Nati da una costola del progetto Swordfish, i nostrani Masstang ci raccontano la genesi della loro nuova proposta e ci introducono alla club culture. Il tutto con lo stesso piglio genuino e "tosto" del loro primo lavoro: "Visioni"." />

Masstang (Dante Saudelli)
Nati da una costola del progetto Swordfish, i nostrani Masstang ci raccontano la genesi della loro nuova proposta e ci introducono alla club culture. Il tutto con lo stesso piglio genuino e "tosto" del loro primo lavoro: "Visioni".
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 27/11/16
Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock.it! Per chi ancora non vi conosce, partiamo presentandovi con le tre parole che avete scelto per descrivere il vostro progetto, i Masstang, su Facebook: "Dirompente, visionario, ostile." Ascoltando la vostra musica mi viene facile concordare sulle prime due ma onestamente trovo che il feeling che trasmettete, soprattutto considerando il messaggio di "Black Days", sia positivo. Quanto di quell'ostile è semplice facciata richiesta dal ruolo? Chi è il vostro nemico?

Ciao Costanza, sono Delli (Dante Saudelli) e risponderò con piacere, a nome di tutta la band, alle tue domande. In verità il termine "ostile" deriva dal fatto che in Italia sembrano non venire mai presi in considerazione generi musicali che vadano al di fuori delle mode del momento... Così che tutto diventa quasi impossibile. Siamo ostili nei confronti del "sistema musica", dei talent show e di tutta l'ipocrisia che gli gira intorno. Siamo ostili al modo di fare musica mordi e fuggi ma, come è scritto in "Black Days" (il nostro primo singolo) "never give up!". Ok lo ammetto, anche un po' di facciata ci sta!


Sbaglio o il video di "Armonix", il secondo singolo estratto da "Visioni", il vostro ultimo lavoro, sembra quasi la replica a chi, in passato, ha tentato di tarparvi le ali o comunque non ha creduto nel vostro potenziale? A questo punto del vostro percorso, c'è un messaggio che volete trasmettere a chi oggigiorno lotta quotidianamente per portare avanti la propria passione?

"Armonix" è l'ultimo pezzo dell'album che abbiamo scritto, ed è uscito subito bene. Nessuno può sapere cosa succede dentro di noi quando i meccanismi si rompono, e le conseguenze che portano alcuni gesti. Siamo soli a combattere e a decidere il nostro destino, e questo messaggio di tenacia e di rivincita è presente in tutto il disco. Una replica a chi ha tentato di tarparci le ali? È ancora presto per cantare vittoria, la strada è lunga, ma quel messaggio sta covando dentro e prima o poi arriverà. Diretto!


Avete indicato due band oltremanica, gli Chase n Status e Nero, tra le vostre fonti di ispirazione. Quanto è diffusa la club culture in Italia? Quali sono i ritrovi e i locali che consigliate a chi fosse interessato a frequentare questo ambiente ed approfondire questo genere?

Io credo che la club culture sia diffusa ma latente, nel senso che la gente conosce molti brani e molti artisti internazionali più di quanto si possa pensare, si informa e a volte, anche se non sa di chi sia quel brano nello specifico, viene apprezzato e ballato. Purtroppo non ci sono gli spazi dove viene suonata e molti locali storici, come il Velvet di Rimini che è stato un punto di riferimento europeo, stanno chiudendo. Abbiamo avuto la possibilità di suonare in spazi autogestiti in diverse città come Bologna, Bergamo, Milano, Macerata e via dicendo, dove c'è la possibilità di suonare generi di musica più spinti e credo che questi spazi vadano tenuti da conto e protetti perché fanno il bene della musica e non del portafogli. Quindi consiglierei a tutti di guardare anche la programmazione che fanno i Centri Sociali, oltre che i club "ufficiali".


I Masstang rappresentano l'evoluzione di un progetto precedente: Swordfish. Quale è la stata la scintilla, o big bang che dir si voglia, che ha innescato questa seconda line-up? A cosa dobbiamo il nome della band?

