Luca Turilli's Rhapsody (Luca Turilli)
Dai rapporti con i suoi vecchi Rhapsody Of Fire al suo amore per le colonne sonore, dalla religione al cantato in italiano: Luca Turilli ci racconta tutto del suo credo musicale, e della sua visione spirituale della vita.
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 11/06/15

Buongiorno Luca, parliamo subito del nuovo disco. Le novità sostanziali che ho trovato sono l'utilizzo più intenso di suoni e armonie orientali, oltre che un uso più frequente dell'italiano nei testi.

 

Si, assolutamente. Soprattutto l'uso dell'italiano. Di album in album ormai aumentiamo sempre di più le parti nella nostra lingua.

 

Ecco, ma secondo te c'è un perché? Solo perché suona meglio con la tua musica o anche, per esempio, per spirito nazionalista?

 

Guarda, spirito nazionalista proprio no. Io non ho mai votato per alcun partito politico in Italia. Ho scoperto attraverso il mio percorso spirituale che "quando sei niente, sei tutto". Per cui far parte di una squadra è veramente limitante per lo spirito. E' per la bellezza della lingua italiana, del canto italiano. Tu lo sai bene, prima dell'heavy metal nelle mie grandi influenze ci sono grandi cantanti italiani che ascolto ancora oggi.

 

Una volta mi parlavi anche di Al Bano.

 

Si, Al Bano. Ma anche Adriano Celentano, Massimo Ranieri, o Mino Reitano che per me era un grandissimo: ci sono certe sue canzoni, specialmente quelle in tonalità minore, degli anni '70 che sono davvero fantastiche. Penso ai '70, a quei programmi Rai che passano ogni tanto in orario notturno tipo Canzonissima... c'erano canzoni bellissime: sono quelle che mi hanno influenzato, sin dagli inizi, perché quando ero piccolo guardavo sempre questi programmi in replica. Poi ho cominciato con la musica classica, ma il mio amore per la melodia vocale arriva anche da quella musica italiana. Questo album è molto complesso musicalmente, ma se guardi le linee vocali sono molto melodiche.

 

Il fatto del linguaggio italiano poi ti da due grandi vantaggi allo stesso tempo: prima di tutto, nel momento in cui Alessandro canta le canzoni in italiano non ha bisogno di stare a pensare alla pronuncia in inglese, ma può concentrarsi esclusivamente sull'interpretazione. Ed è già un vantaggio incredibile.

 

E secondo: la bellezza del suono. A tutti noi piace da morire, tanto che anche il mio tecnico del suono, Sebastian Roeder, quando registriamo le parti vocali a Kempten in Germania e passiamo da una canzone in inglese ad un'altra in italiano la prima cosa che mi dice sempre: "Ma perché non fai tutto l'album in italiano?"

 

Infatti era la prossima domanda che ti avrei fatto.

 

Ci hanno proposto di tutto, persino di fare due versioni distinte. Una in inglese, l'altra in italiano. Però a dir la verità, soprattutto riguardo l'album a cui ci stiamo riferendo (Prometheus) che è lungo 70 minuti, a me piace avere la varietà nello stesso album, mi piace passare dal latino all'inglese all'italiano proprio per avere nello stesso disco canzoni che suonano in modo differente e che offrono una certa varietà di ascolto.

 

L'elettronica di alcuni punti del disco mi ha ricordato molto da vicino il progetto Luca Turilli's Dreamquest.

 

Si. Ho sempre avuto un grande amore per la musica elettronica. Ovviamente prima non potevamo usufruire di quei suoni. Ma se senti qualche mio album solista -soprattutto il terzo- c'era già qualcosa di elettronico. Poi si il Dreamquest assolutamente, che era per un altro tipo di mercato. E adesso coi nuovi Rhapsody potendo affrontare differenti tematiche e argomenti in ogni canzone non avendo una saga da rispettare posso veramente comporre di tutto e di più; in certe canzoni che vorrei far suonare più moderne usufruisco di questi suoni.

