Brain Distillers Corporation (Marco 'Pascoso' Pasquariello)
In attesa di vederli calcare i palchi delle Officine Sonore di Vercelli (VC) e del Rock N Roll Club di Rho (MI) i prossimi 23 giugno e 13 luglio, abbiamo fatto due chiacchiere con il cantante e frontman dei Brain Distillers Corporation, Marco Pasquariello, per scoprire di più sulla band e sul loro nuovo lavoro, da poco rilasciato, "Medicine Show".
Articolo a cura di Isadora Troiano - Pubblicata in data: 08/06/18
Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock! Iniziamo subito parlando del vostro nuovo album,  "Medicine Show", come sta andando finora?
 

Ciao a tutti e grazie per l'opportunità innanzitutto. Siamo molto entusiasti delle ottime recensioni e dei riscontri super positivi da parte di chi ha ascoltato il nostro lavoro in questi ultimi due mesi.

 

Si tratta di un album molto ambizioso che avrà sicuramente impatto sulla scena italiana. Vuoi parlarci di com'è nato questo disco?

 

Doveva essere il disco che confermasse il nostro sound. L'aspetto fondamentale del nostro nuovo lavoro è il fatto che le canzoni possano essere ascoltate e apprezzate al di là dei confini Italiani. Quindi auspichiamo che possa essere accolto con entusiasmo anche all'estero.

 

Vorrei approfondire i temi trattati nelle vostre canzoni, quali sono e come si sviluppano nel nuovo lavoro, anche rispetto alle vostre release precedenti?

 

Le parole delle canzoni, raccontano di amore, speranza, conflitti, violenza, tutto quello che rappresenta il mondo contemporaneo, che viviamo più o meno da vicino, dallo sguardo di chi un po' di "stagioni" le ha vissute. È un lavoro più maturo sia dal punto di vista delle strutture musicali che dal punto di vista dei contenuti.

 

Il vostro stile è molto vario e diversificato e si sente nel disco, ad esempio colpisce molto il brano "Nezara Viridula", con le sue sonorità particolari, quasi orientaleggianti. Ciò spinge a chiedere: come funziona il vostro processo creativo al livello prettamente musicale? 

 

Francesco e Matteo, i due chitarristi della band creano "le fondamenta" per quello che concerne la parte strumentale/musicale. Io mi occupo delle linee vocali e delle parole delle canzoni. In linea di principio andiamo molto d'accordo nel songwriting.

 

Nel vostro "Medicine Show" sono evidenti le influenze grunge, basti pensare a brani come la title track o "Convince Me", inoltre avete inserito il bellissimo tributo agli Alice In Chains, da cui siete evidentemente ispirati. Quali altri generi e band sono alla base del vostro sound?

 

Il nostro è un sound contaminato da diverse stili e generi musicali. Dentro ci si trova tracce di blues, metal, southern rock.... La cover degli Alice in Chains è un tributo ad una delle band che abbiamo amato ed acoltato.

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Parliamo un po' delle vostre origini, quando e come sono nati i Brain Distillers Corporation?

 

I BDC nascono alla fine del 2013. Frank e Teo hanno chiamato a raccolta Luca e Fabry al basso e alla batteria. Io conoscevo da qualche mese Frank che mi ha proposto di entrare a far parte della band. Il progetto mi ha convinto immediatamente.

 

Tra gli appuntamenti dal vivo in programma, vi aspettano anche due importanti date alle Officine Sonore di Vercelli e al Rock N Roll di Milano, due dei locali più importanti al momento per la musica live tricolore. Ci sono altre date in programma nel vostro futuro?

 

Suoneremo nei due locali che hai menzionato per concludere la stagione. L'anno prossimo saremo impegnati in una serie di 10 date all'estero. Toccheremo Austria, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Speriamo di poter avere il riscontro che abbiamo avuto qui a casa nostra.

 

A chi vi piacerebbe aprire su un palco come quello di Imola, tanto per puntare in alto e chi vorreste vi faceste da spalla se vi concedeste per un attimo di sognare a occhi aperti?

 

Ci piacerebbe aprire per una band che amiamo. Black Label SocietyBlack Country Communion, Alice in Chains, Pearl Jam.... già questo sarebbe un sogno. Figuriamoci pensare di avere una big band ad aprirci...

 

La vostra storia come band si sviluppa in un panorama musicale sempre più dominata dai social network e dallo streaming, come hanno influito sulle vostre scelte queste realtà? E quanto vi hanno aiutato nel promuovere la vostra musica?

 

Difficile risponderti con poche parole. Ognuno di noi cinque ha un'opinione diversa in merito. 
Per quanto mi riguarda credo che l'opportunità di produrre e diffondere musica sia maggiore. D'altro canto i "danni" che il settore dell'audio/video ha subito nell'era di Internet sono enormi e incalcolabili.
  

Avete collaborato con artisti di altissimo livello, basti solo citare il grande Stef Burns, il cui nome parla da solo, e avete aperto per band di spicco del panorama italiano. Con quali altri artisti italiani vi piacerebbe collaborare?

 

Non abbiamo idee al momento. In futuro, ci piacerebbe poter invitare a suonare un chitarrista o un cantante tra quelli che stimiamo nel panorama internazionale.

 

Cosa ne pensi dell'attuale scena musicale nostrana? C'è ancora spazio per il rock o dobbiamo arrenderci ai talent show?

 

Si continuerà a creare, suonare, dipingere, scrivere libri...come sempre. Ci saranno alti e bassi, cambieranno i mezzi, ma l'essere umano avrà bisogno di comunicare ed emozionare.

 

Grazie per il vostro tempo, per concludere vi inviterei a lasciare un messaggio per i lettori di SpazioRock.

 

Lunga vita alla musica. Un abbraccio a tutti.




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