Marko Hietala (Marko Hietala)
Abbiamo fatto una chiacchierata con Marko Hietala, storico membro dei Nightwish, in occasione dell'imminente uscita del suo nuovo album "Pyre Of The Black Heart", primo lavoro solista. 
Articolo a cura di Marta Scamozzi - Pubblicata in data: 22/01/20

Ciao Marko. Come stai? Come sono andate le vacanze invernali?

 

Bene! Ho momentaneamente abbandonato la Finlandia, per andare al mare a prendere un po' di caldo... ogni tanto ci vuole!

 

Parliamo immediatamente del tuo nuovo album, che uscirà il 24 di gennaio, "Pyre Of The Black Heart". Ritengo sia stata una scelta molto ineressante scrivere l'album prima in finlandese e successivamente, un anno dopo, pubblicare la versione inglese. Parlando di scrittura, che differenza trovi tra queste due lingue?

 

La mia lingua madre è il finlandese, quindi in un certo modo trovo che scrivere in finlandese sia molto più naturale. Esprimere i sentimenti è più semplice, quando si tratta di farlo nella tua lingua madre. Per quanto riguarda "Pyre Of The Black Heart", quando è uscita la versione finlandese, lo scorso anno, le reazioni dei fan sono state molto positive... ma non era inusuale una certa frustrazione dovuta all'incomprensibilità della lingua! Per questa ragione, penso che una versione inglese fosse proprio quello che ci voleva.

 

Diresti che c'è un tema centrale che guida l'album?

 

Non proprio, ma considerato che si tratta unicamente di un mio prodotto, nell'album sono totalmente messe a nudo le mie esperienze e le mie emozioni. Si trovano anche tematiche epiche, ma in generale lo considero un lavoro molto introspettivo.

 

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Pensi che scrivere una album solista sia fondamentale per avere la possibilità di esprimere totalmente la tua musica?

 

In questo caso, lo è stato. Per me "Pyre Of The Black Heart", oltre che un'occasione per mettermi a nudo, è stata una scusa per sperimentare nuove soronità, che a tratti sfiorano il prog; cosa che, per esempio, nei Nightwish non si ha sempre l'occasione di fare. Senza sbilanciarmi, ritengo che questo sia stato un album scritto in gran parte per me stesso, senza il bisogno di preoccuparmi troppo di un'audience. Non nascondo che, alla luce di ciò, la reazione alla pubblicazione di un album solista da parte dei fan mette sempre un po' più pressione rispetto a un album dei Nightwish.

 

Hai accennato al sound di questo album. Come lo definiresti, nello specifico? Io lo considererei più vicino al prog, che all'heavy metal.

 

Esatto; per qualche ragione l'album suona più progressive che heavy metal... parlando unicamente di sound; non a livello di tempi. Trovo che l'esperienza musicale offerta da "Pyre Of The Black Heart" sia molto atmosferica ed evocativa. Ci sono influenze di rock anni settanta, che ricordano più che altro band di rock classico o progressive classico, ti nominerei i Jethro Tull, per esempio.

 

Senti, perchè la Scandinavia è una terra così fertile per la musica metal? È perché non potete uscire spesso in inverno, quindi vi chiudete in casa a suonare?

 

Sì, ma solo quando abbiamo finito la vodka. Comunque, per quanto mi riguarda, ricordo di essere cresciuto circondato dal metal! In altri paesi europei non è così, ma in Finlandia ci sono talmente tanti stimoli musicali, e sono così tante le band da cui prendere ispirazione, che crescere in quella direzione lo ricordo come un processo abbastanza naturale. Penso che anche la mia personale passione per la cultura folk abbia contribuito a sviluppare la mia fantasia musicale in quel senso.

 

Cosa mi dici dei tuoi progetti e le tue collaborazioni future?

 

Ci sono, ovviamente, progetti con i Nightwish. Per quanto riguarda gli artisti con cui vorrei collaborare... sono veramente troppi, non saprei da dove cominciare ad elencarli, e anche se lo sapessi, probabilmente non potrei...

 

E per quanto riguarda i Tarot, invece?

 

Quello, almeno per ora, è un capitolo chiuso. La morte del batterista ha davvero lasciato un solco profondo in ognuno di noi, manca davvero una parte importante a livello emotivo per poter pensare di andare avanti in qualche modo.

 

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Stai per iniziare un tour europeo a febbraio. Quali sono le tue aspettative a riguardo? Immagno che sarà un'esperienza leggermente diversa rispetto a qualsiasi tour con i Nightwish...

 

Be', innanzitutto, non vedo l'ora di presentare questo album in una lingua comprensibile a tutti! Detto ciò, mi aspetto che ci sarà una fetta di fan che apprezzerà moltissimo il lavoro, mentre un'altra che rimarrà delusa, essendo musicalmente un prodotto molto diverso rispetto allo stile Nightwish. Conto anche su una parte di fedelissimi che mi seguiranno e apprezzeranno perché mi apprezzano come musicista, e accettano qualsiasi mia sperimentazione. Vedremo... sono molto curioso, e non vedo l'ora!

 

Ultima domanda: qual è la cosa più importante che hai imparato, nei tuoi lunghi anni da musicista?

 

Andando avanti con gli anni, ho capito che solo una cosa è veramente importante per me, e più invecchio, più cerco di concentrarmi su quella: provare a essere una brava persona. Evitare di essere uno stronzo. Sembra una cosa banale, ma non lo è; perché quando le cose non vanno come vorresti, quando le opportunità che la vita ti offre non sono quelle che ti meriti, la tentazione è quella di giocare sporco. Tante volte non te ne accorgi nemmeno, e ti trovi a comportarti male senza nemmeno rendertene conto. La cosa che ho cercato di imparare, è utilizzare le mie energie per evitarlo.




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