 

Io adoro le colonne sonore di una decina di anni di film come Resident Evil, dove c'era l'orchestrazione tipica che iniziava a legarsi a questi nuovi suoni più moderni ed elettronici. Poi adesso con le nuove pellicole come Interstellar, Amazing Spiderman ecc... è veramente fantastica la connessione tra l'orchestra tradizionale mista all'impatto elettronico. Per cui, siccome ho una gran passione per il cinema, seguo un po' l'evoluzione delle colonne sonore con i Rhapsody.

 

Adesso poi hai anche fondato la Luca Turilli Music Production per questo tipo di cose...

 

Si, infatti. Appena avrò il tempo di respirare, potrò dedicarmi appieno a questa entertainment industry grazie alla partnership con un collega americano. Ed ecco che il discorso che stiamo facendo ha ancora più senso: dovendo fare musica per videogames o altro e quindi scrivere questo tipo di orchestrazioni connesse più a suoni di impatto moderno, mi viene più naturale buttare giù composizioni dello stesso genere anche per i Rhapsody.

 

Anche se in un'intervista di dieci anni fa, alla mia domanda se non fosse l'ora di comporre le colonne sonore dei film, vista la tua grande passione cinefila, tu rispondesti che probabilmente non l'avresti mai fatto per il semplice motivo che ci sono degli schemi pre-imposti incredibili.

 

Si, in effetti è così. Con i Rhapsody ho tutte le libertà che voglio, al 100%. Compongo quello che voglio (che vogliamo) e poi consegno il prodotto alla casa discografica. Nel mondo di Hollywood è diverso, devi fare mille meeting con produttori, registi ecc... e ti senti molto stretto nella composizione.

 

Infatti, mi dicesti proprio di sentirti molto stretto nella composizione per quell'ambiente.

 

Ora però c'è un altro modo di affrontare questo mercato, dando la musica in licenza. Noi componiamo prima, creiamo una libreria di composizioni e dopo il nostro contatto americano le vende a clienti. A volte però questo procedimento avviene anche segretamente, per cui non so neanche se potrò usare sempre il mio nome e non è molto piacevole.

 

Come una sorta di ghost-writer.

 

Si, infatti. Può far piacere che un tuo demo segreto lo prenda Hans Zimmer. Poi però dopo sembra che il pezzo l'abbia composto Hans Zimmer e non è il massimo, però..

 

Però se poi ti pagano un sacco...

 

Bravo, hai capito tutto. Invece coi Rhapsody ora è una soddisfazione totale, faccio quello che voglio ed è fantastico.

 

Ora infatti ti sento più felice. "Faccio quello che voglio" significa anche non essere costretto a doverti sorbire sempre anche l'altra parte, che era Alex Staropoli (Rhapsody of Fire, ndg). Indipendentemente dal fatto che è un tuo amico... ora tu sei libero di fare esattamente quello che ti piace.

 

No, sai che non direi questo, perché con Alex ci venivamo sempre incontro, finché il pezzo non piaceva ad entrambi. Non è che uno costringeva l'altro a lavorare su cose che non voleva.

 

Però in qualche modo dovevate trovare sempre un equilibrio?

 

Si, era comunque tutto un discorso di ritmi: io lavorerei 26 ore al giorno; ad Alex piace invece prendersela un po' più comoda, e i nostri tempi non spesso combaciavano. Però non fraintendere: con Alex mi vedo sempre, è il mio migliore amico.

 

Hai sentito il loro ultimo disco? Cosa ne pensi?

 

Guarda, l'ho ascoltato una volta e non riesco ad ascoltarlo una seconda. Come ha fatto Alex col mio: una volta in pizzeria parlavamo delle nostre scelte artistiche e lui mi ha detto proprio la stessa cosa. È strano... Provo a spiegarti: abbiamo lavorato vent'anni insieme, il cantante era Fabio, io componevo sempre, poi esce un nuovo album, con lo stesso moniker, sempre con lo stesso cantante, ma non composto da me. Non so come dire, è una strana sensazione.