Swordfish è stato un progetto molto importante e cazzuto. Dopo 10 anni di attività Bouli, l'MC che cantava precedentemente, ha dovuto lasciare la band per motivi personali. Senza rifare un doppione del progetto abbiamo pensato a una soluzione totalmente diversa e quindi ci è venuta l'idea di provare con una voce femminile. Conoscevamo già Mari, perché aveva collaborato precedentemente con noi e gli abbiamo proposto di entrare nella band. Poi, confrontandoci anche con il nostro produttore BONNOT, l'evoluzione musicale è arrivata di conseguenza. Il nome MASSTANG è stato un parto plurigemellare, immaginatevi quanti nomi abbiamo tirato fuori ma che per un motivo o per un'altro abbiamo scartato. Comunque volevamo qualcosa che richiamasse la MASSIVE, la velocità, la forza, e quindi abbiamo storpiato il nome Mustang (una razza di cavalli selvaggi, quelli degli indiani per intenderci) con MASSTANG.

 

In che modo l'arrivo di Mari in squadra ha contribuito alla scrittura e al carattere di "Visioni"?

 

Beh, è lei la voce, quindi è uno dei segni principali di riconoscimento. Non dico che sia stato tutto facile, perché abbiamo dovuto tutti approcciarci alla scrittura dei pezzi in maniera totalmente differente da come facevamo prima, e ci abbiamo messo un po' di tempo. Ora che il meccanismo è in funzione, le cose stanno uscendo molto più velocemente e la personalità di Mari spicca sempre di più. Non vi nascondo che abbiamo già altri pezzi pronti, oltre a quelli presenti nel disco.


Credo che per noi avvezzi ad un approccio più convenzionale (strumentalmente parlando) alla musica, quello che incuriosisce di più riguardo a una proposta come la vostra sia come riusciate a conciliare chitarra e basso alle "macchine". Come si impara a scrivere pezzi di questo genere?

Ormai sono tanti anni che facciamo musica con basi elettroniche, ma vi posso assicurare per esperienza che è più difficile che suonare con un batterista. Bisogna conoscere un sacco di cose tecniche per non far accavallare le frequenze e far si che tutti i suoni rendano al massimo e soprattutto occorre essere sempre aggiornati; ma è divertente e ti permette di valutare un sacco di alternative, a volte anche troppe, e poi non si riesce a decidere. Comunque io (chitarra) e Zico (basso) abbiamo radici rock/metal e il "fattore umano" degli strumenti è sempre stato un punto cardine.


Di "Black Days" mi ha colpito in particolare la forza del verso: "la testa si è riaccesa a quattro passi dalla fine". Si riferisce forse a un episodio particolare della vostra esperienza personale? Cosa fate voi quando avete bisogno di reagire nei giorni peggiori? Basta davvero alzare il volume?

"La testa si è riaccesa a 4 passi dalla fine" ... per fortuna. Tutti noi, chi più chi meno, ha attraversato dei periodi bui, dove veramente la testa ha vacillato attraversando pensieri che non ci sarebbero mai venuti in mente prima. Per fortuna la musica è stata quell'àncora di salvezza con la realtà. Alzare il volume è anche in senso metaforico, è come dire "dai cazzo, rialza la testa, guarda avanti, fatti sentire". Nei giorni peggiori possono nascere belle canzoni... quindi suoniamo.


Quali programmi avete in cantiere per il 2017?

 

Sicuramente vorremmo suonare il più possibile perché ci piace farlo. Organizzare un tour consistente per far conoscere il nostro progetto a più gente possibile, partecipare a qualche festival, collaborare con altri artisti e magari uscire subito con un nuovo EP visto che di materiale già ne abbiamo. Ci diamo da fare!


Prima di salutarci vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato e vi invito a lasciare un messaggio ai nostri lettori... e perché no, a tentare di trascinarli verso lidi più elettronici!

 

Noi ringraziamo te e tutto lo staff di SpazioRock. Ai lettori vorremmo lasciare un messaggio preciso che è quello che ci ha sempre contraddistinto NEVER GIVE UP.... MAI MOLLARE. Anche se i risultati non arrivano, anche contro tutte le difficoltà del mondo, anche se sembra tutto inutile, alzare la testa e avanzare, passo dopo passo, ci farà sentivi più vivi! Un abbraccio a tutti!

 

P.S. Per chi ama pezzi più tosti consiglio l'ascolto della traccia "VISIONI" a tutto volume! C'è anche l'assolo di chitarra! Daje!

 

CLICCA E GUARDA I VIDEO DI:

ARMONIX

BLACK DAYS




Speciale
Layne Staley Italian Tribute 2017

Speciale
40 anni di Punk

Speciale
Time Machine V: The Doors

Intervista
Green Day's American Idiot: Roberta, Marco, Orazio

Speciale
PREMIERE: guarda il nuovo video dei Satan Takes A Holiday

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta in streaming il disco dei Thebuckle