preferite. Tuttavia, nessuno avrebbe potuto eguagliare quella magistrale colonna sonora. Ho solo cercato di fare del mio meglio. Spero di esserci riuscito.

 

"Fucking Robots" presenta elementi dubstep, onestamente una novità per i tuoi fan. Ammetto di essere rimasto spiazzato al suo ascolto. Di la verità, ci volevi cogliere tutti di sorpresa!

 

(Ride, ndr.) Anni fa ho sentito per caso i miei figli ascoltare quel genere e ho pensato che fosse figo o, comunque, interessante. Ricordo di aver pensato: "e se aggiungessi alle parti di chitarra e del songwriting qualcosa del genere? Uscirebbe un sound diverso dal solito..". Considerando che per questo lavoro volevo produrre qualcosa di realmente diverso da ciò che realizzo con i Symphony X, quelle vibrazioni mi sembravano lo spunto adatto da cui attingere per dare sfumature insolite alla mia proposta. Poi, sai, bisogna anche sapersi divertire quando si suona e quando si compone. E' andata così, senza grossi problemi.

 

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Per questo album ti sei affidato a una line-up ben definita, anziché a una serie di guest come fanno in molti. Come dobbiamo leggere questa scelta? Alcuni potrebbero pensare che si tratta di una vera e propria band, invece di un semplice side-project. I fan dei Symphony X devono preoccuparsi?


Ma no, dai. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. È davvero tutto molto semplice. Per quanto riguarda il mio album volevo coinvolgere alcuni amici che conosco da anni. Quindi possiamo dire che si tratta solo di un gruppo di amici che suonano assieme. Il mio album solista e i Symphony X sono due cose a parte. Cosa c'è da preoccuparsi? Niente, state tranquilli.

 

Nella presentazione di "War Of The Worlds/Pt1" ha usato il concetto di "divertimento" per descrivere il tuo stato d'animo al momento della sua lavorazione. Vuoi, forse, dire che i Symphony X questa emozione si stava perdendo?


No, assolutamente no e ci tengo a precisarlo. Ogni volta che faccio musica e imbraccio la mia chitarra si tratta di essere creativi e sapersi divertire. Ci tengo a tranquillizzare i miei fan e quelli dei Symphony X.

 

Quanto dobbiamo attendere prima che esca la seconda parte di "War Of The Worlds"?


Come ho detto prima, ho scritto praticamente due album pieni di materiale. Sapevo che sarebbe stato diviso in due parti ma siamo andati avanti e abbiamo registrato la batteria, il basso e le chitarre del secondo album. Non mi ci vorrà molto per concluderlo, mancano solo le parti vocali, gli assoli di chitarra e qualche ritocco alla parte orchestrale, davvero poco.

 

Grazie per la tua disponibilità. Vuoi salutare i lettori di SpazioRock e i tuoi fan italiani?

 

Prima di tutto, grazie per l'intervista. Un grazie enorme a tutti i fan che, negli anni, hanno dato supporto a me e alla band! Ci vediamo presto.




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