 

turilliitw02È come se la tua ragazza si trova un nuovo ragazzo e poi ti invita al suo matrimonio.

 

Bravissimo, hai di nuovo capito tutto. Poi comunque, quando vado a mangiare fuori con Alex i Rhapsody sono l'ultima cosa di cui parliamo. Lo split è avvenuto 5 anni fa, ormai per me è preistoria.

 

C'è però una persona, Fabio Lione, che ho intervistato l'anno scorso e non mi è parso felicissimo di com'è andata. Mi disse di essere dispiaciuto che lo split tra te e Staropoli fosse avvenuto senza dirgli nulla.

 

Beh, chi si incontrava da anni e anni per lavorare eravamo sempre io e Alex...

 

Mi ha detto più che altro che avrebbe preferito affrontare la discussione a tre, visto che vi conosceva da quindici anni. E quindi ti chiedo, mancano anche a te quei Rhapsody oppure sei ormai completamente in un altro pianeta e non esiste più il passato?

 

Ma scherzi! A parte che quando affronti un particolare percorso spirituale passato e futuro non esistono: esiste solo il presente. L'energia che scaturisce da te è legata solo al presente, che determina il futuro e conseguentemente dopo anche il passato. L'importante è sempre e solo il presente.

 

Bisogna poi ammettere che la carriera di Fabio sta andando molto bene: è entrato anche negli Angra...

 

Ma si, infatti. Fabio ha una carriera fantastica e sta molto meglio adesso rispetto a prima, no?

 

Si però quei Rhapsody hanno fatto davvero la storia della musica e del power metal.

 

È vero, però devi tenere conto che noi abbiamo concluso un lungo percorso, non l'abbiamo tranciato di netto. Parlavamo di split già dopo l'ottavo album, quando non c'era più il divertimento dei primi giorni ma decidemmo comunque di andare avanti fino alla fine designata, nel rispetto dei fans e di noi stessi, in primis. Il che sottolinea anche l'elemento amicale del tutto. Ovviamente la situazione era tutta concentrata tra me e Alex, componevamo insieme a lungo e poi magari soltanto dopo un anno ci vedevamo col buon Fabio per la fase di pre-produzione. Mi dispiace, sarebbe stato bello condividere lo stesso con lui, ma per forza di cose non fu possibile: noi eravamo di Trieste ed era qui che svolgevamo il lavoro da cui dipendeva tutto.

 

Che sia chiaro però: considero Fabio uno dei più grandi cantanti di sempre, e gli voglio un bene dell'anima. Non ci deve essere il minimo dubbio a riguardo. Ringrazio il destino che mi ha fatto collaborare con un cantante simile. Probabilmente non saremo andati avanti così tanto, con la saga, senza di lui: quando componevamo, io e Alex sapevamo che c'era sempre un grande finalizzatore, che era lui.

 

Apprezzo il fatto che sia dispiaciuto, vuol dire che ci teneva molto. Lo split non fu semplice neanche per me, del resto: dopo tutti i problemi legali, io pensai di lasciar perdere tutto e dedicarmi solo alle colonne sonore o ad altro. Però dopo un po' iniziò a mancarmi il vecchio stile, quella connessione tra una band metal tradizionale e musica cinematografica, e mi ricordai che è questo il genere che mi piace. Dietro quella decisione di separazione però non ci furono aspirazioni da solista, assolutamente. Anche se ora -devo dire-  è il mio miglior momento artistico di sempre. Non potrei mai guardarmi indietro.

 

Sai che comunque qualcuno parla sempre di reunion? Qualcuno di esterno, vecchi affezionati, malinconici che vorrebbero a gran voce i vecchi Rhapsody.

