Meganoidi (Luca Guercio)
Luca Guercio ci spiega il delirio secondo i Meganoidi
Articolo a cura di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 23/02/18

Buongiorno ragazzi e bentornati su SpazioRock.it! La nostra ultima chiacchierata risale all'epoca di "Welcome In Disagio". In quale dimensione ci date il benvenuto stavolta?

 

Beh, sicuramente il "delirio" è la dimensione nella quale ognuno di noi vive, ma perchè lamentarsene... il delirio, in tutta la sua confusione, può essere uno dei momenti più lucidi della vita, nella quale tutto inizia ad avere un senso.

 

Anche in questo vostro nuovo disco, "Delirio Experience", ho riconosciuto tutti gli ingredienti per accendere la folla come se fosse dinamite e trovo che "Tutto è Fuori Controllo" ne sia esempio lampante. Cosa rappresenta il serpente a cui vi riferite?

 

Il serpente è un tentatore e traditore, bisogna puntare a non trovarselo mai davanti ma sorprenderlo alle spalle, per questo "segui il serpente che si nasconde tra le onde del fiume".

 

Mi è piaciuta moltissimo anche l'immagine delle parole che come piante cercano di crescere. Come è stato crescere insieme? E quale è stato il disco che vi ha segnato di più in tal senso?

 

Beh, sicuramente il disco che ci ha segnato di più è proprio "Delirio Experience": in questo disco ci sono le istruzioni per comprendere le nostre emozioni, il nostro modo di vedere il mondo, il nostro inguaribile ottimismo e la nostra consapevolezza che la musica è l'unico modo che conosciamo per darci delle risposte a delle domande a cui non sapremmo rispondere in altro modo.

 

Sempre in riferimento a questa traccia, merita citare il ritornello in inglese: geniale, cosmopolita e soprattutto perfetto per l'urlo libero in sede live. Quale delle date del vostro attuale tour vi ha dato maggior soddisfazione?

 

Ogni concerto è una piccola cellula che fa parte di un organismo più grande che altro non è che la nostra voglia di stare sul palco. Ogni concerto ci da soddisfazione perchè il pubblico è sempre diverso ed è parte integrante del live stesso. Avremo superato di gran lunga i 1000 concerti in 20 anni e non mi ricordo i posti, non mi ricordo gli arredamenti dei locali o le piazze, mi ricordo della faccia delle persone che a fine concerto sono venute a farci i complimenti o a presentare delle loro critiche costruttive. Quindi, in definitiva, la maggior soddisfazione ce la fornisce il rapporto che abbiamo con il nostro pubblico.


Cosa avreste fatto se vi avessero invitato a questa edizione del Festival di Sanremo?

 

Saremmo andati a fare il nostro, quello che sappiamo fare. Dopo tanti anni di esperienza non mi spaventa dove andare, ma come andarci e come riuscire a fare arrivare quello che siamo.

 

E cosa farete il prossimo 4 marzo? Credete che anche il nostro paese sia pronto a crescere? Che cosa ci manca ancora per riuscirci secondo voi?

 

Gli italiani saranno pronti a cambiare e a crescere solo quando impareranno a comportarsi da cittadini responsabili e non da tifosi. Questo è l'unico modo per guarire dal menefreghismo cronico. C'è un disinteresse diffuso su tutti i temi e poi si fa il tifo per chi ti è più simpatico. Io trovo che le nuove generazioni siano molto più attente quindi sono estremamente fiducioso.

 

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 Riallacciandoci qui al disco, tra le righe dei vostri testi ho riconosciuto il tema della consapevolezza. Mi riferisco in particolare ad "Accade di Là", "Respirare in Orbita" e "Non Credere che sia Finita Qui". L'idea di una consapevolezza del caos in modo da poterci ergere a creatori del nostro destino è un tema estremamente attuale: avete suggerimenti pratici in merito?

 

Provare, per quanto possibile, ad usare la propria testa, farsi qualche domanda in più, ma soprattutto ascoltare. Siamo troppo abituati a parlare, a scrivere post senza un contraddittorio. Senza il confronto non esiste alcun genere di evoluzione personale e sociale.

 

Non posso esimermi da farvi anche una domanda su "Gocce"... D'istinto, a quale momento della vostra vita avete pensato nel momento in cui ha preso forma questa lirica liberatoria?

 

Gocce è un brano che ho scritto di getto e quando con Davide Di Muzio (cantante Meganoidi) abbiamo tirato giù insieme il testo, mi è venuta in mente questa favola sulle "gocce" e allora, come la musica, le parole sono uscite altrettanto spontaneamente. In realtà è chiaramente riferito ad una nascita: nel mio caso, alla nascita di mia figlia, perchè quelle famose lacrime di gioia finiscono nel mondo, evaporano, ma per te sono così importanti che quell'emozione viaggerà per sempre e un giorno tornerà proprio da te a farti un saluto, magari sotto forma di due gocce di pioggia.

 

Essendo italiani è doveroso chiedervi cosa ne pensiate dell'attuale situazione musicale nel Bel Paese. Senza dimenticare la questione del tempo che avete espresso nel brano "Fra 20 Anni"... C'è qualche consiglio che volete dare alle band emergenti in questa epoca in cui c'è davvero chi crede che likes = fama?

 

Io consiglio personalmente di approfondire e di ascoltare tanta musica, pure quella non piace, andare ai concerti e "vivere" le 7 note il più possibile se si vuole fare questo mestiere o coltivare questa passione. Io credo molto nella qualità del proprio pubblico e non tanto nella quantità. La qualità ti permettere di continuare ad esistere e a proporti, la quantità di like oppure il risultato di un televoto ad un talent può essere un fuoco di paglia e basta.

 

Per ultima... vi lancio la più cruciale delle domande: perché di tutte le esperienze avete scelto proprio il delirio?

 

Il delirio e il caos per alcuni sono la fine, per i coraggiosi e gli incoscienti.... sono solo l'inizio.

 

Prima di salutarci, ricordiamo che ai nostri lettori che hanno ancora un mesetto di tempo per venire a scatenarsi con voi dal vivo dato che l'ultima data del vostro tour sarà il 24 marzo a Fermo. A voi lo spazio per lasciare loro un invito speciale e un messaggio ai vostri vecchi e nuovi fan...

 

Noi non abbiamo fan, come spesso diciamo... quelli che ci seguono sono veri e propri amici, perchè solo chi ti vuole bene e apprezza quello che fai, può sostenerti così tanto. Quindi a tutti i nostri amici e sostenitori diciamo di venirci a trovare, suderemo sul palco per loro ed alla fine, come sempre, scenderemo per ascoltare tutto quello che hanno da dirci, sia complimenti che critiche davanti ad una birra.




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