 

Non è possibile, non in questa esistenza terrena. È finita. La saga è conclusa. Sarebbe artisticamente senza senso. Ci siamo accordati io e Alex per non riaprirla mai più. Probabilmente scriverò un libro in futuro per spiegarlo bene: un romanzo con tutti i segreti della saga, ben relazionati. Bisogna capire una volta per tutte che dopo che hai raccontato una storia -su cui hai lavorato per vent'anni e hai concluso- riprenderla sarebbe irrispettoso per me stesso e per i nuovi Rhapsody Of Fire. Loro poi hanno un nuovo chitarrista bravissimo, Roberto, che mi da via almeno 100 volte. Anche perché non avendo più tanto tempo per suonare la chitarra...

 

L'hai sempre detta questa cosa, ma ti sottovaluti.

 

Se tu imbracci la chitarra un mese all'anno solo per comporre le parti per poi andare a suonare sul palco non puoi autodefinirti un buon chitarrista. Io vivo di rendita dai primi anni di allenamento, in cui suonavo 8 ore al giorno. Ringrazio Dio che almeno quando prendo in mano la chitarra per quel mese all'anno le dita ancora si muovono!

 

Diciamo che vivi sulle spalle di Dominique, poveretto.

 

Assolutamente si!

 

Una curiosità: a livello di etichetta, come mai tu sei rimasto alla Nuclear Blast e gli altri Rhapsody sono passati ad un'altra label più piccola, la AFM Records? Nuclear Blast non voleva due Rhapsody nella stessa scuderia?

 

Si, proprio per quello. L'etichetta decise così. Noi, di conseguenza, con una soluzione amichevole, decidemmo di partire entrambi allo stesso identico livello. Ciò ha permesso che tutti e due potessimo tenere il nome Rhapsody. Puoi capire, in un discorso di mercato, quanto sia importante: se ti tagliano il nome, sei finito. Ci abbiamo pensato tanto, ed era ingiusto e illogico che cambiassero loro il nome, c'era anche Fabio che rimaneva con loro. Aggiunsi così al mio progetto il mio nome, in maniera neutrale: ovvio che poi la gente, giornalisti, su Facebook ci chiamano sempre Rhapsody.

 

turilliitw01Torniamo a bomba sul tuo nuovo disco, che a me è piaciuto tantissimo.

 

Grazie, caro.

 

Sai, quando vado a correre lo ascolto: al momento "Il Tempo Degli Dei" è il mio pezzo preferito! È una canzone che mi ha ricordato i primi dischi dei Rhapsody. Tra l'altro c'è anche la voce del famoso sensitivo Gustavo Adolfo Rol... come mai? Fa parte del tuo percorso spirituale?

 

Si, il mio percorso diciamo che è sempre stato costellato da esperienze "soprannaturali", anche se nella mia ottica sono più naturali che mai. Sono soprannaturali solo per le persone che vivono in una prospettiva unicamente materiale, che non le vivono sulla propria pelle. Per me il discorso è stato diverso, ho avuto una vita abbastanza particolare: sai, dal tumore, le metastasi, i dottori che ti dicono che non ci sono più possibilità, poi la guarigione miracolosa. Insomma, mi ha spinto lungo una via in cui ero già orientato... Io e Alex ci siamo incontrati ad un corso di dinamica mentale, eravamo già da adolescenti interessati a una visione non-materiale, ad ampliare le nostre capacità psichiche, alle storie di fantasmi e del mondo spirituale. Però è solo quando inizi davvero a sperimentare che cambiano le cose: io ho avuto una specie di "chiamata" ancora più forte verso questo mondo spirituale, grazie anche al nostro grande Gustavo che è stato un mio grande ispiratore che ha saputo mostrarmi che quando leggi i libri puoi credere o non credere ma quando invece sperimenti tu sai o non sai. Il che è davvero differente. Avere la sua voce registrata, intrappolare la sua presenza in un passo così importante di una mia canzone è incredibile, soprattutto in un pezzo del genere che ha delle liriche da interpretazione ambivalente, come nella migliore tradizione Rhapsody: solo che prima nella saga nascondevamo messaggi o doppi sensi, ora invece parlo di queste cose direttamente, ma continuando sempre a offrire due possibilità di lettura diverse. Sono liriche più poetiche ad un primo ascolto che nascondono passaggi spirituali importanti per chi se intende, in maniera ermetica.

 

Hai dovuto chiedere l'autorizzazione per farlo?

 

No, no. Non avrò nessun problema da lui, dico solo questo.

 

A proposito di testi, mi sembra che ci sia un richiamo al tuo lavoro solista "The Infinite Wonder Of Creation" che già parlava dei miracoli del creato e delle infinite possibilità del genere umano.

 

Ti posso rivelare questo: tutte le liriche e tutti i soggetti affrontati da me -prima nei Rhapsody of Fire con Alex, poi da solista, ora coi nuovi Rhapsody- sono legati ad unico concetto: quello dell'evoluzione spirituale. Non ha niente a che fare con la religione, che parte dalla prospettiva spirituale, ma viene deformata dall'ego umano.

 

Però ci sono alcune religioni come la wicca -lo stavo studiando con i Blackmore's Night-, il neopaganesimo, il druidismo, che sotto certi punti di vista hanno attinenza con quello di cui mi stai parlando.

 

No, no. Il mio concetto riguarda il fatto che tu non ti senti di far parte di qualcosa. Vai oltre. È una sorta di sottomissione al tutto. Monaci tibetani, buddhismo, cristianesimo, alla fine ogni cosa si collega. L'ateo, il pagano, sono solo sotto-insiemi. Solo quando capisci con la meditazione di non appartenere a niente, appartieni al tutto. Ti si aprono nuove dimensioni, a cui ora le ultime teorie scientifiche con fatica si avvicinano e che già migliaia di anni fa le più segrete tradizioni spirituali conoscevano. È l'energia creatrice, che quelli di Ginevra oggi identificano come "energia fotonica primordiale" e che in ambiente spirituale è la luce iniziale da cui è scaturita tutta la materia.

 

Io sono venuto su col Cristianesimo, rispetto i valori di ogni religione quando sono positivi e legati all'amore e al rispetto. Amore non in senso romantico e legato all'ego, ma quello universale che ci lega tutti e ci rende interconnessi con l'energia primordiale, col Creatore, con Dio, chiamalo come vuoi... è comunque sempre da esso che arrivano quei valori che però l'uomo a volte fa propri e deturpa, come spesso vediamo attorno a noi.

 

Volevo ancora chiederti: nel disco c'è un tributo al Signore Degli Anelli, vero?

 

Si, anche se non era pianificato. L'idea è nata due anni fa, quando venni invitato da un amico in Nuova Zelanda. Lì visitai in un tour guidato le location usate nel film. Fui scioccato da quei paesaggi, tanto da vivere un'esperienza spirituale incredibile. Come sai, nei Rhapsody c'era sempre l'amore per la natura: mi ricordo che per i primi album io e Alex andavamo in alta montagna vicino Trieste, subito in Austria, e gridavamo le linee vocali che ci venivano dal cuore. Un'energia incredibile. Da esperienza mistica, appunto. Quando sono tornato decisi di immortalare quella energia di nuovo in musica. Poi la performance di Alessandro nella parte di Gollum è fantastica!

 

Ah ma sai che non avevo capito che non era quello del film ma proprio lui! Fantastico!

 

Si, si. Volevamo avere Gollum direttamente da quelle caverne, con il suo anello e la sua frase in inglese ("My precious") senza ricorrere direttamente al film.

 

È bravissimo!

 

Si, Alessandro è fantastico! Ogni tanto tra una pausa e l'altra dalle canzoni diverte me e il nostro tecnico cantando linee vocali in arabo o cose del genere.

 

turilliitw03Io lo conosco da anni, è inoltre molto simpatico e disponibile: oltre a un grande artista hai trovato sicuramente un ottimo amico.

 

Si, ho sempre avuto la fortuna di lavorare con gente fantastica. Altrimenti non ci lavoravo insieme.

 

Sicuro? Sempre? E Olaf Hayer, di cui odiavi l'abitudine di fumare di continuo?

 

Ma no! Lo adoro! Era in senso ovviamente benevolo..!

 

A proposito, sai dove sia finito Olaf oggi?

 

No, non ne ho proprio idea. Tentai di contattarlo mesi fa per sapere come stava, ma non ci sono riuscito. Non ho la sua mail, niente. Ho sentito la band con cui suonava prima, ma anche loro non ne sanno nulla. So che ha avuto un brutto colpo, ha perso la moglie... Tentavo di ricontattarlo proprio perché ero preoccupato.

 

Quelle sono le cose più terribili della vita. Comunque, scusa l'interruzione, stavamo parlando di Alessandro.

 

Come sai, uno può cantare come Pavarotti ma se non hai l'attitudine che serve nei Rhapsody non puoi farcela con noi. E lui ce l'ha. E poi è una persona davvero fantastica.

 

Presumo che partirete in tour dopo questo fantastico disco. Spero che verrai a Milano!

 

Ma sicuramente! Può mancare Milano in un tour dei Rhapsody? Porteremo il nostro "Prometheus" con videoproiezioni e sarà fantastico come due anni fa! Una band come la nostra che si definisce "cinematic metal" non può rinunciarci.

 

E fate bene. Altri progetti al momento in ballo?

 

Guarda, nei prossimi anni voglio dedicarmi cuore e anima ai Rhapsody, promuovendoli soprattutto a livello di live, ancora più che in passato. Abbiamo fatto passare tre anni tra un album e l'altro semplicemente perché io ho avuto bisogno di un anno e mezzo solo per costruire il mio studio a Trieste. Sai, se devi lavorare ai livelli di Hollywood non puoi lavorare con computer normali: ho dovuto creare un potente sistema con più computer, che oggi è uno tra i dieci più potenti in tutta Europa che puoi trovare per creare orchestrazioni o arrangiamenti.  Noi, come Rhapsody, siamo veramente orgogliosi di comporre ogni singola nota, mentre la maggior parte delle band heavy metal tende a pagare un "external". Anche per questo sono stato sette mesi a comporre l'album, perché, oltre a comporre le canzoni, mi sono dovuto occupare anche di ogni singola sezione orchestrale. Ed è una cosa a cui teniamo molto: i Rhapsody sono basati sulle orchestrazioni. Se io pagassi un arrangiatore esterno avrei la sensazione di non comporre la mia stessa musica.

 

È così da sempre  o con i vari Sascha Paeth ecc... una volta era diverso?

 

È così da sempre. Solo che, all'inizio, io e Alex componevamo le orchestrazioni, mettendo nota per nota non usando il computer perché a quei tempi non era disponibile. C'era una tastiera, un sequencer e i suoni non erano di altissima qualità. Allora noi mandavamo i floppy con questi suoni a Miro (Michael Rodenberg), e lui li cambiava utilizzando le librerie di suono che all'epoca erano decenti. Io negli album dei Rhapsody sono più arrangiatore che chitarrista. È una cosa particolare: io mi presento da chitarrista ma il 90% del tempo suono più da tastierista.

 

Non hai mai pensato di farlo come attività esterna, producendo  e arrangiando per altri autori?

 

Il mio sogno sarebbe un giorno creare le orchestrazioni e cori per band tipo i Nightwish.

 

E questo anche me l'hai sempre detto. A proposito dei Nightwish, che ne pensi della nuova cantante?

 

Sai che non ho ancora sentito il nuovo l'album? L'ho appena ricevuto, ma non sono ancora riuscito ad ascoltarlo.

 

Per me è così così, te lo dico.

 

Ma io credevo tanto in Floor!

 

Eh ma è messa un po' in secondo piano.

 

Cavoli, ha una voce incredibile.

 

Eh, lo so. Poi mi dirai che ne pensi, dopo averlo ascoltato. Comunque, singoli a parte, per me è un buco nell'acqua.

 

E quello dei Blind?

 

Anche peggio. I dischi orchestrali oggigiorno non stanno andando così bene. Meno male che sei uscito te con questo, che salva baracca e burattini!

 

Ahahah grazie Gaetano, ci vediamo in tour!




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